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Il Prosecco pensa al futuro
Dicembre è per eccellenza il mese delle bollicine, tra brindisi augurali per le feste e cenoni di Capodanno: e infatti proprio a dicembre è in programma l’annuale presentazione del Centro studi del distretto del Prosecco dell’area Conegliano Valdobbiadene, che quest’anno avrà proprio per titolo “Analizzare il presente per progettare il futuro”.
Il 13 dicembre si discuterà sul cambiamento che quest’area di produzione sta attraversando, cercando di analizzare questi cambiamenti e impostare una strategia efficace basata sull’identità dell’area. Durante la giornata si alterneranno esperti di economia distrettuale, turismo e ricerca di mercato, che analizzeranno e discuteranno il resoconto annuale del Centro Studi.
Per tutte le azioni intraprese e i molti temi che verranno affrontati il 13, possiamo quindi dire che, alla soglia del quarantennale della doc, rappresenterà non una prima commemorazione, ma la raccolta di una nuova sfida per rinnovare nel segno del territorio un lungo periodo di nuovi successi. Come le precedenti edizioni i dati sono stati raccolti ed elaborati dal Centro Studi Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene, struttura sostenuta da Regione Veneto, Camera di Commercio di Treviso, produttori del Prosecco Doc di Conegliano Valdobbiadene e Consorzio di Tutela.
Sangiovese al 100 %
Dopo le polemiche di primavera, ecco il verdetto autunnale finale: nessuna modifica al disciplinare del Brunello di Montalcino. Il 96% dei soci produttori ha votato no a qualsiasi ipotesi di modifica del disciplinare del rinomato vino. Anche per gli altri vini di Montalcino – Rosso, Moscadello e Sant’Antimo – confermati gli attuali disciplinari di produzione. I produttori soci del Consorzio del Brunello di Montalcino si sono riuniti lo scorso 27 ottobre in assemblea nella cittadina toscana, per esprimersi con votazione in merito ai Disciplinari di produzione dei quattro vini tutelati dal Consorzio – Brunello di Montalcino Docg, Rosso di Montalcino Doc, Moscadello di Montalcino Doc e Sant’Antimo Doc. Le schede di votazione prevedevano alcuni quesiti riguardanti la conferma o modifica dei singoli disciplinari di produzione relativamente ai vitigni e alla tecniche produttive utilizzate. Dallo spoglio delle schede, è risultata a larga maggioranza una conferma degli attuali disciplinari in corso, senza alcuna modifica riguardante i vitigni e le tecniche di produzione utilizzate. In particolare per il disciplinare del Brunello di Montalcino, il 96% dei produttori si è espresso favorevole alla conferma del sangiovese in purezza, come unico vitigno per il prestigioso vino toscano.
Scuola di Charme Sommelier
Si è conclusa a prima edizione della Scuola di Formazione per Charme Sommelier, tre giorni di corsi e lezioni pratiche tenutesi presso il Relais Duca di Dolle della famiglia Bisol, nel cuore delle colline del Prosecco.
Grande soddisfazione per i diciotto partecipanti alla Scuola di Charme Sommelier, che hanno, così, potuto apprendere tecniche e segreti per diventare esperto intrattenitore ed autentico comunicatore del vino. I corsisti provenivano da tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Veneto alla Calabria: i partecipanti alla Scuola, aperta anche a Sommelier non professionisti, hanno potuto inoltre conoscere le eccellenze del territorio dell'Altamarca Trevigiana e coronare le giornate di formazione con le Cene di Charme organizzate presso Villa Cipriani di Asolo e Ristorante Gellius di Oderzo. La seconda edizione della Scuola di Charme Sommelier si terrà a marzo 2009 e verrà sempre diretta da Gianni Moriani, docente di Ca' Foscari e direttore di importanti progetti formativi, fra cui il Master in Cultura del Cibo e del Vino che partirà il prossimo anno a Valdobbiadene.
Arezzo Wine fa il bis
La II edizione di “Arezzo Wine” la kermesse toscana dedicata al vino si terrà dal 28 febbraio al 2 marzo 2009 al Centro Affari e Convegni di Arezzo con tante novità a partire dalla sede espositiva, che si svilupperà su una superficie di 7000 mq. necessaria per accogliere le aziende nuove che si sono già unite al folto gruppo presente alla prima edizione.
La tre giorni dedicata al vino in tutte le sue declinazione si declina su un ampio programma di iniziative e manifestazioni oltre ad un ricco manifesto di degustazioni curato dalle due maggiori associazioni italiane.
