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Ristorante Immortale, il menu
dell’assurdo
Cinque maschere che
ogni giorno cucinano e apparecchiano il tavolo, in un ristorante
in cui nessuno entrerà mai.
Senza dire una parola, questi trascinanti mimi-clown-attori mettono
in scena gli inutili e bizzarri rituali in un crescendo di ironia
e malinconia, di sogni e assurdità.
La cuoca irascibile che suona la fisarmonica, il proprietario,
il cameriere narciso che si specchia nel vassoio, quello anziano
che non ce la fa più e quello giovane distratto e iperagitato
si rincorrono, entrano ed escono dalla scena ad un ritmo vorticoso,
inscenano balletti con i tovaglioli, si sfidano a duelli di destrezza
suonando i piatti come fossero nacchere. E intanto nessun cliente
varca la soglia coperta da un enorme drappo rosso.
Presentato dalla tedesca Flöz Production, Ristorante Immortale (in italiano anche il titolo originale, forse perché in
Germania il ristorante è per antonomasia italiano) torna
al Teatro di Rifredi di Firenze (dal 13 al 18 gennaio 2004) dopo
aver entusiasmato il pubblico, nella scorsa stagione, all’inaugurazione
della rassegna Vedere l’invisibile - palcoscenici per giovani
platee. Lo spettacolo è stato rappresentato più di
150 volte, dalla prima dell’aprile 1998 nella "Maschinenhaus" di
Essen ha viaggiato in tutta Europa ed è stato applaudito
in Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Germania e Gran Bretagna.
Uno spettacolo costruito sulla bravura dei cinque interpreti e
sulle trovate ricche di poesia, arte, musica, magia, clownerie
e maschere. Il fantomatico ristorante che si trova “da qualche
parte tra paradiso e inferno, al centro dell’universo e in
culo al mondo” è una vera esplosione di creatività e
poesia, un lavoro di grande originalità e freschezza. Le
assurde cerimonie dei camerieri, in attesa di un cliente che non
arriverà (un Deserto dei tartari fra le pareti di un ristorante),
si interrompono solo per lasciare spazio al sogno: l’unica
via di fuga alla “precarietà dell’esistenza”.
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“Uno degli spettacoli
comici più esilaranti e insieme più malinconici cui
abbiamo assistito negli ultimi tempi. Ne sono autori i cinque straordinari
interpreti "
Osvaldo Guerrieri, La Stampa
"L'invenzione è continua e dal fitto gioco dei rapporti tra
personaggi nascono brandelli di vissuto, specchio di una realtà più ampia.
Non c'è parola, ma sono superflue: le maschere indossate
sono capaci di mutare espressione a ogni minimo movimento. Si ride
sempre. Lo spettacolo è da non perdere".
Alfonso Cipolla, La Repubblica
"
Grande teatro di clown! tra brillanti sketch e profonda tristezza.
E' pura magia quando le maschere deformi si destano all'improvviso
alla vita"
Die Welt
"
Una serata a teatro piena di suspense e veramente divertente. Meraviglioso!"
Bild
"
Un grande, indimenticabile spettacolo"
El Mundo
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