Ed eccoci, con il pensiero fisso a deGustiBooks, a scrivere inesorabilmente di libri e cibi, tentando spericolati abbinamenti. Il vino richiama (a torto o a ragione, lasciamo perdere...) i luoghi dai quali proviene, evoca un’origine definita. Così ho ripreso in mano delle storie ambientate in una certa campagna, sorseggiando vini dalla stessa zona.
Langa
Firenze, e la sua lontananza
Si sa che Firenze non è esattamente un luogo di amichevole ospitalità. Come è noto, fu in conseguenza di una delle innumerevoli lotte intestine che il suo più illustre cittadino prese la via dell’esilio, sperimentando
come sa di sale lo pane altrui
dato che il pane tipico toscano è sciocco cioè insipido (anche se oggi in un “forno” del centro cittadino possiamo scegliere fra un pugliese, una ciabatta o magari un bagel). Un’altra illustre vittima delle fazioni politiche in Firenze fu Niccolò Machiavelli. In questo caso si trattò di un esilio ridicolo: dovette scappare addirittura a San Casciano! In quella circostanza abitò in una sua casa nemmeno troppo modesta in località Scopeti, oggi sede del Consorzio del Chianti Classico. E in una sfiziosa lettera a Francesco Vettori del 1512, dichiara di frequentare volentieri anche la locale osteria, dove gioca d’azzardo litigando con gli altri avventori. Dunque per una full immersion andatevi a leggere sul posto la lettera in questione, circondati da vigneti e pinete e armati di una bottiglia: senza dubbio il Chianti Classico Machiavelli Riserva Vigna di Fontalle, direi 2004. E magari tornate anche al sommo poeta:
guarda il calor del sol che si fa vino
giunto all’omor che da la vite cola
Trinacria
Pochi scrittori italiani hanno descritto come Giovanni Verga le fatiche all’origine del nostro pane quotidiano. Anche in questo caso, dunque, vi invito a tuffarvi in un territorio: la novella è La roba, la pagina iniziale un tripudio di campagna catanese di fine ‘800, appesantita dalla calura estiva. Il viandante procede tra gli aranci sempre verdi di Francofonte, i pascoli deserti di Passaneto e Passanitello, e i sugheri grigi di Resecone, mentre oggi si imbottiglia con plastica o tappo a vite. Ecco le galline a stormi accoccolate all’ombra di un pozzo (altro che allevamenti in batteria!) e un uliveto folto come un bosco, dove l’erba non spuntava mai e la raccolta durava fino a marzo... La vigna non finiva più, e si allargava sul colle e sul piano, immobile, come gli pesasse addosso la polvere... Il tragico, avarissimo protagonista mangia pane e cipolla mentre i suoi mietitori sembravano un esercito di soldati, che per mantenere tutta quella gente, col biscotto la mattina e il pane e l’arancia amara a colazione, e la merenda, e le lasagne la sera, ci volevano dei denari a manate, e le lasagne si scodellavano nelle madie larghe come tinozze... Lui non beve, ma alla maturazione dell’uva accorrevano dei villaggi interi alle sue vigne, e fin dove sentivasi cantare, nella campagna, era per la vendemmia di Mazzarò.Grande è la prosa, corposa e pesante eppure musicale: così ha da essere anche il nostro vino di accompagnamento. Mirate dunque all’elegante densità dei Moscati di Noto o Siracusa, e inebriatevi dei profumi di zàgara e canditi che rimandano a quei paesaggi assolati.
Londra (ma è un non-luogo)
L’azione si svolge in una Londra del tutto anonima, parte di uno stato invasivo e spietato: è la Londra di 1984. Pochi dei numerosi, maniaci telespettatori del mondo sanno che l’espressione “Grande Fratello” è frutto della fantasia di George Orwell, così come altre inquietanti invenzioni di questo romanzo, quali la Psicopolizia, il Ministero della Verità, il Reparto Finzione o la Pornosez a contrasto con la Lega Antisesso. In una riunione clandestina degli oppositori, al capitolo VIII della seconda parte, si svolge una surreale degustazione: O’ Brian prese la bottiglia all’altezza del collo e riempì i bicchieri di un liquido rosso scuro... Visto dall’alto il liquido sembrava quasi nero, ma nella bottiglia splendeva come un rubino. Emanava un aroma agrodolce...”Si chiama vino” disse O’Brian con un mezzo sorriso. “Temo che al Partito Esterno non ne arrivi molto.” ...Winston prese il bicchiere con desiderio misto a curiosità... Per chissà quale motivo, aveva sempre pensato che avesse un sapore dolcissimo, come la marmellata di more, e un effetto inebriante immediato. Ma quando l’ebbe bevuto, ne fu oltremodo deluso. La verità era che dopo anni di gin non riusciva ad apprezzarne il gusto.
Decisamente simpatico questo vino come bevanda distintiva dei libertari! E che lezione di wine-tasting! Reciterò il pezzo al prossimo corso di degustazione, con spunti per il rapporto vista-olfatto e olfatto-gusto. Voi intanto godetevi un bel Nero d’Avola super concentrato tipo Super-Sicilian, che, se non sopraffatto dal legno, avrà proprio il profumo della marmellata di more. E proprio come in 1984, mancherà nel gusto della dolcezza che l’assaggiatore neofita si aspetterebbe.
Sandro Bosticco
da Gola Gioconda n. 3 2009
Per assaporare le Langhe ho ripescato Una questione privata di Beppe Fenoglio (1948). Sì, c’è proprio tutta la Langa che la passione gastronomica ci ha obbligato a conoscere: Canelli, Santo Stefano Belbo e Mango, Alba e Treiso. È pieno di gustose voci dialettali, come meliga per granturco, bricco che ritroviamo oggi sulle etichette dei cru, o misure ormai scomparse come il pintone. Si mangia la frittata verde (è quella con l’erba San Pietro). Un uomo del sud è indicato come un napoli (sì, scritto con la minuscola come un sostantivo comune). Per controcanto trovate pure un bel po’ di citazioni letterarie anglosassoni: in un certo senso era tempo di globalizzazione anche quello della guerra partigiana. Già, perché questa Langa così affascinante è tutt’altro che godereccia, è la Langa del dopo 8 settembre ’43, teatro di morte e di un amore tragico. Per mandar giù il tutto sarà d’uopo, durante la lettura, centellinare un robusto Barolo di Serralunga o di Monforte: un ’99 ancora tannico, tuttavia con lo spessore e l’eleganza di un’annata di grazia. Ma per digerire il penultimo capitolo non basterà un Barolo Chinato.


