S’inizia sabato 28 febbraio con il convegno “Agricoltura e imprenditoria giovanile”. Argomento questo di notevole attualità ed interesse soprattutto per il settore vitivinicolo dove la presenza di giovani è in continua ascesa. Tra le novità anche gli incontri one-to-one. Da quest’anno Arezzo Wine vuole offrire agli espositori maggiori opportunità d’incontri, che siano soprattutto qualificati affinché possano favorire vere occasioni di sviluppo alle aziende sia in termini di qualità che di business.
Wine Spectator decreta i suoi vincitori
Fine anno, tempo di bilanci e di premi: come ogni anno la rivista americana Wine Spectator ha stilato la classifica dei 100 migliori vini al mondo. Al primo posto un vino cileno, il Clos Apalta Colchagua Valley 2005, ma sono ben 14 i vini italiani presenti nella prestigiosa classifica, di cui sette toscani. Il piazzamento più alto (15° posto) è quello di Oreno 2006 della Tenuta Sette Ponti, vino cru della cantina toscana, blend di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Prodotto in 30.000 bottiglie l’anno, è un vino che ha dinamica ed equilibrio, dalla struttura piena e allo stesso tempo morbida. A pochi gradini di distanza, ecco piazzarsi al 22° posto il Nobile di Montepulciano Avignonesi, Grandi Annate Riserva 2004, mentre al 31° posto vediamo il rosso La Massa Toscana 2006. A metà classifica (51° posto) un Chianti Classico, Fattoria di Felsina Berardenga 2006, mentre all’81° posto troviamo un altro Chianti Classico(Querciabella 2006 ) e al 96° un rosso cabro Toscana Il Borgo 2006.
Bis di Frescobaldi che piazza ben due vini in classifica: uno toscano, il Chianti Rufina Marchesi de’ Frescobaldi Castello di Nipozzano Riserva 2005 (76°) e un vino friulano sempre prodotto dal gruppo Frescobaldi, l’Attems Pinot Grigio Collio 2007 che si piazza al 70° posto.
Best of Wine, ecco i vincitori
Sono già stati decretati i vincitori del Best of Wine Tourism, il concorso internazionale che premia le aziende e le strutture ricettive che più di ogni altre si distinguono nel campo dell’enoturismo, organizzato dal circuito internazionale Great Wine Capitals, rete di nove città a forte vocazione vinicola (Città del Capo, Bordeaux, Bilbao, Melbourne, Porto, San Francisco – Napa Valley, Mendoza e Mainz, ultima arrivata)di cui fa parte anche Firenze. La premiazione dei vincitori internazionali si è tenuta lo scorso 13 novembre a Citta del Capo (Sudafrica) è ha visto vincitore per Firenze – nella categoria Arte e Cultura - Villa Petriolo per il concorso letterario annuale, affermatosi in poco tempo a livello nazionale, che intende scoprire e promuovere opere inedite in lingua italiana incentrate sui temi della cultura del vino.
Gli altri vincitori internazionali sono: per Bilbao-Rioja Fundación Dinastía Vivano; per Bordeaux Chateau de Carbonneau; per Mainz Interessengemeinschaft Urlaub beim Rheinhessenwinzer; per Mendoza: Bodegas Salentein Museum Killka; per Porto: Quinta Nova de Nossa Senhora do Carmo Wine House; infine, per San Francisco-Napa Valley: Domaine Chandon.
I grandi Cru alla Casa della Creatività
Si intitola “I grandi Cru d’Italia. la storia, i volti, le cantine, le vigne dei migliori vini italiani” il libro edito da Electa (Mondadori) che è stato presentato il 5 dicembre alla Casa della Creatività di Firenze. La presentazione del libro è stata un vero e proprio evento, il primo di una serie di iniziative dedicate al gusto che si terranno alla Casa della Creatività: hanno partecipato Vittorio Frescobaldi, Paolo Panerai, Giacomo Tachis e Daniel Thomases; a seguire, una degustazione guidata di una quarantina dei migliori Cru italiani per tutti coloro che hanno assistito alla presentazione.
Il libro spiega che cosa sono i grandi Cru italiani: molti consumatori infatti conoscono le etichette di questi vini, e grazie a questo volume scopriranno i volti, la storia, chi li produce, i luoghi dove nascono, le cantine dove si elevano. Un mondo vivissimo e variegato, molto diverso dagli châteaux francesi e dei loro cru classé. Il panorama italiano è invece autentico e diverso, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, dal grande produttore al piccolo vignaiolo, dalle aziende managerializzate a quelle familiari. Un panorama che garantisce anche la più straordinaria varietà di gusti e sapori del più ampio e diversificato catalogo di vini che ci sia al mondo.
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