
Cibo e sesso (ma l’eros non c’entra) |
 |

Tranquilli: questa non è l’ennesima disquisizione
sugli alimenti più o meno erotici o carnalmente stimolanti,
tanto di moda sui periodici dedicati a benessere e salute. L’argomento
in questa sede è molto meno pruriginoso, ma assai più appassionante:
abbiamo infatti intervistato la dottoressa Mariapaola Graziani,
psicologa dell’alimentazione e ricercatrice presso l’Istituto
di Scienze dell’alimentazione del CNR di Avellino e all’Università di
Roma 1, sui diversi comportamenti alimentari di uomini e donne,
argomento a cui la dottoressa Graziani dedica da tempo i suoi studi.
Ne è scaturito un botta e risposta serrato e denso di informazioni,
che apre nuove prospettive sulle scelte che facciamo in campo nutrizionale
e ci fa riflettere sui nostri atteggiamenti alimentari.
Quali sono, nell'immaginario attuale, i cibi percepiti generalmente
come "maschili" e quali quelli "femminili"?
Dati epidemiologici rilevano, soprattutto in soggetti giovani,
fino ai 35-40 anni, nei maschi preferenza per alimenti particolarmente
gustosi e quindi (per via delle componenti grasse) ad alta densità energetica
(carni, pizza, ecc). Nelle femmine, per contro, prevalgono preferenze
per alimenti che, pur con palatabilità ridotta, hanno “minore” densità energetica
(alimenti light, verdure, frutta, yogurt ecc). Quindi i primi seguono
motivazioni più edonistiche (gusto) mentre le seconde esprimono
motivazioni di tipo essenzialmente socio-culturale (modelli fisici
di “magrezza”), anche se non si escludono buone tendenze
al consumo di dolci, alimento trasversale fra le due categorie
e associato al concetto di piacere e rilassamento. (…)
Ma da quali caratteristiche (colore, consistenza, gusto, connotazioni
culturali) dipende soprattutto questa percezione di genere?
L’attribuzione di valori diversi agli alimenti è legata
all’antropologia, alle culture e ai simboli. Un esempio per
tutti è quello delle carni rosse, che ben si prestano alle
simbologie cromatiche: fra i colori caldi il rosso è da
sempre associato a concetti di forza ed energia, e il colore rosso
delle carni, in particolare, è associato al sangue, portatori
dunque di archetipi “maschili” di forza e dominanza.
I colori freddi come il verde e il blu sono invece legati a concetti
di staticità e quiete e, associati agli alimenti, in genere,
si affiancano a prodotti vegetali. In antitesi ai prodotti animali,
questi ultimi sono portatori di concetti legati al “femminile” e,
di conseguenza, a un’idea di debolezza! Parte di questa associazione è da
individuare sia nella fragilità e deperibilità dei
prodotti che nel tipo di coltura che li distingue: in serra, o
nell’orto, facili da raccogliere, diversamente da quel che
accade per le carni, legate invece all’archetipo simbolico
della caccia. Questi archetipi restano fortemente legati, benché inconsapevolmente,
a molte delle componenti che contribuiscono alle scelte alimentari,
e nell’immaginario collettivo si creano strette relazioni
che risultano genericamente differenziate fra quelle “dominanti” di
tipo “maschile” e “deboli” di tipo “femminile”,
intendendo non solo le differenze di genere ma anche temperamentali. (…continua)
|