Dicono che le loro grandi passioni sono le riviste, internet e il cibo. Che vanno ancora a giro con la mazzetta di giornali (e magari se li leggono "in un luogo ameno"). E che dissapore riunisce questo loro modo di fare e pensare. Hanno radunato a deGustiBooks lettori, amici, curiosi per il primo dissapore camp. E ci è piaciuto molto.
Una presentazione limpida e informale (come dissapore) e poi un bel pezzo da prima pagina, Stefano Bonilli a raccontare, con ricordi, foto e qualche cimelio editoriale, giusto quei trent'anni che hanno visto nascere e cambiare l'editoria enogastronomica. E che guarda caso coincidono con le sue invenzioni e intuizioni. Poi ecco l'idea per fare comunità: un gruppo di lettori/amici a cucinare i tortellini fianco a fianco con la famiglia (in senso reale e professionale) di Massimo Bottura, assente giustificato.
Dobbiamo ancora metabolizzare tutto quello che abbiamo ascoltato da Bonilli, e lo scriveremo. Aspettiamo il resoconto del nostro uomo-Gola che ha cucinato tortellini per noi, scriverà appena si leverà dalla faccia quel sorriso marmorizzato (va capito, si è preso pure i complimenti della razdora di Bottura). E ci portiamo a casa un "in bocca al lupo" di Bonilli, che ha sgranato gli occhi vedendo una piccola rivista cartacea ancora in circolazione.
Ci ha salutato firmando l'augurio con un beffardo "ne avete bisogno", eppure ci è sembrato, dopo un pomeriggio a parlare di slide e community e channel, che sfiorasse la carta come si fa con una vecchia amica.
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