
A cena... Staseranonesco |
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Dalla Sardegna con amore
Gonaria non è una persona banale
o semplice, lo si capisce da subito. Le piace distinguersi e lasciare
gli altri un po’ stupiti e, perché no, suscitare anche
un pizzico di “sano” timore reverenziale. (…)
Per lei parlano, prima di tutto, i fatti. Cinque figli. Nella regione
da cui proviene, la Sardegna (che se guardate bene è, effettivamente,
un’isola) avere una prole così numerosa non è stranissimo.
La famiglia è una realtà allo stesso tempo chiusa
e aperta. Un modo di stare uniti, certe volte pesante come un macigno,
ma anche confortante come un approdo dove non è facile sentirsi
del tutto estranei.
Mi racconta che i rapporti dentro la famiglia non si discutevano
molto e del resto, come avrebbe potuto instaurare un sistema democratico
di opinioni e preferenze con cinque figli di cui comunque, ogni
giorno, occorre prendersi cura? Cinque figli che tutti i giorni
dovevano sedersi a tavola, e non stupisce che siano venuti su senza
troppe reticenze alimentari. Di palato fino, sicuramente, viste
le qualità culinarie della mamma, ma abituati ad assaggiare
e a mangiare quello che viene servito senza complicazioni e reazioni
schifiltose.
Insomma Gonaria, un po’ per esigenza un po’ per passione,
secondo me ha deciso di interpretare il cibo come espressione di
sé. Anche in un ambito ristretto come quello di casa (che
comunque, viste le circostanze, è pur sempre una cerchia
numerosa!), tentando di non limitarsi alla soddisfazione di un’esigenza,
ma cercando sempre e comunque l’approvazione per quello che
si è preparato. E non è che mancassero gli ospiti!
I figli erano sempre pronti ad aprire la porta ai loro amici, che
erano ben contenti di sedersi intorno al tavolo a mangiare specialità diverse
da quelle a cui erano abituati. Del resto l’accoglienza fa
parte della cultura della Sardegna, e quindi avere qualche persona
in più a tavola non è mai stato un problema per Gonaria.
(…)
Impossibile scordare la leggendaria preparazione del pollo ripieno,
organizzato all’ultimo momento per gli ufficiali invitati
dal marito con un preavviso veramente minimo, che ad altre persone
meno pratiche di cucina avrebbe creato un attacco di ira funesta.
Ma le donne di questa famiglia non si perdono d’animo, e
nel poco tempo a disposizione, la mamma di Gonaria, Antonietta,
riuscì ad organizzare una caccia al pollo, una gara di “spennatura” veloce,
un ripieno con i fiocchi fatto con quello che era in casa e nell’orto
e, finalmente, un piatto che le ha fruttato i complimenti ammirati
dell’Arma e quelli compiaciuti del marito. Antonietta non
ha mai scritto questa ricetta, ma tante altre preparazioni sono
state invece registrate. È proprio qui che si richiude il
cerchio, visto che è Gonaria che ha ereditato il prezioso
quaderno, insieme al talento della mamma… (continua…)
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