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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Aprile 01-2006Una “ghiotta” occasione
La schedaMarco Ghelfii  

Cento anni di tradizione


L’Antica Locanda Alpina non è uno di quei posti dove si arriva per caso. La strada un po’ tortuosa che porta al locale può forse scoraggiare i più pigri, ma una volta seduti a tavola ben si capisce perché una visita valga davvero qualche piccolo disagio di viaggio: qualità degli ingredienti e cucina genuina. Particolari di non poco conto, visto che si parla di un ristorante.
Siamo in località Pianaccio, un pugno di case immerse nel verde dell’Appennino bolognese, a poca distanza da Lizzano in Belvedere. Un territorio da sempre abituato al via vai di turisti, molti provenienti dalla vicina Toscana, che qui fanno capolino tanto nel periodo estivo che durante l’inverno, animando le piste innevate del Corno alle Scale. E l’Antica Locanda Alpina è il luogo ideale in cui ritrovare un clima accogliente e familiare, espressione di una cultura dell’ospitalità decisamente radicata nell’humus locale.
Timoniere ed affabile padrone di casa è Gianni Gentilini, che con il prezioso supporto della moglie Marina e delle tre figlie prosegue una tradizione che dura da oltre un secolo. È infatti durante gli ultimi anni dell’800 che, nella parte vecchia del paese, nonno Attilio aprì la sua Locanda Alpina, al tempo stesso osteria, luogo di ristoro e pernottamento, forno e spaccio alimentare. Ben presto un punto di riferimento per gli abitanti del paese, ma anche occasione di sosta per viandanti, operai e boscaioli, a volte affiancati da qualche contrabbandiere di liquori e tessuti, che approfittava dei sentieri nascosti dai boschi per i suoi traffici fra Emilia e Toscana.
Agli inizi degli anni quaranta Annibale, babbo di Gianni, trasferì l’attività laddove ancora oggi si trova. Spariti forno e drogheria, accanto ad albergo e ristorante fece la sua comparsa la sala da ballo, teatro di spensierate serate a sottofondo della rinascita post bellica. Nel 1970 arriva il turno di Gianni, che ai fornelli riversa entusiasmo e legame con le proprie origini, avviando un’opera di riscoperta e valorizzazione di piatti e ricette ereditate dalla tradizione locale (quando non addirittura familiare). Lavoro e diletto insomma, con stampo rigorosamente casalingo ed attenzione alla stagionalità dei prodotti che, dalla pasta ai dolci, riguarda oggi come allora la totalità delle proposte culinarie.
La Locanda rappresenta senza dubbio anche un bel esempio di gestione orgogliosamente familiare. In cucina Gianni, impegnato con primi e secondi, si avvale dell’aiuto di Marina e della figlia Irene, specializzata nella creazione di dolci e golosità di ogni genere. Accoglienza e servizio sono affidati alla primogenita Matilde, con la collaborazione di Laura, la più piccola delle tre sorelle, che si occupa anche del bar. I tavoli trovano posto nell’accogliente e luminosa sala ristorante, che ospita famiglie ed allegre combriccole di amici, a cui si aggiunge la veranda nel periodo estivo.
Lasciandosi guidare dai suggerimenti di Matilde, la partenza consigliata è con i crostini “montanari”, con ragù e cinghiale, gli affettati misti, o ancora con le gustose palline di polenta, servite con funghi porcini. Da provare fra i primi la pasta e fagioli, eredità di nonno Annibale, fatta in casa come le tagliatelle, i tortelloni e gli immancabili tortellini. Nei periodi di maggior lavoro, capita che le massaie del paese “arruolate” per la realizzazione di questi laboriosi scrigni di pasta si attardino, per la gioia degli avventori più curiosi, che possono osservare da vicino il ripetersi di un antico quanto affascinante rituale gastronomico. Vera specialità della casa sono le crescentine fritte, servite in generose porzioni con salumi, formaggi, sottaceti e marmellate di produzione propria (ottima quella di castagne). Non mancano altre stuzzicanti proposte, come la salsiccia con i porri, lo spezzatino di cinghiale con polenta, i filetti di carne e il pollo all’ubriaca, cotto in forno con vino bianco e menta, da accompagnare con verdure di stagione, fresche o grigliate, melanzane alla parmigiana o patate fritte, tagliate a mano. Il tutto annaffiato da un buon sfuso della casa, che offre anche una decina di etichette, in prevalenza rosse. La Locanda è inoltre uno dei pochissimi ristoranti suggeriti da Slow Food per gustare il delicato Salmerino del Corno alle Scale, un varietà di pesce il cui Presidio di tutela ha sede a Lizzano il Belvedere. Si consiglia di mantenere un po’ di spazio per i dolci di Irene, come la sfogliatina alla crema o le pere con grappa e cioccolato, così come di assaggiare il liquore al cioccolato o la crema di limoncello di Marina. Nel periodo estivo spopola il gelato alla crema, vero obiettivo di tante escursioni ed autentica icona della zona. Creazione di nonno Annibale, che ammassava la neve all’ombra per poi “riutilizzarla” durante l’estate, i segreti dell’antica ricetta prendono vita ancora oggi grazie alla macchina Carpigiani “ad immersione in salamoia”, da oltre sessant’anni incredibile protagonista dietro al bancone del bar.


Antica Locanda Alpina
Loc. Pianaccio – Lizzano in Belvedere (BO)
Via Roma 22
Tel. 0534 51300
Aperto: pranzo e cena (i fine settimana da novembre ad aprile, con possibile apertura su prenotazione gli altri giorni; sempre da maggio a fine settembre)
Ferie: ottobre
Coperti: 70 (+ 20 nel periodo estivo)
Prezzo: 22 euro
www.pianaccio.com



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