 |

La classica domanda la mortadella è di destra o di
sinistra è tornata di attualità, adesso che
anche in gastronomia si accentua il divario fra i due schieramenti
politici. La riprova sta nella nascita della rubrica Nero di seppia,
allinterno del quotidiano di Alleanza Nazionale Secolo dItalia,
creata sembra per contrastare il potere imperante
del Gambero Rosso Editore. Fantagastronomia? Non si direbbe, considerando
la serietà con la quale i contendenti affrontano largomento.
E una rivista che si chiama Gola gioconda non poteva rimanere indifferente
allo scenario che si va creando: siamo nati proprio per liberare
largomento cibo della sacralità che aveva assunto nel
corso degli anni, cercando di rispondere con leggerezza e un po
di ironia ai toni cattedratici assunti da tanti addetti al settore.
Con questo, lungi da noi lidea che gli argomenti siano vacui
e futili (sarebbe come tirarci la zappa sui piedi!) ma è
anche vero che vorremmo che la bassa politica evitasse di invadere
un campo che deve essere vissuto senza dover pensare, tutte le volte,
alla scheda elettorale. È chiaro che se dobbiamo parlare
di agricoltura sostenibile, di fame nel mondo e altri argomenti
di carattere sociale il discorso cambia: in questo caso si tratta
davvero di fare scelte politiche, che possono influenzare il futuro
dellumanità. Ma il piacere del cibo e del vino dovrebbe
essere un elemento che accomuna, piuttosto che dividere. Forse che
la bottiglia di Brunello deve essere patrimonio del conservatore,
lasciando il Lambrusco al proletario? Non è solo un problema
di soldi, suvvia; è una questione di scelte di consumo consapevole:
come si acquistano telefonini, paraboliche e playstation, così
le dispense potrebbero essere riempite di bottiglie di qualità.
Oppure la serata in un ristorante di buon livello potrebbe valere
la rinuncia a qualche cena in più fuori casa. Si tratta quindi
di scelte da fare in libertà, privilegiando magari la qualità
dei prodotti e del servizio, che non sempre si traduce in prezzi
da capogiro. Ecco, questa potrebbe essere la vera differenza: tra
chi sa scegliere e apprezzare e chi no.
Si tratta quindi di educazione al gusto, di intelligenza nei consumi,
di piacere nelle scelte di un cibo, di un locale, di un vino.
Se comunque per qualcuno è obbligatorio schierarsi, allora
è facile presagire la nascita, a breve, di un movimento a
destra che cerchi di arginare lo strapotere di Slow Food: i creativi
sono già al lavoro per cercare un nome che indichi chiaramente
la nuova tendenza. Scartato, per ovvie ragioni, Rifondazione
golosa, lindirizzo è verso un motto che renda
lidea di ordine e severità: per esempio Movimento
Ghiottone Italiano, Forza luva o Lega
il salame ma non è improbabile un compromesso che tenga
conto delle varie correnti ispiratrici, tipo pollo della libertà
o Cassata delle libertà: potremmo lanciare un
concorso di idee! Attendiamo contributi dai lettori.
|
 |

Aprile
1/98
Giugno
2/98
Agosto
3/98
Ottobre
4/98
Dicembre
5/98
Gennaio
1/99
Marzo
2/99
Maggio
3/99
Luglio
4/99
Ottobre
5/99
Dicembre
6/99
Febbraio
1/00
Aprile
2/00
Giugno
3/00
Agosto
4/00
Ottobre
5/00
Dicembre
6/00
Febbraio
1/01
Aprile
2/01
Giugno
3/01
Agosto
4/01
Ottobre
5/01
Dicembre
6/01
Febbraio
1/02
Aprile
2/02
Giugno
3/02
Agosto
4/02
Ottobre
5/02
Dicembre
6/02
Febbraio
1/03
Aprile
2/03
Giugno
3/03
Agosto
4/03
Ottobre
5/03
Dicembre
6/03
Aprile
1/04
Luglio
2/04
Ottobre
3/04
Dicembre
4/04
Aprile
1/05
Luglio
2/05
Ottobre
3/05
Dicembre
4/05
Aprile
1/06
Luglio
2/06
Ottobre
3/06
Dicembre
4/06
Aprile
1/07
Giugno 2/07
Settembre 3/07
Dicembre 4/07
Marzo 1/08
Luglio 2/08
Settembre 3/08
|