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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Luglio 02-2005All’Osteria dell’Ospedale: cucina tipica e etnica
La schedaM. Frascino  

All’Osteria dell’Ospedale: cucina tipica e etnica


Nell’epoca della medicina ipertecnologica, fatta di diagnostica strumentale e chirurgia robotica, s’annuncia la riscossa delle qualità terapeutiche del cibo. O meglio, non saranno tanto le già abbondantemente decantate virtù di un’equilibrata dieta alimentare a conquistare la ribalta, ma piuttosto l’idea iconoclasta che la condivisione del pasto a base di prodotti tipici e ricette tradizionali può svolgere un ruolo curativo nell’ambito di un approccio terapeutico tradizionale.
Se il medico americano Patch Adams ha avuto il coraggio e la forza d’imporre all’attenzione del mondo la “terapia del buon umore”, seguendo un po’ la stessa linea di pensiero, a perorare la causa del cibo e della convivialità della tavola in ambiente ospedaliero sono oggi quelli di Slow Food.
Chiunque abbia bazzicato un ospedale da paziente, sa quanto spiacevole sia il momento del “rancio”, e – al di là della necessità di seguire una specifica dieta – quanto tutto ciò si traduca in un rito frettoloso, consumato in sconsolata solitudine nell’ambiente poco esaltante della camera di degenza. Unica àncora di salvezza per ogni paziente in preda a disperazione alimentare, specialmente nei lunghi periodi di ricovero, è il vettovagliamento extra moenia garantito da amici e parenti misericordiosi. Ora – però – s’annuncia l’avvento di una rivoluzione, iniziata sottotraccia oramai otto anni fa. Risale infatti al 1997 la Carta dell’Alimentazione, che Slow Food Toscana sottoscrisse insieme alla Regione Toscana, dopo aver svolto un’indagine sul campo per verificare la soddisfazione (scarsa) dei pazienti rispetto alle pietanze consumate in alcuni ospedali della regione. Quella Carta, messa a punto da Slow Food insieme al Tribunale dei diritti del malato, fu sottoscritta dall’allora assessore alla sanità Claudio Martini (oggi presidente ndr); un documento che impegnava politicamente la Regione ad introdurre negli ospedali toscani prodotti tipici e pietanze tradizionali, stabilendo una serie di diritti del paziente. (…)

A Torino, ad esempio, ci sono già riusciti, e si sono spinti molto al di là dell’introduzione dei prodotti tipici e di qualità. All’ospedale oncologico San Giovanni antica sede – primo ospedale oncologico cittadino – Slow Food Piemonte e Regione Piemonte stanno mettendo in pratica un ambizioso progetto basato sui contenuti della Carta dei diritti al piacere, alla convivialità e alla qualità dell’alimentazione del malato, che presto sarà a regime. La prima tappa, prevede la realizzazione di Laboratori di degustazione all’insegna del gusto della salute, ma il progetto ha un respiro lungo. (…)

Tornando in Toscana, a Grosseto la Asl 9 s’è buttata a capofitto negli esperimenti culinari. Il progetto è un po’ meno ambizioso di quello torinese, ma è comunque originale e si muove nella stessa logica. Da qualche mese la cucina dell’ospedale Misericordia sforna infatti piatti tipici della tradizione araba. La richiesta è stata avanzata dalla comunità islamica, e la Direzione generale della Asl 9 ha dato il nulla osta. Il problema più grosso da risolvere, è stato quello della macellazione della carne secondo il rito islamico. (…continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 SOMMARIO
Sogni&bisogni

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I panini di gomma in aereo, il caffè liofilizzato in treno, i camogli dell’autogrill: la dura vita di chi mangia per strada

Cattivi di bocca buona
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Nelle patrie galere un pasto decente è un’innocente evasione. E i detenuti si arrangiano come possono

C’era una volta il rancio
Mavi Giannotti
Dai pentoloni in cucina al catering in appalto, come è cambiata la mensa dei militari

All’Osteria dell’Ospedale:
    cucina tipica e etnica

Massimiliano Frascino
Come un posto generalmente poco piacevole può diventare luogo di gustose sperimentazioni gastronomiche

Pausa pranzo
Jacopo Chiostri
Come si mangia e cosa si mangia nelle mense aziendali, dove si intrecciano cibi, qualità, quantità e grandi affari


SPECIALE
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Slow Food Firenze
Cristiano Maestrini
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative, fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Consigli di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

Appuntamenti con il gusto
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Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della nostra regione

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