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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Giugno 02-2003
L'editorialeCoperto sì, coperto no CuriositàNumeri pubblicati


Nei ristoranti di Roma anche il pane ha un prezzo, perché il regolamento comunale, approvato dalla giunta Rutelli, ha imposto l'obbligo di togliere la voce "coperto" dal conto. L'ingegno delle persone non ha mai fine, verrebbe da pensare; ma realisticamente cosa è giusto o ingiusto pagare nel momento in cui ci sediamo a tavola? Qualche esempio. In Germania il pane è fatto pagare fetta per fetta, mentre nei paesi anglosassoni, anche se non prevista da nessuna legge, la regola della mancia al 15% è tassativa, pena vedersi rincorrere dal cameriere una volta varcata la soglia del locale. La questione dei prezzi è molto complessa: il coperto, in Italia, nacque all'epoca delle osterie, quando era possibile mangiare il cibo portato da fuori: l'oste forniva le stoviglie e le posate e per questo si faceva pagare il servizio. È poi rimasta l'abitudine di aggiungere un pò di soldi al conto (2 o 3 euro in genere, ma anche 5 o 6), che a fine giornata arrotondano l'incasso del ristoratore.

È giusto o no, allora, il coperto? C'è chi ritiene giusto abolirlo e riversare il costo di tovagliolo, tovaglia e stoviglie sui singoli piatti. Così facendo, viene però maggiormente penalizzato il cliente che consuma un pasto completo, rispetto a chi mangia solo un'insalatina e occupa un posto a sedere che potrebbe rendere di più se, allo stesso tavolo, un cliente ordinasse tre piatti. Con la crisi dei consumi, derivata dalla stagnazione dell'economia e dal malessere causato dalla guerra, il problema coperto appare francamente irrilevante, considerando la "fame" di clienti che tutti i locali avvertono. Magari queste sono le occasioni per ripensare al servizio e a curare maggiormente il cliente. Qualche proposta? Lasciamo il coperto ma arricchiamolo di elementi accattivanti: un paté di olive insieme al pane, uno stuzzichino, un bicchiere di vino quale benvenuto.

Ricordiamoci comunque che in Italia per una famiglia media mangiar fuori è ancora un'esperienza sopportabile in termini di costo. All'estero, negli Stati Uniti e a New York in particolare, il vero ristorante ha costi enormi, il che spiega, almeno in parte, il successo sfrenato dei fast food. Consoliamoci allora con quello che abbiamo, prima di rischiare di seguire la stessa strada.


 

 


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 SOMMARIO

Locali per un giorno
Dalla colazione al dopocena, una dozzina di locali per altrettante piacevoli soste

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Quattro giorni con Toscana Slow per viaggiare ala ricerca di sapori antichi e tradizioni da salvaguardare

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San Benedetto la usava per placare le pulsioni sessuali, ma l'utilità delle sue foglioline urticanti si apprezza meglio in cucina

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Invito all'assaggio
… saperi e sapori: con A Carrara la mostra mercato Buon'Italia riunisce il meglio dell'enogastronomia nazionale

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In blend o in purezza, le grandi etichette si confermano perle enologiche capaci di esaltare il terroir e lo stile delle aziende produttrici

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Lasciatevi pungere
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Accostamenti insoliti; tecniche nuove; cibi caldi e freddi nello stesso piatto: la nouvelle vague culinaria spiegata e interpretata da Moreno Cedroni, jeune restaurateur

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Eventi e manifestazioni in Toscana e non solo
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Le degustazioni di Gola gioconda
Summus ed Excelsus, due creazioni di Banfi. In più, la seconda lezione del corso di degustazione - Gli strumenti giusti


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