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Luigi
Pittalis |
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A cena... Staseranonesco |
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In trasferta a Vienna
Quando cominciammo l’avventura di
Staseranonesco, nel marzo del 2003, certamente avevamo in mente
un movimento che un giorno potesse accomunare le persone che avevano
voglia di condividere la passione per la cucina, in un contesto,
quello domestico, per molti versi unico.
Il successo che quasi subito è arrivato, prima a Firenze
grazie al fondamentale supporto della locale condotta di Slow Food
e poi in altre regioni d’Italia, ha confermato le grandi
potenzialità di quell’idea. Quando è arrivata
la prima mail di Christina da Vienna con la quale chiedeva di organizzare
una delle nostre cene, è stata una grande emozione.
La consapevolezza di essere riusciti ad attraversare i confini
del nostro Paese confermava l’ipotesi che il cibo potesse
davvero essere veicolo di cultura transnazionale. Pensare che uno “straniero” potesse
aprire le porte di casa a persone mai viste e che magari neanche
parlano la sua lingua, rimane cosa non proprio di tutti i giorni.
Ebbene, in un sabato luminoso di settembre, sette persone (tra
le quali il sottoscritto) sono arrivate dall’Italia a Vienna
per partecipare al pranzo di debutto di Staseranonesco Austria.
In questo caso la lingua non è stata di ostacolo. Anche
senza l’aiuto delle numerose bottiglie di vino che hanno
riscaldato l’atmosfera nel lungo pomeriggio, il fatto che
quasi tutti i nostri ospiti parlassero l’italiano ha certamente
molto aiutato. E del resto ciò non può stupire più di
tanto, se pensiamo al carattere molto globalizzato, utilizzando
un aggettivo moderno che traduce infedelmente il vecchio mitteleuropeo,
della capitale di quello che fu l’Impero Austroungarico.
I legami della cucina asburgica con il bacino dell’alto mediterraneo
da una parte e con l’alta Europa dall’altra è chiaro
nei menu che troviamo affissi alle brasseries incrociate per strada,
dove il Gulasch proposto in molte varianti richiama quello ungherese;
come i Knoedel, che abbiamo assaggiato nel nostro pranzo, altro
non sono che i deliziosi canederli di altoatesina memoria.
Parlando con Cristina e Christine, le nostre padrone di casa, abbiamo
avuto inoltre conferma della forte influenza nel cibo di tutti
i giorni dell’immigrazione turca, fenomeno per altro evidente
all’arrivo della stazione sud, dove tutti i tassisti hanno
tratti somatici non proprio tipici di queste latitudini. Basta
spostarsi di poco dal centro per scoprire una fascia etnica di
ristoranti e locali frutto dell’intraprendenza ma anche del
bisogno di sentirsi a casa di chi in questa città è arrivato
per cercare fortuna e da qui non è mai andato via.
La nostra esperienza di vita viennese, almeno per quel giorno, è stata
davvero divertente. Cristina, Christine e Manfred (suo marito)
si sono alternati ai fornelli per proporci un viaggio nella tradizione
più autentica. Dalla trota affumicata presentata con un
interessantissimo paté di Kren (rafano) e mirtilli, siamo
passati alla carne fredda servita con un condimento di olio di
semi di zucca. Scuro quando lo versi e poi verde nel piatto. Solo
una pausa prima di passare alla vellutata di zucca, radicalmente
diversa rispetto alle nostre tradizioni mantovane. Servita con
una nuvola di panna e alcuni semi di girasole a guarnire. Contrasti
forti di sapori che ci accompagneranno anche per l’arrosto
di maiale, servito qui con gli immancabili crauti (davvero una
montagna!) e i canederli fatti a fette dopo essere stati bolliti
in un canovaccio. Da qui il nome di Serviettenknoedeln. Superfluo
precisare che in accompagnamento è servita una salsa di
ottimi mirtilli.
Nel frattempo scopriamo che anche se il vino servitoci, tutto proveniente
dalla fertile regione della Carinzia, sostiene degnamente le portate
. In realtà quello che ci si aspetterebbe di bere in un
vero pranzo viennese è la birra. Per questo facciamo volentieri
un intermezzo schiumoso, certo meno efficace della Schnapps che
ci servono dopo la carne, dal gusto molto più delicato rispetto
