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Anche il futuro del cibo passa da Cancun
Dal 10 al 14 settembre si terrà a Cancun (in Messico) il vertice del Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio. Perché parlare di un evento che coinvolge le superpotenze economiche su un sito dedicato ai piaceri della tavola? La risposta è duplice. Primo, perché l'Organizzazione mondiale del commercio, nata nel 1995 per promuovere lo scambio internazionale di merci, in pochi anni ha esteso la sua giurisdizione anche su una serie di argomenti tipici per le pagine di Gola web: salute, istruzione, accesso all'acqua, sovranità alimentare. Secondo, perché sullo sfondo di queste trattative ministeriali stanno diventando sempre più evidenti concetti - come biodiversità, sicurezza alimentare, diritto alla salute, diritto all'auto-organizzazione delle comunità locali - che sono parte integrante della passione per i cibi e per le culture da cui vengono originati.
Ad esempio, tra gli accordi che dovranno essere firmati a Cancun c'è quello sull'agricoltura che riguarderà l'accesso ai mercati, i sussidi all'esportazione e il sostegno interno ai produttori agricoli. Tra le tematiche trattate alcune non sono direttamente legate al commercio, come il ruolo multifunzionale dell'agricoltura, l'ambiente, la sicurezza alimentare; altre invece sono vincolate al mercato degli alimenti come le norme tecniche connesse alla qualità igienico-sanitaria, la complessa questione delle biotecnologie e la proprietà intellettuale estesa anche agli organismi viventi. E sullo sfondo di tutto ciò c'è naturalmente il rapporto, anzi lo squilibrio tra nord e sud del mondo, tra il dilagare delle multinazionali e le difficoltà dei paesi in via di sviluppo.
Ecco perché, dagli storici scontri di Seattle del '99, le riunioni del Wto hanno scatenato un potente movimento di protesta che ha avviato una riflessione critica sugli effetti della globalizzazione e che ha trovato nei Forum sociali uno strumento di organizzazione e di lotta alla politica neoliberista.
Chi protesta contro l'Organizzazione mondiale del commercio sostiene, ad esempio, che l'accordo agricolo confligge frontalmente con la ricerca della sovranità alimentare sia del sud che del nord del mondo e che, nonostante i paesi in via di sviluppo rappresentino la stragrande maggioranza nell'Organizzazione Mondiale per il Commercio, le questioni del superamento della povertà hanno trovato ben poco spazio nella storia del processo di liberalizzazione degli scambi. Risultato: gran parte di questi paesi poveri sono stati relegati al ruolo di meri fornitori di materie prime. Con il conseguente impoverimento del loro patrimonio ambientale e culturale.
Insomma, l'alimentazione - in un'accezione molto ampia che va dalla difesa delle tipicità alla tutela dei diritti dei Paesi in via di sviluppo - è ormai uno dei pilastri fondamentali della discussione sulla globalizzazione. Non è un caso, ad esempio, che il presidente e fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, sia tra i sottoscrittori del Manifesto sul Futuro del cibo, un documento che proclama con forza il diritto all'autodeterminazione dei popoli in campo agricolo e alimentare contro l'agricoltura massiva e gli organismi geneticamente modificati.
Il Manifesto è stato messo a punto da una Commissione internazionale sul cibo presieduta dall'economista indiana Vandana Shiva, i cui studi su biodiversità, monocolture e multinazionali sono diventati punti cardine della filosofia new global.
In occasione del vertice messicano, la resistenza dei paesi del sud del mondo e dei movimenti sociali globali si fa sempre più forte. In Italia la voce di chi è contro sta organizzando la campagna dal titolo significativo "Questo mondo non è in vendita".
"Un nuovo round di negoziati - spiegano gli organizzatori - rischia di obbligare il pianeta a vivere soltanto secondo le regole del profitto e del commercio internazionale. Il Wto deciderà, ad esempio, sulla supremazia delle regole del commercio su tutti gli accordi internazionali sull'ambiente, quali le Convenzioni sui cambiamenti climatici e la biodiversità, in nome del diritto alla libera concorrenza globale. A Cancun il Wto intende fare un ulteriore passo avanti nella totale liberalizzazione della produzione agricola e alimentare, sostenendo l'equazione cibo uguale merce, con la pretesa di organizzare la produzione agricola del pianeta come se ogni contadino lavorasse per un mercato mondiale".

