
Poesie del cuore e della gola
|
 |

Ecco i versi primi classificati di Galeotta fu la cena
Non bastavano i racconti. I golalettori si sono espressi magnificamente
anche in versi. Per chi fosse distratto, ricordiamo che ogni anno
Gola gioconda, insieme alla condotta fiorentina di Slow Food e con
il piacevole contributo delle Cantine Leonardo, organizza il concorso
letterario Galeotta fu la cena, che mette in competizione scrittori
e aspiranti tali che si misurano sui difficilissimi temi del piacere
della tavola, del gusto, del bere. Nello scorso numero di questa
rivista abbiamo pubblicato i tre racconti vincitori della sezione
prosa (e il premio speciale alla "proesia", un componimento
a metà fra la lirica e il racconto). Ecco ora l'opera vincitrice
della sezione poesia.
Vogliamo anche segnalare la seconda classificata, Cristiana Cattoi,
di Bressanone, che ha dimostrato una padronanza non comune del verso
e della metrica e che ci ha deliziato con una rilettura in rima
delle vicende bibliche, immaginando l'angelo Gabriele che scende
sulla terra per scoprire le meraviglie della gola e che rimane coinvolto
in tavolate e brindisi. Terza classificata (ancora una donna! Ma
non l'abbiamo fatto apposta) Antonella Timpano, di Jesi, con un
ispirato elogio alla birra nelle notti romane. Vedremo di trovare
il tempo e lo spazio di pubblicare anche queste due opere. Intanto
leggetevi il primo componimento classificato e preparatevi per la
prossima edizione di Galeotta fu la cena.
il vincitore
Un barattolo per cena
Ho creduto di fare della poesia
davanti ad un barattolo
senza etichetta.
È stato difficile,
la tentazione
l'ispirazione
il contenuto.
Ho provato
ho cercato
quello che non volevo dire
ho nascosto ogni retorica
non mi sono venute in mente le rime.
Leggero, non proprio leggero
poteva essere un vuoto di qualche etto.
Mezzo pieno mezzo vuoto
di acida maionese
di pallidi piselli
di pastosa fonduta
di molli grani di mais
di acquosa salsa di pomodoro
Fa un certo effetto un barattolo
che potrebbe essere pieno
di pensieri
di libertà
di vento
di poesia.
Il momento più vero
c'è stato
ho trovato un apriscatole
ho aperto
c'era solo marmellata,
di parole.
Umberto Marzolla,
Torino
|