Approfitto delle brevi (per me) vacanze pasquali per un'incursione nella città natìa con una fuga verso il mare: la meta prescelta, per il pranzo pasquale, è un ristorante, L'Acquapazza, che gode attualmente di notorietà mediatica per l'apparizione di Gennaro (Castiello) & Gennaro (Marciante): soci e cugini che – rispettivamente in sala e in cucina – sono la spina dorsale di questo locale e che a "La prova del cuoco" sono i rappresentanti della cucina campana che in quattro successive disfide hanno sbaragliato la concorrenza di altre regioni. Cetara è un piccolo borgo in provincia di Salerno, all'inizio della strada costiera che porta verso Amalfi e Positano, che ha vissuto di pesca e che dalla pesca ha saputo creare un ricercato prodotto quale la colatura di alici.
Accolti dalla cordialità dello staff s'inizia rapidamente con una sapida riedizione della frittata di maccheroni, ben amalgamata con ricotta e provola, ottimo pre-antipasto; subito dopo viene servito il primo antipasto, la sopressata di polpo con noci (buona la sopressata, rielaborazione abbastanza complessa della classica insalata di polpo; non ho apprezzato particolarmente le noci che a mio giudizio si potevano anche evitare).
Segue la parmigiana di zucchine con alici e provola su salsa al pomodoro: una scomposizione / riedizione della classica parmigiana di melanzane in chiave marinara, interessante anche se a mio giudizio un po' slegata. A seguire i paccheri all'erta (in piedi) ripieni di ricotta gratinati al forno su ragù di scorfano, un piatto interessante di cui criticherei solo – peccato comunque veniale – il grado di cottura della pasta, interessante la rugosità generata dalla impanatura e gratinatura del pacchero.
Un ottimo e abbondante trancio di ricciola con una ratatouille (un po' grossolana per la verità) di verdure di stagione ha chiuso la sfilata dei salati per poi passare al sorbetto – delicato e gradevole – di limone ed alla pastiera (immancabile per Pasqua e di ottimo livello) con la pizza di spaghetti al cioccolato (classico, a detta del titolare, dolce della costiera amalfitana e che per me è risultata una sorpresa molto piacevole).
Caffè e limoncello (non della casa) per un pranzo a menù fisso obbligato (per il giorno di pasqua) gradevole. Una sosta consigliata per chi si trova a visitare "il paradiso" . . .
Sabino Berardino
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