Approfitto di una serata a tema, dedicata a sua maestà il Tuber Albidum Pico, per testare un tipico ristorante in una delle zone più belle di Firenze, Pian dei Giullari: il ristorante Omero. Si viene accolti da un esercito di prosciutti – è anche bottega alimentare dove si possono acquistare prodotti tipici – che continuano la loro stagionatura e si accede nella sala ristorante.
Qui un paio di fascinose sommelier ci deliziano, per iniziare, con lo champagne Brochet Hervieux extra bru premier cru. Aldo Fiordelli, autore di Il buon tartufo (edizioni Polistampa), ci intrattiene piacevolmente con un po’ di aneddoti sul pregiato tubero e poi si iniziano le danze con un'insalata di tartufo con carciofo morello e parmigiano reggiano, soavemente abbinato con lo champagne di cui sopra. Lo sformatino di melanzana è un po’ neutro, la melanzana non risalta particolarmente, i trucioli di tartufo aggiungono interessanti aromi; in abbinamento Cabreo la pietra IGT 2007 che inizialmente ci lascia perplessi (il confronto con l'eccellente champagne è a suo sfavore) ma che poi, lasciato acclimatare e respirare, si mostra più interessante che al primo impatto.
La tagliata di petto d'oca al tartufo, accompagnata da asparagi con salsa (sifonata? dalla consistenza si sarebbe detto di sì) allo zabaione in abbinamento al Cabreo il Borgo 2006 ha chiuso la cena degustazione, per lasciare spazio al dolce; torta al cioccolato fondente con salsa bianca e tartufo: eccellente, molto buono il cioccolato di densa e cremosa consistenza, in abbinamento – difficile, lo si intuiva in partenza – un bel Vin Santo del chianti classico 2003.
Un eccellente champagne (importato da Folonari, sponsor enologico della serata), un'ottima torta al cioccolato, una cena divertente dal buon rapporto qualità/prezzo (40 euro), un ristorante in cui il servizio è ancora attento, contrariamente a tanti altri ove il servizio è curato da giovani-tre-mesi-e-via: siamo andati via proprio contenti!
Sabino Berardino



























