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Lara
Fantoni |
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Dalla fame alla gola |
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Montagne di Toscana: l’Appennino settentrionale una vera
e propria corona, le Alpi Apuane, il massiccio del Pratomagno e
il monte Amiata come i gioielli preziosi di una regina. La Toscana è una
regione ricca di rilievi e storia, tradizioni e dunque anche la
gastronomia sono ampiamente segnate da questa caratteristica fisica.
Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso le montagne toscane
erano ancora decisamente popolate, e parlare di cucina di montagna
era parlare della quotidianità di migliaia di persone. L’inurbamento
del dopoguerra ha poi ridotto drasticamente gli abitanti delle
zone di montagna, che ormai si ripopolano solo nella bella stagione
o nel fine settimana, quando i numerosi proprietari di seconde
case, per lo più originari del luogo, tornano nei luoghi
aviti a godersi l’aria buona, l’acqua pura, la serenità e,
non ultima, la gustosa cucina.
Attenzione però a non lasciarsi prendere dal romanticismo
spicciolo del “si stava meglio quando si stava peggio”:
prima dell’avvento del cosiddetto progresso vivere in montagna
significava fatica, di quella vera e amara; significava spesso
un regime alimentare monotono, fatto di pochi cibi, diversi a seconda
delle aree, più o meno facilmente reperibili con l’altitudine,
come castagne e patate; significava, in certi periodi di gelo rigidissimo,
anche rischiare di morire di fame, altro che gastronomia di montagna...
Ma ora che fortunatamente ci siamo risvegliati, anche se solo nella
nostra piccola parte di mondo, dall’incubo della fame, possiamo
recuperare il meglio del passato, senza lo spettro della monotonia
di un’alimentazione assai poco bilanciata e, anzi, spesso
di semplice sussistenza quale spesso rischiava di essere quella
delle genti di montagna.
Il castagno, l’albero del pane
Eccoci dunque pronti a una carrellata di quanto di più interessante
e gustoso ci propongono le montagne toscane in fatto di cibo. Prima
di tutto scordiamoci, pare superfluo dirlo, farine raffinate e
pane bianco, come pure i moderni vini armoniosi e sapientemente
orchestrati delle colline chiantigiane o maremmane. Sui monti si
pasteggiava spesso a “pan di legno e vin di nuvoli”,
secondo un detto del Casentino, ovvero castagne (il castagno l’albero
del pane della montagna toscana) e acqua, pura quanto si vuole,
ma pur sempre acqua. Nei regimi alimentari dei montanari gli amidi
erano per lo più forniti da patate, castagne, farro, mais;
frumento poco, e non del più raffinato. Spesso e volentieri
per togliersi la fame si era costretti a trasformare in companatico
quello che più propriamente sarebbe “pane”,
o comunque un accompagnamento amidaceo, come per esempio mangiare
la pasta o la polenta o le patate insieme al pane, con un po’ di
condimento solo se possibile.Gli stessi celebrati tortelli di patate
del Mugello e del Casentino, oggi troppo spesso affogati nel sugo,
come pure i tortelli di castagne, tipici del Mugello e della Lunigiana,
non sono che un’applicazione emblematica di questo principio:
amidi dentro e amidi fuori, con un po’ di sapore dato da
un soffritto di salsiccia o da un trito di aglio e prezzemolo a
seconda dei casi (…continua)
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SOMMARIO |
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Cibo di montagna,
montagne di cibo
Dalla
fame alla gola
Lara Fantoni
I piatti "poveri" dei montanari sono diventati vere delizie
per tutti
Il
Pellegrino gastronauta
Marco Ghelfi
Come Artusi seppe raccontare la cucina tra Romagna e Toscana, rendere
felici i suoi innumerevoli lettori entrare nell'olimpo della letteratura
della tavola
Lassù sulle
montagne
Cristiano Maestrini
Tra ruspe e turisti distratti, in Alto Adige c'è ancora
qualcosa da salvare. E da assaggiare
Mestieri
d'alto livello
Massimiliano Frascino
Fungaioli, allevatori, fornai, persino consulenti in agnelli: sui
monti spopolati alcune professioni antiche resistono o si trasformano
Montagne
di cibo da riciclare
Chiara Tacconi
Merce invenduta, pane e pasticceria di giornata, avanzi di gastronomia,
tutto la sera finisce in discarica. A meno che...
Lo
spirito dell'ordine
Sandro Bosticco
Fra gli eremi e i conventi di montagna, un paradiso di elisir,
amari e liquori
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SPECIALE
C'eravamo
tanto amati
Produttori e ristoratori: un feeling che sembra attraversare un periodo
difficile. In realtà stappare bottiglie non è impossibile.
Sempre che si punti su qualità, servizio e nuove strategie di vendita

Locali
per un giorno
A cura della Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che
abbiamo provato e che vi consigliamo

Shopping
Olivia Chierighini
La fame aguzza l’ingegno: piccole e grandi soluzioni per soddisfare
la necessità dello stomaco

A
cena... Staseranonesco
Luigi Pittalis
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica,
incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno
conoscere le loro ricette speciali

Cibo
tra le righe
Silvia Vigiani
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma
anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di
leggere con quello di gustare i cibi

Slow
Food Firenze
Chiara Tacconi
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative,
fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Appuntamenti
con il gusto
Stefania Bacherini
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna
della buona tavola

Gustati
per voi
Marco Ghelfi
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della
nostra regione

Winelovers
A cura della Redazione
Notizie e curiosità, tutte rigorosamente DOC

Consigli
di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti
per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile,
un acquisto goloso e molto altro ancora

Degustazioni
di spiriti spirituali
Sandro Bosticco
Abbiamo assaggiato per voi… Prodotti di qualità, e non troppo
difficili da reperire. La nuova rubrica di Gola gioconda

Le
degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti
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