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Stiamo parlando di Identità Golose, un congresso che è solo una delle facce di un progetto molto più vasto per la valorizzazione e la promozione della Cucina Italiana e dei suoi interpreti. Dal 28 al 31 gennaio ci saranno infatti a Milano ben cinquantatre relatori (tutti chef professionisti) ognuno dei quali avrà il compito di illustrare uno dei tanti temi dell'alta cucina italiana e internazionale. Gli organizzatori fanno sapere che non sarà una semplice “sfilata” dei migliori chef in circolazione, ma sarà un congresso nel quale ci saranno dibattiti e discussioni, per cercare di offrire analisi e risposte condivisibili dagli esperti e plausibili e utili anche nella vita quotidiana.
Il programma delle tre giornate si articolerà tra argomenti diversi come l'uomo e il mare, il pane la pasta e la cucina scientifica, il genio nelle diverse generazioni di cuochi, la cucina scandinava o quella regionale italiana passando per i confronti tra dessert nazionali e internazionali.
I cuochi toscani presenti saranno tre: Paolo Lopriore, direttamente dalla provincia di Siena (Ristorante Il Canto), Galileo Reposo da Castiglione della Pescaia (Trattoria Toscana) e il più conosciuto Fulvio Perangelini, livornese noto per essere un personaggio eccentrico ma geniale, chef nel ristorante Gambero Rosso di S. Vincenzo (Li).
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Fulvio Pierangelini, da molti viene definito artigiano dell'alta cucina, ha fatto del Gambero Rosso un punto di riferimento per tutti coloro che in un piatto cercano anche un'idea in grado di saziare lo spirito e nutrire il palato. Pierangelini cerca per i suoi piatti sempre nuove sentieri per non mummificarsi su quelli di successo. Pur avendo il mare sotto gli occhi e un crostaceo per nome, il Gambero Rosso non è un ristorante di pesce: vi si cucina indistintamente mare e terra, sempre con una tendenza al bello del risultato finale. Il nome di Pierangelini è legato alla celeberrima Passatina di ceci con gamberi.
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