
Viaggio in Salento
|
 |

Dal beach party all’osteria tipica, il tacco d’Italia offre mille occasioni di divertimento e di gusto
Il Salento, l’Ibiza Italiana: una terra che viene comunemente associata all’isola spagnola del divertimento e che in questo rapporto ci perde, limitata in un confronto alquanto squilibrato. Perché il tacco dell’Italia ha infinite storie da raccontare, di divertimento – vero – ma anche di cultura, tradizione e arte. Questo lembo di terra racchiuso tra l’Adriatico e lo Ionio, è quel territorio che fu la vecchia Terra d’Otranto e che oggi comprende tutta la Provincia di Lecce e parte di quella di Brindisi e Taranto. Il viaggio nel Salento costeggerà l’Adriatico, con golose soste nell’entroterra, narrando i segreti e la tipicità attraverso le parole della gente del luogo e di chi, con vigile memoria dell’antica cucina, tiene egregiamente il passo con l’era moderna. In tutto questo un attento sguardo andrà all’eccitante offerta notturna con beach party allestiti a ridosso di un mare che ha dell’incredibile.
L’avventura comincia da nord ed il primo colpo di fulmine è il paese di Ceglie Messapica, in Provincia di Brindisi, un alternarsi di graziose case bianche tra piccole vie e imperiosi palazzi gentilizi. Tra un curioso anfratto e l’altro, proseguendo dopo la piazza centrale, scopriamo Cibus, un’enoteca ristorante dove tutto sa di tipico, dalla galleria tra roccia calcarea e fiori che porta al locale, alla piccola sala d’ingresso dove il proprietario Lillino accoglie la sua clientela. Da oltre cinquant’anni l’osteria è nelle mani della famiglia Silibello e anche se l’avanguardia ha portato qualche cambiamento, qua vige sempre la tradizione. Lillino è un grande oratore: ama parlare ai clienti e raccontare la storia di un prodotto e la caparbietà dei sapienti artigiani gastronomici, mastri casari e macellai, suo inseparabili collaboratori. Adoratore e grande esperto di formaggi, offre una scelta che oltrepassa le venti varietà che vanno dal caciocavallo podalico, di mucca allo stato brado, fiore all’occhiello dell’allevamento pugliese, alla ricotta “squant”, ottenuta per fermentazione naturale che acquista un particolare sapore piccante dopo una lunga stagionatura. Non mancano, certo, piatti di cucina tradizionale rivisitata come il grano con fonduta di caciocavallo e tartufo della Murgia o quelli proprio tipici come la purea di fave rigorosamente preparata in terracotta. Da questa piccola realtà si passa ad una più grande, alla città del barocco: Lecce, dove di giorno si godono i particolari degli scavi dell’antico anfiteatro e di sera si è rapiti dal pulsante romanticismo che vi regna, tra le fioche vie del centro e quella piazza Duomo che toglie il respiro, disarmonica alla ragione - con quel campanile tanto alto rispetto alla cattedrale - eppure così equilibrata nel suo complesso. Una sosta in questo luogo offre anche piacevoli momenti di ristoro nel tanti bar ed enoteche: può essere davvero rilassante sorseggiare un bicchiere di Primitivo o Negroamaro, oppure un recentemente rivalutato Fiano pugliese, accompagnati dalle sfiziose “pettole”, soffici e croccanti frittelle di pasta di pane o dalle piccole friselle all’orzo – speciale pane duro da ammorbidire in acqua – condite con olio, sale e pomodoro. Se si ha tempo e voglia basta fermarsi in uno dei tipici ristoranti del centro storico per assaporare un’altra specialità regionale: è il tegame di riso, patate e cozze cotte al forno che ricorda un po’ la paella spagnola.
Spostandosi verso la costa, sotto Lecce, da giugno fino a settembre il Salento si scopre una terra giovane, con una miriade di offerte per divertirsi godendo del limpido mare di questo lembo di terra. Ci sono spiagge grandi come Torre dell’Orso, frequentata da giovani che amano chiacchierare seduti ad uno dei bar affacciati sul mare: al Kum, in località Roca Vecchia, gli aperitivi fanno scordare tutti gli intrugli delle grandi città. In questo bar al tramonto si gustano i frutti di mare, spesso crudi come i polpi arricciati, battuti sugli scogli e mangiati all’istante, oppure le “pettole” questa volta in versione ripiena con ricotta ed acciughe. Il Kum la sera si trasforma in locale dance, con tanta musica e cocktail degni del paesaggio mozzafiato sulla scogliera che lo rende meta di turisti da tutta la Provincia di Lecce. Proseguendo lungo la costa un’altra zona di benessere e divertimento è quella della spiaggia di Alimini – dal nome dei laghi che la circondano – dove, nel tardo pomeriggio, arrivano i giovani della movida salentina a bere un soft drink e ascoltare musica sdraiati sui lettini in riva al mare. E a chi ancora non fosse sazio del viaggio e volesse vedere un presepe a picco sul mare, non rimane che visitare la splendida Otranto, con il castello aragonese, il fascino orientale e una vivacità per le strade che resta nei ricordi.
(continua…)
|