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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Luglio 02-2005Cattivi di bocca buona
La schedaChiara Tacconi  

Cattivi di bocca buona


Questo carcere non è un albergo. E va bene. Ma anche dietro le sbarre bisognerà pure mangiare. In galera non c’è quasi mai la mensa, si mangia nelle celle, alle 6 come negli ospedali, volendo (e se è permesso) insieme ad altri, ma lo spazio è quello che è. Un fornellino per scaldare il cibo è a trenta centimetri dalla turca. Chi è proprio disgraziato e non ha né soldi né famiglia si accontenta di quel che passa il carrello. E tutti sono concordi nel dire che è immangiabile.

Emilia da 15 anni entra ed esce dal carcere. Ma per scelta: fa la giornalista, e la volontaria a di San Vittore, dove ha portato un po’ del suo mestiere per creare una rivista on-line dei detenuti, Il due (www.ildue.it). «La gente qui non muore di fame, certo, ma il menu è pensato dal ministero solo in funzione di apporto calorico. La qualità e il gusto non sono nemmeno presi in considerazione. Ma qui il cibo diventa una fissazione: è l’unico – come dire? - sfogo del corpo, perché quando non ti puoi muovere e non puoi fare l’amore non ti resta altro che il mangiare. E allora chi può si arrangia». Una dozzina di detenuti ha raccontato con ricette, interviste, foto e filmati l’arte di cucinarsi qualcosa di decente dietro le sbarre. Ed è nato, sotto la guida e l’energia di Emilia, Avanzi di galera, un cd rom che ha vinto il premio Cenacolo per l’editoria multimediale, con giuria presieduta da Umberto Eco.

Adesso le acrobazie gastronomiche dei carcerati diventeranno un libro, sempre con lo stesso titolo, che uscirà per l’editore Guido Tomasi, arricchito da ricette di cuochi famosi che andranno a San Vittore a fare lezioni di cucina ai detenuti.
« Le grattugie si fanno anche loro – racconta S.R. in Avanzi di galera – perché la grattugia polivalente in plastica che ci è venduta a caro prezzo non vale un tubo! Dopo un paio di giorni perde la sua funzionalità e la puoi buttare, tanto è inutile: allora ne facciamo noi, di speciali, con un barattolo del pelato tagliato esattamente a metà …. ci vogliono i fori che si fanno con un chiodo, rimediato a volte in modi impossibili, ad esempio come con la scusa di andare a prendere il pallone al di fuori dell'Area Passeggi, dove viene accantonata l'immondizia… ci si può trovare un bancale che con un paio di scarpate ben assestate può far ritrovare qualche chiodone; quindi, con il chiodo si faranno dei fori in uscita, cioè puntando il chiodo nella curvatura interna, di modo che uscendo nella parte superiore creerà quelle sporgenze ideali perché si grattugia; una volta fatto questo, ci vuole una tavoletta di legno dove inchiodare i bordi della grattugia metallica; c' è chi ha più possibilità di altri ed allora si vedono delle grattugie che neanche voi avete a casa per funzionalità e per rusticana bellezza; durano una vita…Un'altra piccola e simpatica grattugia è fatta con la scatola delle sardine; si buca con la stessa accortezza dell'altra».

Poi bisogna pensare ai coltelli, che qui sono solo in plastica «e non tagliano nemmeno il burro d’estate», e allora si fabbricano anche quelli. (…continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 SOMMARIO
Sogni&bisogni

Che gusto c’è a viaggiare?
Sandro Bosticco
I panini di gomma in aereo, il caffè liofilizzato in treno, i camogli dell’autogrill: la dura vita di chi mangia per strada

Cattivi di bocca buona
Chiara Tacconi
Nelle patrie galere un pasto decente è un’innocente evasione. E i detenuti si arrangiano come possono

C’era una volta il rancio
Mavi Giannotti
Dai pentoloni in cucina al catering in appalto, come è cambiata la mensa dei militari

All’Osteria dell’Ospedale:
    cucina tipica e etnica

Massimiliano Frascino
Come un posto generalmente poco piacevole può diventare luogo di gustose sperimentazioni gastronomiche

Pausa pranzo
Jacopo Chiostri
Come si mangia e cosa si mangia nelle mense aziendali, dove si intrecciano cibi, qualità, quantità e grandi affari


SPECIALE
L’unione fa la qualità
Tavola rotonda fra i rappresentanti di quattro consorzi vinicoli toscani, per scoprire (se esiste) la formula magica che concilia buoni prodotti e prezzi ragionevoli

Winelovers
A cura della Redazione

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Locali per un giorno
A cura della Redazione

Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo provato e che vi consigliamo

A cena... Staseranonesco
Marina Matteini
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica, incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere le loro ricette speciali

Shopping
Olivia Chierighini
La fame aguzza l’ingegno: piccole e grandi soluzioni per soddisfare la necessità dello stomaco

Gola… Milano
Barbara Gabbrielli
Qui Milano: sennò poi passiamo da provinciali. Per gli amici milanesi o per i toscani in trasferta, una selezione di locali da non perdere

Assaggi
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Abbiamo assaggiato per voi… Prodotti di qualità, e non troppo difficili da reperire. La nuova rubrica di Gola gioconda

Cibo tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con quello di gustare i cibi

Slow Food Firenze
Cristiano Maestrini
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative, fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Consigli di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

Appuntamenti con il gusto
La Redazione
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna della buona tavola

Gustati per voi
Leonardo Romanelli
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della nostra regione

Le degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti

 
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