a quello cui siamo abituati dalle nostre parti e forse per questo
utile davvero ad aiutare la digestione in vista di quello che ci
aspetta: un’infilata di ben quattro dolci che ci vedranno
terminare la cena sette ore dopo esserci messi a sedere con gli
antipasti.
Tutti si danno da fare correndo da una parte all’altra. Cristina è felice
di partecipare a questa esperienza e davvero le mura di casa non
sembrano distare dodici ore da qui. I gesti sono gli stessi. La
voglia di scambiare esperienze e consigli spazia dall’Italia
all’Austria, ovviamente, ma anche alla Croazia cui Manfred
in particolare è legato dalla passione per la vela. Lidi
che ben conoscono i soci trevigiani che spesso varcano il confine
per gustare il prelibato pescato dell’alto Adriatico.
Assieme ad un’altra fetta di Sacher con panna montata, scorre
a fiumi il caffè fatto nella moka, simbolo di buona conclusione
ormai un po’ ovunque.
Come, sono già le otto? È tempo di togliere il disturbo.
Salutiamo tutti ed in particolare Aurelia, la padrona di casa che
ha messo a disposizione la sua sala da pranzo. L’appuntamento è per
il giorno seguente, in uno degli splendidi caffè da cui
davvero non si uscirebbe mai. Stasera a nanna presto, e soprattutto
senza cena!
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SOMMARIO |
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Cibo di montagna,
montagne di cibo
Dalla
fame alla gola
Lara Fantoni
I piatti "poveri" dei montanari sono diventati vere delizie
per tutti
Il
Pellegrino gastronauta
Marco Ghelfi
Come Artusi seppe raccontare la cucina tra Romagna e Toscana, rendere
felici i suoi innumerevoli lettori entrare nell'olimpo della letteratura
della tavola
Lassù sulle
montagne
Cristiano Maestrini
Tra ruspe e turisti distratti, in Alto Adige c'è ancora
qualcosa da salvare. E da assaggiare
Mestieri
d'alto livello
Massimiliano Frascino
Fungaioli, allevatori, fornai, persino consulenti in agnelli: sui
monti spopolati alcune professioni antiche resistono o si trasformano
Montagne
di cibo da riciclare
Chiara Tacconi
Merce invenduta, pane e pasticceria di giornata, avanzi di gastronomia,
tutto la sera finisce in discarica. A meno che...
Lo
spirito dell'ordine
Sandro Bosticco
Fra gli eremi e i conventi di montagna, un paradiso di elisir,
amari e liquori
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SPECIALE
C'eravamo
tanto amati
Produttori e ristoratori: un feeling che sembra attraversare un periodo
difficile. In realtà stappare bottiglie non è impossibile.
Sempre che si punti su qualità, servizio e nuove strategie di vendita

Locali
per un giorno
A cura della Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che
abbiamo provato e che vi consigliamo

Shopping
Olivia Chierighini
La fame aguzza l’ingegno: piccole e grandi soluzioni per soddisfare
la necessità dello stomaco

A
cena... Staseranonesco
Luigi Pittalis
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica,
incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno
conoscere le loro ricette speciali

Cibo
tra le righe
Silvia Vigiani
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma
anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di
leggere con quello di gustare i cibi

Slow
Food Firenze
Chiara Tacconi
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative,
fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Appuntamenti
con il gusto
Stefania Bacherini
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna
della buona tavola

Gustati
per voi
Marco Ghelfi
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della
nostra regione

Winelovers
A cura della Redazione
Notizie e curiosità, tutte rigorosamente DOC

Consigli
di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti
per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile,
un acquisto goloso e molto altro ancora

Degustazioni
di spiriti spirituali
Sandro Bosticco
Abbiamo assaggiato per voi… Prodotti di qualità, e non troppo
difficili da reperire. La nuova rubrica di Gola gioconda

Le
degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti
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