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“Ubriachi” per l'estetica
Che il vino faccia bene solo
al sangue, ormai è “acqua” passata. quest'anno
i vigneti sono stati sottoposti a forte stress idrico, ma le
mille virtù dei grappoli ci suggeriscono altri usi del
nettare di Bacco. Medici, enologi e opinion leader sono tutti
riuniti e concordi nel sostenere che i chicchi d'uva, ricchi
di polifenoli, aumentano la resistenza dei vasi sanguigni,
rinforzano la microcircolazione, impediscono la distruzione
dell'acido glicolico e ialuronico, proteggono le fibre di elastina
e collagene.
Perché allora non cominciare con un bagno
alla vite rossa nel tino, un peeling all'uva, un impacco al
Merlot e per finire un massaggio al Sauvignon?
La vinoterapia,
nata in Francia una decina di anni fa, sta diventando una delle
tendenze più alla moda nell'ultimo periodo tanto da
far sprigionare la fantasia di massaggiatori e esperti del
benessere. Perché si sa, quando c'è una scoperta
nuova in fatto di bellezza, è una gara tra centri ad
attrezzarsi con nuove sale, nuovi trattamenti miracolosi che
promettono scintille anche alle più perplesse.
Tutti
dedicati a chi, morigerato nel berlo, predilige ubriacarsi
di bellezza.
Come dimostra Vino&dintorni (mostra-mercato
enogastronomica, 29-30 ottobre a Segrate, Milano), una vera
e propria vetrina del gusto a tutto tondo con 200 espositori.
Tra corsi di degustazione, abbinamenti vincenti in cucina e
lezioni per diventare esperti sommelier,sono comparsi trattamenti
di vinoterapia, creme, massaggi e bagni nel mosto.
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Vino: salute in un bicchiere
Il 21 e il 22 ottobre si è svolto a Montalcino
un convegno dal nome “vino, salute da bere” alla presenza
di noti e qualificati ricercatori italiani e stranieri che hanno
illustrato e discusso i dati più aggiornati riguardanti
l'associazione fra uso moderato del vino e la ridotta mortalità per
malattie cardiovascolari e probabilmente anche tumorali. I meccanismi
dimostrati sono numerosi e indagano principalmente l'effetto antiossidante
dei vari polifenoli contenuti soprattutto nell'uva e nel vino rosso.
Questi effetti benefici sarebbero alla base del cosiddetto “paradosso
francese” e cioè della minore mortalità cardiovascolare
in Francia rispetto all'Inghilterra; il vino rosso francese infatti
sembra proteggere le arterie. L'attività di ricerca sul
vino dimostra, ancora una volta, dati importanti e molto promettenti
sulle sue applicazioni precliniche e cliniche.
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