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M.
Frascino |
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All’Osteria dell’Ospedale:
cucina tipica e etnica |
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Nell’epoca della medicina ipertecnologica, fatta di diagnostica
strumentale e chirurgia robotica, s’annuncia la riscossa
delle qualità terapeutiche del cibo. O meglio, non saranno
tanto le già abbondantemente decantate virtù di un’equilibrata
dieta alimentare a conquistare la ribalta, ma piuttosto l’idea
iconoclasta che la condivisione del pasto a base di prodotti tipici
e ricette tradizionali può svolgere un ruolo curativo nell’ambito
di un approccio terapeutico tradizionale.
Se il medico americano Patch Adams ha avuto il coraggio e la forza
d’imporre all’attenzione del mondo la “terapia
del buon umore”, seguendo un po’ la stessa linea di
pensiero, a perorare la causa del cibo e della convivialità della
tavola in ambiente ospedaliero sono oggi quelli di Slow Food.
Chiunque abbia bazzicato un ospedale da paziente, sa quanto spiacevole
sia il momento del “rancio”, e – al di là della
necessità di seguire una specifica dieta – quanto
tutto ciò si traduca in un rito frettoloso, consumato in
sconsolata solitudine nell’ambiente poco esaltante della
camera di degenza. Unica àncora di salvezza per ogni paziente
in preda a disperazione alimentare, specialmente nei lunghi periodi
di ricovero, è il vettovagliamento extra moenia garantito
da amici e parenti misericordiosi. Ora – però – s’annuncia
l’avvento di una rivoluzione, iniziata sottotraccia oramai
otto anni fa. Risale infatti al 1997 la Carta dell’Alimentazione,
che Slow Food Toscana sottoscrisse insieme alla Regione Toscana,
dopo aver svolto un’indagine sul campo per verificare la
soddisfazione (scarsa) dei pazienti rispetto alle pietanze consumate
in alcuni ospedali della regione. Quella Carta, messa a punto da
Slow Food insieme al Tribunale dei diritti del malato, fu sottoscritta
dall’allora assessore alla sanità Claudio Martini
(oggi presidente ndr); un documento che impegnava politicamente
la Regione ad introdurre negli ospedali toscani prodotti tipici
e pietanze tradizionali, stabilendo una serie di diritti del paziente.
(…)
A Torino, ad esempio, ci sono già riusciti, e si sono spinti
molto al di là dell’introduzione dei prodotti tipici
e di qualità. All’ospedale oncologico San Giovanni
antica sede – primo ospedale oncologico cittadino – Slow
Food Piemonte e Regione Piemonte stanno mettendo in pratica un
ambizioso progetto basato sui contenuti della Carta dei diritti
al piacere, alla convivialità e alla qualità dell’alimentazione
del malato, che presto sarà a regime. La prima tappa, prevede
la realizzazione di Laboratori di degustazione all’insegna
del gusto della salute, ma il progetto ha un respiro lungo. (…)
Tornando in Toscana, a Grosseto la Asl 9 s’è buttata
a capofitto negli esperimenti culinari. Il progetto è un
po’ meno ambizioso di quello torinese, ma è comunque
originale e si muove nella stessa logica. Da qualche mese la cucina
dell’ospedale Misericordia sforna infatti piatti tipici della
tradizione araba. La richiesta è stata avanzata dalla comunità islamica,
e la Direzione generale della Asl 9 ha dato il nulla osta. Il problema
più grosso da risolvere, è stato quello della macellazione
della carne secondo il rito islamico. (…continua)
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SOMMARIO |
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SPECIALE
L’unione
fa la qualità
Tavola rotonda fra i rappresentanti di quattro consorzi vinicoli toscani,
per scoprire (se esiste) la formula magica che concilia buoni prodotti
e prezzi ragionevoli

Winelovers
A cura della Redazione
Notizie e curiosità, tutte rigorosamente DOC

Locali
per un giorno
A cura della Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che
abbiamo provato e che vi consigliamo

A
cena... Staseranonesco
Marina Matteini
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica,
incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno
conoscere le loro ricette speciali

Shopping
Olivia Chierighini
La fame aguzza l’ingegno: piccole e grandi soluzioni per soddisfare
la necessità dello stomaco

Gola… Milano
Barbara Gabbrielli
Qui Milano: sennò poi passiamo da provinciali. Per gli amici milanesi
o per i toscani in trasferta, una selezione di locali da non perdere

Assaggi
Sandro Bosticco
Abbiamo assaggiato per voi… Prodotti di qualità, e non troppo
difficili da reperire. La nuova rubrica di Gola gioconda

Cibo
tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma
anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di
leggere con quello di gustare i cibi

Slow
Food Firenze
Cristiano Maestrini
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative,
fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Consigli
di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti
per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile,
un acquisto goloso e molto altro ancora

Appuntamenti
con il gusto
La Redazione
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna
della buona tavola

Gustati
per voi
Leonardo Romanelli
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della
nostra regione

Le
degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti
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