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Lara
Fantoni |
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La cucina dei pellegrini
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Il Medioevo tutto è stato fuorché un’epoca
stanziale, e nel corso dei secoli bui erano numerosissime le persone
che si mettevano in viaggio, per un motivo o per un altro: dai
mercanti, che si spostavano per cercare o per vendere merci preziose,
ai clerici vagantes, studenti che andavano da una università all’altra
per spegnere la propria sete di cultura, ai girovaghi di professione,
attori, giullari, musici e saltimbanchi, ma anche cuochi e medici
senza fissa dimora, che viaggiavano offrendo i loro servigi da
una città all’altra e da un castello all’altro.
(...)
Ma come si spostavano i pellegrini, e soprattutto cosa mangiavano?
Chiariamo prima di tutto che il pellegrinaggio era vissuto come
forma di espiazione, sia a sanatoria di peccati già commessi
che, per così dire, preventiva, e quindi avrebbe dovuto
prevedere una morigeratezza quasi da giorno di digiuno; e nel Medioevo
ben oltre un terzo dell’anno (dai centotrenta ai centosessanta
giorni) era dedicato all’astinenza dal cibo, parziale o completa
che fosse.
« Rinunzie e privazioni scandivano... in maniera
ossessiva i ritmi alimentari della gente, oscillando fra i centotrenta
e i centosessantasei giorni l’anno», precisa Maria
Salemi nel suo libro La cucina medievale. Quindi non dobbiamo aspettarci
abbuffate, almeno dai pellegrini veri. D’altra parte il pellegrino
viaggiava di preferenza a piedi, percorrendo dai venti ai quaranta
chilometri al giorno, e necessitava pertanto di adeguato sostentamento.
Per le soste i pellegrini usufruivano in genere di due tipi di
accoglienza: l’ospitalità caritatevolmente offerta
dagli ordini religiosi come abbazie, conventi e soprattutto ospedali
(che significa, appunto, “ospitali”) appositamente
istituiti dagli ordini religiosi, e quella a pagamento presso locande,
osterie e alberghi, per lo più a conduzione familiare...
(continua)
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SOMMARIO |
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Strade del cibo, cibo di strada
Il
piacere ovunque
Leonardo Romanelli
Anche se consumato in strada, il cibo può dare piacevoli
sensazioni. E a Firenze i sapori più veri sono sempre sfrontati
Le
strade del vino portano in paradiso
Paolo Pellegrini
Quindici itinerari alla scoperta o alla riscoperta di altrettanti
territori. Con l'alibi del vino, ma non solo...
La
cucina dei pellegrini
Lara Fantoni
Andare per espiare: come e cosa mangiavano i romei che attraversavano
la Toscana per giungere a Roma
Pane
e coperte
Chiara Tacconi
L'altra Firenze: in giro con i volontari per distribuire cibo e
parole a chi non ha più nulla
Sempre
a casa, anche in capo
al mondo
Barbara Gabbrielli
Dall'Oriente alla Garfagnana con Fosco Maraini, etnologo, antropologo,
orientalista, viaggiatore, alpinista, fotografo ed esperto di Giappone
Maremma
che idea
Max Frascino
L'autostrada che dovrebbe attraversare le colline maremmane minaccia,
insieme ai vigneti, un paesaggio unico e una cultura vivace e verace
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SPECIALE
Alla
conquista di Verona
Il Sangiovese e i suoi fratelli in trasferta per il Vinitaly 2004

Locali
per un giorno
A cura della Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo
provato e che vi consigliamo

A
cena... Staseranonesco
Luigi Pittalis
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica,
incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere
le loro ricette speciali

Shopping
Olivia Chierighini
Idee per fare o farsi un regalo, fra prodotti alimentari di qualità, oggetti
di design, acquisti cuiriosi

Cibo
tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche
sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con
quello di gustare i cibi

Appuntamenti
con il gusto
Chiara Tacconi
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna
della buona tavola

Le
degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti
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