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Paolo
Pellegrini |
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Le strade del vino portano in paradiso
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I cartelli sono rosso amaranto e nero, eleganti, come in fondo
si addice a fondali dipinti tra cielo e mare, file di cipressi
e piccoli borghi incantati, vigne ordinate e sinuosità di
dolci colline. C’è un logo, c’è la
freccia, c’è la scritta in bianco: qui una cantina,
là un agriturismo, un ristorante, un frantoio. O una chiesa,
un museo, perché no. Le strade del vino sono in fondo
quindici Toscane in miniatura: ognuna con le sue bellezze da
mostrare, i suoi prodotti da assaggiare nel piatto o nel bicchiere,
i panorami da sfoggiare, la capacità di ricevere e di
accogliere.
Strade del bere bene. Del mangiare bene. Del vivere bene, tra uno
scorcio di paradiso e un oggetto da riportare a casa, che mantenga
vivo il profumo, il sapore, il ricordo di quel paese, di quel campo.
L’ultima nata è quella della Val d’Orcia, praticamente
in tempo reale con l’arrivo della “doc” per i
vini di quel territorio. E quasi di pari passo con il varo della
nuova legge regionale, grazie alla quale qualcun’altra – la
Strada Medicea di Carmignano – intanto si è già rifatta
il look. E con la Val d’Orcia le strade del vino in Toscana
sono appunto quindici. Quindici territori – mai pensare a
un nastro d’asfalto in linea retta… – che intorno
alla magia e all’attrattiva del prodotto principe, il vino,
aggregano interessi, costruiscono un’immagine e una strategia
di promozione, mettono in piedi un’offerta turistica. A largo
raggio.
Non solo cantine o vigneti, insomma, questo è tra
l’altro proprio quanto indica la nuova legge di disciplina
varata nel dicembre 2003 dal Consiglio regionale, e della quale
si sta ancora aspettando il regolamento di attuazione (che oltretutto,
porterà anche grosse novità).
L’articolo 2
infatti recita: “Le strade sono percorsi segnalati e pubblicizzati
lungo i quali insistono vigneti, oliveti, altre coltivazioni, allevamenti,
aziende agricole singole o associate e strutture di trasformazione
aperte al pubblico, nonché beni di interesse ambientale
e culturale”. Come dire: il vino dà il nome, e magari
neppure sempre perché Costa degli Etruschi, Montespertoli
e Colli di Maremma – per fare solo tre esempi – vanno
anche oltre la denominazione, ma ci deve essere anche il resto.
Tanto che ormai si parla di “strade del vino, dell’olio
extravergine di oliva e dei prodotti agricoli o agroalimentari
di qualità”. C’è l’olio e la frutta,
c’è la carne e la verdura. C’è chi trasforma,
dal salumificio al mulino, e chi fa degustare, dalla cantina al
frantoio, dall’agriturismo al ristorante.
Ma andiamo a conoscerle da vicino, le Strade del Vino, dell’Olio
e dei Prodotti tipici di Toscana... (continua)
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SOMMARIO |
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Strade del cibo, cibo di strada
Il
piacere ovunque
Leonardo Romanelli
Anche se consumato in strada, il cibo può dare piacevoli
sensazioni. E a Firenze i sapori più veri sono sempre sfrontati
Le
strade del vino portano in paradiso
Paolo Pellegrini
Quindici itinerari alla scoperta o alla riscoperta di altrettanti
territori. Con l'alibi del vino, ma non solo...
La
cucina dei pellegrini
Lara Fantoni
Andare per espiare: come e cosa mangiavano i romei che attraversavano
la Toscana per giungere a Roma
Pane
e coperte
Chiara Tacconi
L'altra Firenze: in giro con i volontari per distribuire cibo e
parole a chi non ha più nulla
Sempre
a casa, anche in capo
al mondo
Barbara Gabbrielli
Dall'Oriente alla Garfagnana con Fosco Maraini, etnologo, antropologo,
orientalista, viaggiatore, alpinista, fotografo ed esperto di Giappone
Maremma
che idea
Max Frascino
L'autostrada che dovrebbe attraversare le colline maremmane minaccia,
insieme ai vigneti, un paesaggio unico e una cultura vivace e verace
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SPECIALE
Alla
conquista di Verona
Il Sangiovese e i suoi fratelli in trasferta per il Vinitaly 2004

Locali
per un giorno
A cura della Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo
provato e che vi consigliamo

A
cena... Staseranonesco
Luigi Pittalis
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica,
incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere
le loro ricette speciali

Shopping
Olivia Chierighini
Idee per fare o farsi un regalo, fra prodotti alimentari di qualità, oggetti
di design, acquisti cuiriosi

Cibo
tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche
sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con
quello di gustare i cibi

Appuntamenti
con il gusto
Chiara Tacconi
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna
della buona tavola

Le
degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti
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