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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Ottobre 03-2005Dal mito alla (gustosa) realtà
La schedaMarco Ghelfii  

Dal mito alla (gustosa) realtà


Il posto è uno di quelli che meritano davvero una sosta.
La leggenda dei frati si trova ad Abbadia Isola, poco lontano da Monteriggioni, ricavato all’interno dei piccoli locali adibiti nel tempo a cantina e deposito dell’antica chiesa romanica del paese, la cui origine può essere fatta risalire all’anno Mille circa. La tradizione narra che, proprio a quei tempi, in quegli stessi ambienti furono rinchiusi tre frati affetti da irrefrenabile “vinolenza”, una passione quasi morbosa per il (consumo del) prezioso nettare di Bacco. Sembra che la punizione non raggiunse sino in fondo gli effetti desiderati, quantomeno a livello sonoro: una tranquilla sera di luglio infatti, il chiassoso vociare dei frati tenne sveglio l’intero paese, con non poche rimostranze da parte dei poveri cittadini. E la stessa notte di ogni anno, così vuole la leggenda, pare sia ancora possibile udire le voci e le risate dei tre singolari personaggi, inneggianti festosi all’amatissimo vino. È da qui, neanche a dirlo, che deriva il nome di questo intimo e pittoresco ristorante, poco più di venti coperti in tutto per un’esperienza gastronomica da ricordare. Atmosfera piacevolmente rilassata, quasi estraniata dal mondo circostante, interni in sasso e pietra a vista. La gestione, di tipo familiare, è curata da tre anni circa da Filippo, con il prezioso supporto della moglie Ombretta e del fratello Nicola. Le specialità proposte rimangono volutamente fedeli ai prodotti regionali, sia nella cucina di terra che in quella di mare. A farla da padrona è l’assoluta qualità delle materie prime utilizzate, dall’origine davvero controllata (e controllabile) grazie al rapporto di collaborazione stretto con diversi produttori della zona, dal casaro al norcino. Lodevole in questo senso l’iniziativa di menzionarne nei menù i nomi, rendendo possibile all’avventore una visita diretta e, magari, l’acquisto di quel formaggio o di quel particolare taglio di carne. Un bel esempio di rintracciabilità del prodotto, non c’è che dire. Ma trasferiamoci a tavola.
L’apertura consigliata è con la terrina di patè ai fegatini di pollo e fichi secchi al Moscadello, vera specialità della casa, servito con pane all’uvetta di propria produzione ed un bicchierino dell’omonimo vino ilcinese. Da provare, in alternativa, il pomodoro gratinato, accompagnato da formaggio caprino, olive nere e crema di basilico, e, per gli amanti del pesce, l’insalata di polpo con peperoni e fagioli cannellini. La scelta si va invitante anche fra i primi, di fattura rigorosamente casalinga. Le pappardelle alla farina di farro, condite con ragù di maialino e pecorino di Pienza, i tradizionali pici alle briciole, con pesto di dragoncello, i fagottini di dentice, con passato di zucchine e cavolo nero croccante, la gustosa zuppa con fiori di zucca, fagiolina del Trasimeno e gamberi spadellati. L’imbarazzo prosegue anche fra i secondi, impreziositi da quel tocco di fantasia capace di stimolare anche i palati più curiosi. Ne sono un esempio il piccione, autentica passione di Filippo, arrostito in forno e proposto con polenta croccante e salsa d’uva, o ancora il cartoccio di vitella in foglia di vite, impiattato con verdure. Da non perdere per tutti gli amanti delle sue tenere carni il maialino, che vede al contempo serviti in tavola il coscio in porchetta e le costoline arrostite. Un occhio di riguardo è riservato anche alla scelta del pescato, con assoluta preferenza accordata alle specie di grossa taglia, come il branzino e la cernia, catturate nelle acque marine regionali. Buono il trancio di cernia, servito con un delicato “caviale di melanzane”, una sorta di densa passata, e pomodori ciliegini arrostiti, aromatizzati con origano. La mano di Ombretta si occupa anche, con passione e competenza, della preparazione di autentiche golosità con cui concludere il pasto. Fra queste il dolce al cioccolato, il gelato e la bavarese di riso, servita con salsa di fichi o di sambuco selvatico, che cresce nel giardino proprio accanto al locale. Assolutamente degna di menzione infine la carta dei vini, con le sue oltre quattrocento etichette, in continua evoluzione. L’ossatura principale rimane di chiaro stampo toscano, con prodotti dell’area chiantigiana o più prettamente senese, come il Nobile ed il Brunello. La voglia di offrire sempre qualcosa di nuovo ha portato col tempo ad una sostanziale apertura verso prodotti di altre zone tradizionalmente vocate, dal Friuli alla Sicilia, cui si unisce la personale ricerca di piccole e semi-sconosciute produzioni di qualità, da proporre e commentare assieme alla propria clientela. A tutto ciò si affiancano ancora una cinquantina di etichette di vini da dessert ed una selezione di birre. Oltre al pasto alla carta sono inoltre disponibili due menù degustazione: quello per così dire semplice, con sei portate, al prezzo di 40 euro, ed il “gran menù dei frati”, al costo di 50 euro per un totale di ben otto portate. Unico vincolo a quest’ultima soluzione, la necessità che l’intero tavolo si rassegni a gustare gli stessi piatti, affidandosi ai suggerimenti dalla cucina. Ma sarà poi il caso di lamentarsi?


La leggenda dei frati
Piazza Garfonda 7, Abbadia Isola - Monteriggioni (SI)
Tel./fax 0577-301222
Aperto: pranzo e cena
Chiuso: lunedì
Ferie: novembre
Carte di credito: tutte
Spesa media: 40-45 euro

 

 

 

 

 

 



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