
Sei personaggi in cerca di… sapore |
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Carta d’identità e ultime notizie dei protagonisti del gusto
Pistocchi
Una famiglia per il cioccolato
Ecco i Pistocchi: Claudio ha inventato l’arcifamosa Tortapistocchi, ormai sedici anni fa; la sorella Claudia è dappertutto (in laboratorio, alle fiere); la moglie lavora e sorride. Un patrimonio di idee e di esperienza per farci assaporare una delizia che vanta numerosissimi tentativi di imitazione e che dalla versione classica è stata coniugata in alcune golose varianti, pur restando fedele all’idea della purezza e della semplicità di tre soli ingredienti: cioccolato fondente, cacao amaro in polvere, crema di latte.
Marco Stabile
Aria nuova
Marco Stabile è uno dei più promettenti chef toscani; a dispetto della sua età (è ancora a metà della strada che porta dai trenta ai quaranta), ha legato il suo nome a quello di numerosi ristoranti: il Convio a San Miniato, Baghino a Prato, il Barrino a Firenze, il Salotto del Chianti a Mercatale Val di Pesa, l’Osteria di Passignano a Badia a Passignano, Arnolfo di Colle Val d’Elsa, il Chiasso dei portici a Radda in Chianti, il Cavaliere del Castello di Gabbiano a Mercatale Val di Pesa. Fino ad arrivare a Ora d’Aria a Firenze, una delle più piacevoli novità nel panorama della ristorazione cittadina: merito suo? In gran parte sì. Non si sa dove riesca a scovare il tempo per collaborare con “Jeunes Restaurateurs”, e per insegnare presso la “Italcook” di Jesi, la scuola alberghiera di Montecatini e l’Accademia del gusto di Arezzo.
Antonia Mealli
Passione e design
Antonia Mealli ha seguito la sua passione per il design dopo aver svolto per anni attività di consulenza aziendale. Il suo studio, Ledup di Pavia, si occupa prevalentemente di comunicazione e organizzazione di eventi (memorabili le edizioni del Vindesign). Forma, sperimentazione, realizzazione potrebbero essere le sue parole d’ordine; caparbietà e voglia di creare le sue caratteristiche: tutto condito con dosi massicce di buon gusto.
Vandana Shiva
Il cibo di tutti
Vandana Shiva è una delle scienziate più famose al mondo. Attivista politica e ambientalista, è tra le figure più prestigiose che si battono a livello internazionale contro la globalizzazione liberista. Considera la privatizzazione delle risorse comuni, insieme alla progressiva erosione dei beni e dei servizi pubblici e all’indebolimento dei meccanismi democratici di controllo dell’economia, come una grave minaccia in termini di sostenibilità ecologica e di sopravvivenza sociale. A marzo ha presentato in alcune città italiane il suo nuovo libro “Dalla parte degli ultimi. Una vita per i diritti dei contadini” pubblicato da Slow Food Editore.
Carlo Cambi
Un toscano rozzo
Nato a Cecina da una famiglia agraria mezzo secolo fa, Carlo Cambi, autore de “Il Gambero Rozzo, guida alle osterie e trattorie d’Italia”, è toscano di cultura e di formazione, ma, dopo vent’anni di Roma, vive a Macerata, dove insegna all’università Teorie e politica del turismo; afferma di essere “felice perchè nelle Marche le antiche mura dialogano con la campagna e sento con Giacomo Leopardi che l’orizzonte è Infinito e naufragar m’è dolce in questo mare. Di armonie”. Ha fatto il giornalista dall’adolescenza. Inviato, caporedattore delle pagine di economia di Repubblica, ha fondato e diretto I Viaggi di Repubblica, ha scritto per Panorama, Epoca, l’Espresso. Ora scrive ogni tanto per Il Giornale e regolarmente per Le Vie del Gusto e per De Vinis. Sta per fondare un nuovo mensile dedicato alla cultura del vino e quando ne ha voglia scrive libri. Ama il mondo e la cultura rurali; per questo è contento di essere presidente della Strada dei Vini di Arezzo; ha passione per la vela e il mare, la letteratura tutta, la pittura dal 300 al Barocco, l’opera lirica, la musica di Mozart, la Fiorentina.
Leonardo Bellaccini
Un’idea di vino
Pensare un vino, nuovo ma antico; questa forse l’idea di partenza che ha portato Leonardo Bellaccini, enologo e responsabile della qualità dei vini e dell’olio dell’Agricola San Felice, a creare il Pugnitello, il vino che prende il nome da un antico vitigno toscano, così chiamato per la forma del grappolo che richiama appunto un piccolo pugno. Non solo una nuova etichetta: ma un rosso nato dalla curiosità e dalla creatività di un professionista e ottenuto dalla riscoperta di un vitigno autoctono.
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