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Lara
Fantoni |
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Nonna, lo vuoi il cuscus? |
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Domande come questa ormai non ci stupiscono più, tanto sono
cambiate le nostre abitudini e le nostre conoscenze alimentari.
I flussi migratori, la globalizzazione, ahinoi soprattutto in senso
consumistico, e un po’ anche il turismo di massa sono riusciti
in un’impresa che sembrava impossibile: far conoscere, e
soprattutto apprezzare, agli italiani la cucina degli altri. Chi
mai avrebbe potuto immaginare nelle città italiane, anche
solo trent’anni fa, l’attuale boom di negozi di prodotti
tipici di altre culture gastronomiche e quello di ristoranti che
propongono cucine di varia provenienza? Pensiamo ai racconti di
chi ha vissuto, da bambino, la seconda guerra mondiale e soprattutto
la liberazione e il passaggio delle truppe alleate: dopo l’autarchia,
anche linguistica, voluta dal regime fascista e gli anni di ristrettezze
della guerra, ecco arrivare al seguito di inglesi e americani una
serie di prodotti dai nomi strani, alcuni dei quali non esattamente
sconosciuti (ma si poteva forse parlare di analfabetismo di ritorno
imposto dalla guerra, almeno per il caffè e il tè quelli
veri…), e che in conseguenza della situazione contingente
acquistavano una fortissima valenza simbolica: canned beef and
beans (carne e legumi in scatola), le zuppe liofilizzate, il tè,
il caffè, e soprattutto il cioccolato, le caramelle e il
mitico chewing-gum. Eppure, nonostante la fame e il valore simbolico,
c’era chi allora quegli alimenti li gettava, non fidandosene.
Gli anni cinquanta, portando nelle case di molti italiani una certa
abbondanza, e proponendo modelli d’oltreoceano al cinema,
hanno scardinato alcune regole-base dell’alimentazione tradizionale,
soprattutto con l’eccesso di proteine indotto dal benessere
(carne e uova tutti i giorni!), e allo stesso tempo hanno contribuito
a radicare nella gente un certo filisteismo gastronomico: pensiamo
al meraviglioso Americano a Roma di Alberto Sordi, per il quale
la mostarda, il latte e i cereali all’americana sono il massimo
dell’esotismo, un vero e proprio status symbol che però,
alla prova del palato, non ci mette niente a cedere il passo ai
maccheroni col sugo e al vino rosso: non esageriamo, va bene l’America,
ma a tavola non si scherza. E questo è stato per anni l’atteggiamento
di moltissimi italiani. Di sicuro ci sono ancora oggi esponenti
della razza italica che all’estero si affannano alla ricerca
del ristorante italiano dove mangiare la pastasciutta o la pizza,
e si lamentano del caffè brodaglia; senza magari sapere
che anche all’estero è perfettamente possibile trovare
la cucina italiana, e per giunta a livelli eccelsi: solo che per
gustarla è indispensabile un portafogli assai ben fornito.
Ma tipi così sono ogni giorno meno numerosi, e la conoscenza
e l’apprezzamento di altre cucine e altri modi di mangiare
sono sempre più diffusi. Le abitudini gastronomiche degli
italiani si sono andate gradualmente aprendo al nuovo, al diverso,
al forestiero, anche se con livelli diversi di accettazione e di
apprezzamento (...) continua
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SOMMARIO |
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SPECIALE
Che tempo
che fa...
Vinitaly 2006. Che ne sarà del vino? E in particolare che
ne sarà del vino toscano? Si aggirano nubi ancora fosche?
O il cielo si sta aprendo?

Shopping
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Fra tradizione e innovazione, sapori e metodi antichi e moderni in cucina

Cibo
tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche
sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con
quello di gustare i cibi

A
cena....Staseranonoesco
Elisabetta Cortelli
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica,
incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere
le loro ricette speciali

Gola....Milano
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Qui Milano: sennò poi passiamo da provinciali. Per gli amici milanesi
o per i toscani in trasferta, una selezione di locali da non perdere

Gli
itinerari di Gola
La Redazione
Idee e suggestioni per un viaggio in Umbria

Locali
per un giorno
La Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo
provato e che vi consigliamo

Gustati
per voi
Marco Ghelfi
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della nostra
regione

Consigli
di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze
gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e
molto altro ancora

Slow
Food Firenze
Cristiano Maestrini
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative,
fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Appuntamenti
con il gusto
Silvia Vigiani
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna
della buona tavola

Winelovers
A cura della Redazione
Notizie e curiosità, tutte rigorosamente DOC

Le
degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo
Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti
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