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Erbe, fiori e sapori dell'Amiata
Cibi tipici, tradizioni culinarie, antichi mestieri e bellezze paesaggistiche. Non viene trascurato niente nel programma, fittissimo di date e di appuntamenti, di Amiata a tavola. Il titolo della manifestazione, che si svolgerà "all'ombra" di uno dei più noti monti toscani dal 16 maggio al 17 giugno 2003, svela già la vocazione principale dell'evento: riscoprire sapori del passato che qui, tra la Maremma e la Val d'Orcia, rimangono ancora intatti.

Si comincia con le erbe spontanee: dal 16 al 18 maggio. Dopo la festa di inaugurazione (alle 18 a Piancastagnaio) con la presentazione delle antiche ricette dell'Amiata, il programma prevede infatti escursioni (il 17 maggio alle 10, nella Riserva Naturale del Pigelletto) con tanto di raccolte guidate di piante spontanee che poi verranno impiegate nella preparazione di insalate, zuppe e liquori. Le prelibatezze della cucina amiatina a base di questi sapori potranno essere gustate nel corso di pranzi e cene o, meglio ancora, utilizzate nelle "lezioni" di cucina. Il 17 maggio si terrà anche il corso di degustazione di acque sorgive dell'Amiata e a seguire una visita guidata all'interno dell'antico vulcano spento.
Le donne dell'Amiata hanno imparato a raccogliere i frutti della montagna e a trarne piatti squisiti che vengono tramandati di madre in figlia da generazioni e generazioni. Come le streghe di altri tempi, ancora oggi molte di loro vanno a raccogliere le piante più deliziose per farne sughi, infusi, piatti rari e semplici, ma pieni di memorie e di immagini: le ortiche, gli strigoli, le erbe amare, le bietole selvatiche, la borragine, le erbe aromatiche, la vitalba e così via all'infinito, per alternare a primavera le specie di funghi delicati e profumati che la stagione offre. E i boschi dell'Amiata donano queste erbe e questi fiori a piene mani, brulicano di erbe deliziose, usate sia per i tortelli sia per le zuppe sia ancora per i liquori. L'acquacotta - piatto tipico della parte maremmana della montagna - o la zuppa arcidossina (con strigoli e ricotta) sono la vera traduzione di un territorio in gusto e sapienza, la trasformazione di piatti poveri (perché composti da quel che la terra offre) in pietanze che contengono il vero senso di una regione.

A primavera i declivi dei colli si riempiono di antiche signore sapientissime, che sanno dove trovare le erbe migliori e sanno anche trasformarle in cibi perfetti, così come in altre stagioni quelle signore sanno dove trovare lamponi, sambuco, corbezzoli e more per confetture prelibate, che vengono allineate sugli scaffali insieme alla strepitosa marmellata di marroni, con cioccolata e cognac, raffinatissimo frutto dell'autunno. Il 25 maggio, ad Abbadia San Salvatore, attraverso la memoria storica di queste massaie, si terrà una lezione di cucina per apprendere i segreti delle ricette del passato. In questo contesto non poteva mancare una collaborazione con Slow Food. Insieme all'associazione fondata da Carlo Petrini, il 23 maggio Abbadia San Salvatore ospiterà un corso di assaggio e degustazione di formaggi dell'Amiata da abbinare a vini preziosi del territorio.
Il 24 maggio sarà la giornata dell'olio. A Castiglione d'Orcia, visita al frantoio per scoprire l'arte antica della spremitura e le leccornie della Val d'Orcia. Seguirà, a Rocca a Tentennano, una degustazione guidata per conoscere tutti gli aromi, i profumi e le essenze che una terra magica dona ai propri frutti.

Degustazioni guidate di piatti poveri a base di farina di castagne il 30 maggio, ad Arcidosso; il 31 maggio, a Semproniano, è la volta del miele e a Roccalbegna del tipico biscotto salato, per finire con una classe di cucina dedicata alla preparazione del pane. Mentre 13 giugno classe di cucina per imparare i mille modi di gustare a tavola i fiori dell'Amiata.
Ma gli appuntamenti non si esauriscono certo con questa breve rassegna. Durante tutto il mese di Amiata a tavola si susseguiranno visite ai luoghi storici e di interesse artistico-culturale, osservazioni delle stelle, viaggi in treno, mercatini e tanto, tanto altro.






La storia dell'Amiata si perde nella notte dei tempi, nelle ere geologiche, quando i sommovimenti della pangea in assestamento hanno portato al formarsi di un vulcano che per millenni è stato attivo e dopo è diventato la principale fonte di sostentamento della gente che è venuta a viverci. Nell'Anno Internazionale delle Montagne, l'Amiata è ancora una volta un centro di vita e di cultura. L'acqua è il suo elemento primario, la terra, il fuoco e l'aria quelli che le girano intorno. Da questo pullulare di vita è nata una cultura ed è nata un'arte che ancora oggi sono degne di ammirazione.

La tradizione gastronomica amiatina affonda le sue radici in un passato magico. Questo territorio, infatti, veniva considerato dagli Etruschi come un santuario. Mentre i Longobardi chiamarono la montagna "Heimat", patria. Il Parco Faunistico dell'Amiata, ad Arcidosso, è abitato dal "lupo appenninico", una specie molto particolare che potrà essere ammirata in maggio con una caccia fotografica.

Anche l'Amiata ha il suo profeta, si chiama Davide Lazzaretti e abita sul Monte Labro.

Seggiano ospita il Giardino di Daniel Spoerri, raccolta di arte contemporanea. Potrete perdervi fra le installazioni seminate per ettari ed ettari di campagna amiatina, ammirando i bellissimi panorami e le grandiose opere d'arte di uno dei più importanti scultori viventi e dei suoi geniali amici. Sull'Amiata si può anche imparare qualcosa di nuovo con i corsi di orienteering nel bosco (il 13 giugno a Macinaie), di découpage e tecniche rinascimentali di decorazione (a Contessa il 15) e di stencil (a Vetta, sempre il 15).




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 Informazioni sulla rassegna


Arcidosso

Informazioni più dettagliate le potete trovare sul sito web www.amiataturismo.it

Informazioni generali

APT AMIATA
Via Adua 25
53021 Abbadia San Salvatore (Siena)
tel. 0577 775811
fax 0577 775877
http://www.amiataturismo.it
e-mail: info@amiataturismo.it

Data di svolgimento
16 maggio - 17 giugno 2003
21 - 23 novembre 2003

Luogo
Amiata

Come raggiungerlo
Da Nord:
1) A1 uscita Firenze certosa- superstrada Firenze Siena uscita Siena Sud (Porta Tufi) – SS.2 Cassia – bivio Abbadia San Salvatore;
2) A1 uscita Chiusi Chianciano – direzione Chianciano Terme – traversa Chianciano-Amiata – SS.2 Cassia – bivio Abbadia San Salvatore;

Da Sud:
1) A1 uscita casello Orvieto-Acquapendente SS. Cassia bivio Abbadia San Salvatore;
2) Roma SS.2 Cassia – bivio Abbadia San Salvatore;

Da Perugia: Perugia Chiusi – Chianciano Terme SS.2 Cassia – bivio Abbadia San Salvatore;

Da Grosseto: Grosseto – Paganico – Arcidosso;

Da Siena: SS.2 Cassia – bivio Abbadia San Salvatore.

Quota di partecipazione
Il weekend completo costa
€ 215,00, ma sono possibili forme personalizzate.

Programma
Scarica la brochure del programma della manifestazione Programma manifestazione


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