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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Aprile 01-2004Sempre a casa, anche in capo...
La schedaBarbara Gabbrielli  

Sempre a casa, anche
in capo al mondo


Nastri di sassi e buche fatte per fracassare macchine e rimestare budella. Non erano altro che questo le strade del Giappone negli anni Trenta, quando scoccò la scintilla tra Fosco Maraini e il paese del Sol Levante. Per andare in Oriente oggi ci vogliono 11 ore, all’epoca ben 40 giorni di viaggio. Ma era come fare un autentico corso di asiologia. Racconta l’antropologo più eclettico dei nostri giorni: «Si cominciava dall’Egitto, poi Bombay, Colombo, Manila e finalmente Shanghai, da dove si andava a Kobe.

C’erano persone diverse, costumi diversi, cieli diversi: era davvero appassionante».
Gli oltre 7mila metri di altezza lo scrittore fiorentino li ha raggiunti invece nel 1954, scalando la seconda vetta del mondo, il Monte Saraghrar, il leggendario Paropàmiso, quando in Pakistan e Afghanistan i “muri di idee” non avevano prodotto tutti gli orrori a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.
L’Oriente e la montagna hanno disegnato il suo endocosmo (la parola l’ha inventata lui e sembra che non ce ne possa essere un’altra migliore per indicare il riflesso del mondo all’interno dell’individuo).

L’Oriente e la montagna, dopo 92 anni, Maraini li porta con sé, senza alcun bisogno di prendere un aereo o indossare la tenuta da scalatore. In Toscana, a Firenze, nell’abitazione che fu del padre scultore Antonio, dove vive con la moglie Mieko Namiki, centinaia di ideogrammi che escono dalle costole dei libri nel suo salotto e piante di umeboshi fiorite nel giardino sotto al Poggio Imperiale. E in Garfagnana, nella casa della Pasquigliora, piccoli pascoli in latino, o Pasquì, come dice lui con la sua costante abilità nel maneggiare le parole.

Il Giappone è entrato anche nelle sue abitudini alimentari?
Mi piace molto lo spirito generale che sta alla base della cucina giapponese: nutrire e non stranutrire. È una cucina povera di grassi, eterea, forse troppo austera per gli occidentali. Ma io mi trovo benissimo con una tazzina di riso, un pesciolino arrosto e delle verdure.

Sua moglie le cucina i piatti tipici?
Ogni domenica: alghe, salsa di soia su pesce crudo comprato al mercato centrale.

E dei ristoranti giapponesi cosa ne pensa?
A noi piaceva molto quello di piazza dell’Olio a Firenze. Ma una sera siamo arrivati lì e non c’era più. Non è facile trovarne di buoni in Italia. A Londra o a Parigi è un’altra cosa. L’importante è che seguano la tradizione, anche nella cura della presentazione che in Giappone è molto importante. Il cibo deve essere una festa sia per il gusto che per la vista. Ecco perché i ristoranti spesso usano piatti di antiquariato.
... (continua)

 

 

 

 

 

 

 



 SOMMARIO
Strade del cibo, cibo di strada

Il piacere ovunque
Leonardo Romanelli
Anche se consumato in strada, il cibo può dare piacevoli sensazioni. E a Firenze i sapori più veri sono sempre sfrontati

Le strade del vino portano in paradiso
Paolo Pellegrini
Quindici itinerari alla scoperta o alla riscoperta di altrettanti territori. Con l'alibi del vino, ma non solo...

La cucina dei pellegrini
Lara Fantoni
Andare per espiare: come e cosa mangiavano i romei che attraversavano la Toscana per giungere a Roma

Pane e coperte
Chiara Tacconi
L'altra Firenze: in giro con i volontari per distribuire cibo e parole a chi non ha più nulla

Sempre a casa, anche in capo
al mondo

Barbara Gabbrielli
Dall'Oriente alla Garfagnana con Fosco Maraini, etnologo, antropologo, orientalista, viaggiatore, alpinista, fotografo ed esperto di Giappone

Maremma che idea
Max Frascino
L'autostrada che dovrebbe attraversare le colline maremmane minaccia, insieme ai vigneti, un paesaggio unico e una cultura vivace e verace

SPECIALE
Alla conquista di Verona
Il Sangiovese e i suoi fratelli in trasferta per il Vinitaly 2004

Locali per un giorno
A cura della Redazione

Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo provato e che vi consigliamo

A cena... Staseranonesco
Luigi Pittalis
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica, incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere le loro ricette speciali

Shopping
Olivia Chierighini
Idee per fare o farsi un regalo, fra prodotti alimentari di qualità, oggetti di design, acquisti cuiriosi

Cibo tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con quello di gustare i cibi

Appuntamenti con il gusto
Chiara Tacconi
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna della buona tavola

Le degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti

 
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