 






Dalla sua entrata in vigore, nel 1995, il Wto ha tenuto quattro conferenze ministeriali. Le ultime due, quelle di Seattle (1999) e di Doha (2001) sono state al centro dell'attenzione per motivi diversi. Seattle perché ha visto la nascita del movimento antiglobalizzazione che ha contribuito al fallimento del lancio di un nuovo round di negoziati: "Il Millenium Round". Doha (Qatar) perché a poco più di due mesi dagli attentati dell'11 settembre, lontano da ogni possibilità di contestazione, i paesi guida all'interno del Wto, sull'onda della lotta al terrorismo, sono riusciti a riprendere in mano le redini del processo di liberalizzazione.
Precursore del Wto, è il Gatt. Il processo di liberalizzazione iniziato nel 1947 si snoderà lungo gli otto round negoziali del Gatt per concludere la sua prima fase nel 1994, quando a Marrakesh sarà sancita la nascita del Wto.
I negoziati avviati a Doha, l'ultima conferenza ministeriale organizzata dal Wto, sono i più grandi della storia, ancor maggiori di quell'Uruguay Round che portò alla nascita dell'Organizzazione mondiale del commercio, filiazione dei precedenti accordi Gatt (da non confondere con gli accordi Gats di cui si parla nell'articolo). Nell'ambiziosa agenda di Doha spicca il commercio dei servizi, che vede l'Unione europea aggressivamente impegnata nel tentativo di liberalizzare il maggior numero possibile dei 160 settori previsti dalla classificazione Wto. Si tratta di un universo che comprende servizi pubblici come gli acquedotti, l'energia elettrica, la cultura, i trasporti e, soprattutto, la sanità e l'istruzione, i due grandi bastioni da conquistare, con il loro ricco bottino (3.500 miliardi di dollari è la spesa annuale mondiale nella sanità, mentre quella relativa all'istruzione è valutata in 2.000 miliardi di dollari).




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 Informazioni sulla rassegna


Veduta di Cancun

Informazioni più dettagliate le potete trovare sul sito web www.campagnawto.org

Per saperne di più
Ecco i siti da cui scaricare documenti e informazioni utili per capire i temi che sono sul tavolo della discussione.

www.retelilliput.org: il sito della ReteLilliput con diverse pagine dedicate al Wto ed all’accordo Gats

www.attac.it: il sito di Attac Italia, con un ampia parte su Gats e privatizzazioni

www.cipsi.it: il sito del CIPSI per chi vuole informazioni sull’acqua
www.focsiv.it: promotrice della campagna “No Dumping” oltre che tra i promotori di questa campagna

www.greenpeace.it: info sul problema OGM

www.robaweb.com: cooperativa che opera per lo sviluppo del Commercio Equo

www.unimondo.org: associazione noprofit Unimondo nata per diffondere un'informazione qualificata e pluralista su diritti umani, democrazia, pace, sviluppo sostenibile e ambiente

www.altromercato.it: Ctm altromercato, il commercio equo per un’economia solidale

europasociale.clarence.com: per un Europa sociale – Riva 2003 (il sito a cura degli organizzatori degli eventi di Riva del Garda a settembre)

www.ourworldisnotforsale.org: il sito del Wto dove potete trovare moltissimi materiali ed analisi e diversi link ad altre organizzazioni e reti

www.gatswatch.org: materiali vari sul Gats, comprese le 109 richieste dell’UE

Prima e dopo Cancun
Controvertice di Riva del Garda: il 4, 5 e 6 settembre il forum di tutte le sigle che compongono il movimento antiglobalizzazione per fermare il Wto.
Sul sito www.stopwtoriva2003.org il programma e tutte le informazioni per la partecipazione.

I diritti degli altri: decima marcia per la giustizia. Il 13 settembre, da Agliana a Quarrata (in provincia di Pistoia), insieme a Alex Zanotelli, Gino Strada, Gherardo Colombo, Gianni Minà, Giancarlo Caselli, Luigi Ciotti, Vandana Shiva, Beppe Grillo. Info: www.rrrquarrata.it

Equofesta: la prima fiera del commercio equo e solidale in Toscana. Dal 25 al 28 al Saschall di Firenze, "botteghe" di ogni nazionalità esporranno prodotti e progetti dal sud del mondo


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