
Cento anni di tradizione |
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L’Antica Locanda Alpina non è uno di quei posti dove
si arriva per caso. La strada un po’ tortuosa che porta al
locale può forse scoraggiare i più pigri, ma una
volta seduti a tavola ben si capisce perché una visita valga
davvero qualche piccolo disagio di viaggio: qualità degli
ingredienti e cucina genuina. Particolari di non poco conto, visto
che si parla di un ristorante.
Siamo in località Pianaccio, un pugno di case immerse nel
verde dell’Appennino bolognese, a poca distanza da Lizzano
in Belvedere. Un territorio da sempre abituato al via vai di turisti,
molti provenienti dalla vicina Toscana, che qui fanno capolino
tanto nel periodo estivo che durante l’inverno, animando
le piste innevate del Corno alle Scale. E l’Antica Locanda
Alpina è il luogo ideale in cui ritrovare un clima accogliente
e familiare, espressione di una cultura dell’ospitalità decisamente
radicata nell’humus locale.
Timoniere ed affabile padrone di casa è Gianni Gentilini,
che con il prezioso supporto della moglie Marina e delle tre figlie
prosegue una tradizione che dura da oltre un secolo. È infatti
durante gli ultimi anni dell’800 che, nella parte vecchia
del paese, nonno Attilio aprì la sua Locanda Alpina, al
tempo stesso osteria, luogo di ristoro e pernottamento, forno e
spaccio alimentare. Ben presto un punto di riferimento per gli
abitanti del paese, ma anche occasione di sosta per viandanti,
operai e boscaioli, a volte affiancati da qualche contrabbandiere
di liquori e tessuti, che approfittava dei sentieri nascosti dai
boschi per i suoi traffici fra Emilia e Toscana.
Agli inizi degli anni quaranta Annibale, babbo di Gianni, trasferì l’attività laddove
ancora oggi si trova. Spariti forno e drogheria, accanto ad albergo
e ristorante fece la sua comparsa la sala da ballo, teatro di spensierate
serate a sottofondo della rinascita post bellica. Nel 1970 arriva
il turno di Gianni, che ai fornelli riversa entusiasmo e legame
con le proprie origini, avviando un’opera di riscoperta e
valorizzazione di piatti e ricette ereditate dalla tradizione locale
(quando non addirittura familiare). Lavoro e diletto insomma, con
stampo rigorosamente casalingo ed attenzione alla stagionalità dei
prodotti che, dalla pasta ai dolci, riguarda oggi come allora la
totalità delle proposte culinarie.
La Locanda rappresenta senza dubbio anche un bel esempio di gestione
orgogliosamente familiare. In cucina Gianni, impegnato con primi
e secondi, si avvale dell’aiuto di Marina e della figlia
Irene, specializzata nella creazione di dolci e golosità di
ogni genere. Accoglienza e servizio sono affidati alla primogenita
Matilde, con la collaborazione di Laura, la più piccola
delle tre sorelle, che si occupa anche del bar. I tavoli trovano
posto nell’accogliente e luminosa sala ristorante, che ospita
famiglie ed allegre combriccole di amici, a cui si aggiunge la
veranda nel periodo estivo.
Lasciandosi guidare dai suggerimenti di Matilde, la partenza consigliata è con
i crostini “montanari”, con ragù e cinghiale,
gli affettati misti, o ancora con le gustose palline di polenta,
servite con funghi porcini. Da provare fra i primi la pasta e fagioli,
eredità di nonno Annibale, fatta in casa come le tagliatelle,
i tortelloni e gli immancabili tortellini. Nei periodi di maggior
lavoro, capita che le massaie del paese “arruolate” per
la realizzazione di questi laboriosi scrigni di pasta si attardino,
per la gioia degli avventori più curiosi, che possono osservare
da vicino il ripetersi di un antico quanto affascinante rituale
gastronomico. Vera specialità della casa sono le crescentine
fritte, servite in generose porzioni con salumi, formaggi, sottaceti
e marmellate di produzione propria (ottima quella di castagne).
Non mancano altre stuzzicanti proposte, come la salsiccia con i
porri, lo spezzatino di cinghiale con polenta, i filetti di carne
e il pollo all’ubriaca, cotto in forno con vino bianco e
menta, da accompagnare con verdure di stagione, fresche o grigliate,
melanzane alla parmigiana o patate fritte, tagliate a mano. Il
tutto annaffiato da un buon sfuso della casa, che offre anche una
decina di etichette, in prevalenza rosse. La Locanda è inoltre
uno dei pochissimi ristoranti suggeriti da Slow Food per gustare
il delicato Salmerino del Corno alle Scale, un varietà di
pesce il cui Presidio di tutela ha sede a Lizzano il Belvedere.
Si consiglia di mantenere un po’ di spazio per i dolci di
Irene, come la sfogliatina alla crema o le pere con grappa e cioccolato,
così come di assaggiare il liquore al cioccolato o la crema
di limoncello di Marina. Nel periodo estivo spopola il gelato alla
crema, vero obiettivo di tante escursioni ed autentica icona della
zona. Creazione di nonno Annibale, che ammassava la neve all’ombra
per poi “riutilizzarla” durante l’estate, i segreti
dell’antica ricetta prendono vita ancora oggi grazie alla
macchina Carpigiani “ad immersione in salamoia”, da
oltre sessant’anni incredibile protagonista dietro al bancone
del bar.
Antica Locanda Alpina
Loc. Pianaccio – Lizzano in Belvedere (BO)
Via Roma 22
Tel. 0534 51300
Aperto: pranzo e cena (i fine settimana da novembre ad aprile,
con possibile apertura su prenotazione gli altri giorni; sempre
da maggio a fine settembre)
Ferie: ottobre
Coperti: 70 (+ 20 nel periodo estivo)
Prezzo: 22 euro
www.pianaccio.com
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