
Dal mito alla (gustosa) realtà |
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Il posto è uno di quelli che meritano davvero una sosta.
La
leggenda dei frati si trova ad Abbadia Isola, poco lontano da Monteriggioni,
ricavato all’interno dei piccoli locali adibiti
nel tempo a cantina e deposito dell’antica chiesa romanica
del paese, la cui origine può essere fatta risalire all’anno
Mille circa. La tradizione narra che, proprio a quei tempi, in
quegli stessi ambienti furono rinchiusi tre frati affetti da irrefrenabile “vinolenza”,
una passione quasi morbosa per il (consumo del) prezioso nettare
di Bacco. Sembra che la punizione non raggiunse sino in fondo gli
effetti desiderati, quantomeno a livello sonoro: una tranquilla
sera di luglio infatti, il chiassoso vociare dei frati tenne sveglio
l’intero paese, con non poche rimostranze da parte dei poveri
cittadini. E la stessa notte di ogni anno, così vuole la
leggenda, pare sia ancora possibile udire le voci e le risate dei
tre singolari personaggi, inneggianti festosi all’amatissimo
vino. È da qui, neanche a dirlo, che deriva il nome di questo
intimo e pittoresco ristorante, poco più di venti coperti
in tutto per un’esperienza gastronomica da ricordare. Atmosfera
piacevolmente rilassata, quasi estraniata dal mondo circostante,
interni in sasso e pietra a vista. La gestione, di tipo familiare, è curata
da tre anni circa da Filippo, con il prezioso supporto della moglie
Ombretta e del fratello Nicola. Le specialità proposte rimangono
volutamente fedeli ai prodotti regionali, sia nella cucina di terra
che in quella di mare. A farla da padrona è l’assoluta
qualità delle materie prime utilizzate, dall’origine
davvero controllata (e controllabile) grazie al rapporto di collaborazione
stretto con diversi produttori della zona, dal casaro al norcino.
Lodevole in questo senso l’iniziativa di menzionarne nei
menù i nomi, rendendo possibile all’avventore una
visita diretta e, magari, l’acquisto di quel formaggio o
di quel particolare taglio di carne. Un bel esempio di rintracciabilità del
prodotto, non c’è che dire. Ma trasferiamoci a tavola.
L’apertura consigliata è con la terrina di patè ai
fegatini di pollo e fichi secchi al Moscadello, vera specialità della
casa, servito con pane all’uvetta di propria produzione ed
un bicchierino dell’omonimo vino ilcinese. Da provare, in
alternativa, il pomodoro gratinato, accompagnato da formaggio caprino,
olive nere e crema di basilico, e, per gli amanti del pesce, l’insalata
di polpo con peperoni e fagioli cannellini. La scelta si va invitante
anche fra i primi, di fattura rigorosamente casalinga. Le pappardelle
alla farina di farro, condite con ragù di maialino e pecorino
di Pienza, i tradizionali pici alle briciole, con pesto di dragoncello,
i fagottini di dentice, con passato di zucchine e cavolo nero croccante,
la gustosa zuppa con fiori di zucca, fagiolina del Trasimeno e
gamberi spadellati. L’imbarazzo prosegue anche fra i secondi,
impreziositi da quel tocco di fantasia capace di stimolare anche
i palati più curiosi. Ne sono un esempio il piccione, autentica
passione di Filippo, arrostito in forno e proposto con polenta
croccante e salsa d’uva, o ancora il cartoccio di vitella
in foglia di vite, impiattato con verdure. Da non perdere per tutti
gli amanti delle sue tenere carni il maialino, che vede al contempo
serviti in tavola il coscio in porchetta e le costoline arrostite.
Un occhio di riguardo è riservato anche alla scelta del
pescato, con assoluta preferenza accordata alle specie di grossa
taglia, come il branzino e la cernia, catturate nelle acque marine
regionali. Buono il trancio di cernia, servito con un delicato “caviale
di melanzane”, una sorta di densa passata, e pomodori ciliegini
arrostiti, aromatizzati con origano. La mano di Ombretta si occupa
anche, con passione e competenza, della preparazione di autentiche
golosità con cui concludere il pasto. Fra queste il dolce
al cioccolato, il gelato e la bavarese di riso, servita con salsa
di fichi o di sambuco selvatico, che cresce nel giardino proprio
accanto al locale. Assolutamente degna di menzione infine la carta
dei vini, con le sue oltre quattrocento etichette, in continua
evoluzione. L’ossatura principale rimane di chiaro stampo
toscano, con prodotti dell’area chiantigiana o più prettamente
senese, come il Nobile ed il Brunello. La voglia di offrire sempre
qualcosa di nuovo ha portato col tempo ad una sostanziale apertura
verso prodotti di altre zone tradizionalmente vocate, dal Friuli
alla Sicilia, cui si unisce la personale ricerca di piccole e semi-sconosciute
produzioni di qualità, da proporre e commentare assieme
alla propria clientela. A tutto ciò si affiancano ancora
una cinquantina di etichette di vini da dessert ed una selezione
di birre. Oltre al pasto alla carta sono inoltre disponibili due
menù degustazione: quello per così dire semplice,
con sei portate, al prezzo di 40 euro, ed il “gran menù dei
frati”, al costo di 50 euro per un totale di ben otto portate.
Unico vincolo a quest’ultima soluzione, la necessità che
l’intero tavolo si rassegni a gustare gli stessi piatti,
affidandosi ai suggerimenti dalla cucina. Ma sarà poi il
caso di lamentarsi?
La leggenda dei frati
Piazza Garfonda 7, Abbadia Isola - Monteriggioni (SI)
Tel./fax 0577-301222
Aperto: pranzo e cena
Chiuso: lunedì
Ferie: novembre
Carte di credito: tutte
Spesa media: 40-45 euro
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