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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Ottobre 03-2005Montagne di cibo da riciclare
La schedaChiara Tacconi  

Montagne di cibo da riciclare


Quanto costa la soddisfazione del cliente? Poter agguantare distrattamente una mozzarella senza dover controllare la scadenza? Avere sempre il pane fresco di giornata, la brioche sfornata da poche ore, scatole di pelati senza nemmeno un graffio, confezioni di biscotti che non fanno una piega? Nei supermercati la freschezza e l’igiene cedono il passo anche all’estetica, e basta un’ammaccatura su una confezione per buttarla via. E poi provate a entrare all’ora di chiusura in un caffè, in un forno, in una gastronomia. Guai a trovarli vuoti: il cliente dell’ultimo minuto ha il “diritto” di trovare ancora qualcosa da comprare. Ma quello della mattina non vorrà certo gli avanzi del giorno prima. Così, la sera, finiscono nel cassonetto tonnellate di cibo.

Clienti viziati, prodotti buttati
Manca poco alle nove di sera, orario di chiusura; in un grande supermercato Coop, quello del centro commerciale Gavinana inaugurato quest’anno, si continua a lavorare per i clienti ritardatari ma anche per quelli del mattino dopo. Il “codice di comportamento” della cooperativa (di tutti i punti vendita) è ancora più severo delle leggi in materia, sia in fatto di controlli e tracciabilità che di freschezza dei prodotti. Il direttore, Luca Braccesi, ci accompagna tra i corridoi semideserti. “In teoria potremmo tenere i prodotti del banco frigo fino al giorno della scadenza, ma noi li togliamo molto prima. Il cliente che compra uno yogurt non deve essere costretto a mangiarlo subito, deve poterlo conservare a casa in frigo per un bel po’ di giorni o settimane”. Tutti i giorni gli addetti frugano fra i vasetti per controllarne la scadenza, uno a uno. E gli yogurt che si avvicinano troppo alla data finiscono irrimediabilmente buttati. Anche se sono buoni. I clienti sono talmente viziati e coccolati che a volte si confondono: le procedure di qualità sono rigorose e se un cliente riporta una merce difettosa o andata a male la Coop la sostituisce senza batter ciglio e controlla tutti i prodotti dello stesso tipo o dello stesso lotto, in tutti i punti vendita, “però succede che qualcuno mi riporti il taleggio o il gorgonzola sostenendo che puzzano e che quindi sono scaduti…” racconta il direttore.
Certo, la gestione dei prodotti da frigo non è semplice. Ma la maggior parte delle merci alimentari di un supermercato non ha problemi di scadenze brevi: pasta, biscotti, scatolette e simili vanno avanti per mesi se non anni. Anche qui però nulla sfugge ai controlli. “Le scadenze sono verificate tutte le settimane e i prodotti disposti in modo che ci sia una rotazione; ogni confezione sciupata, però, anche quando il difetto non va incidere sulla qualità e sull’igiene dell’alimento, viene tolta dalla vendita”. E dove va a finire? Nella spazzatura, non c’è alternativa. (…)

Un circolo virtuoso
A Empoli e San Casciano da anni funziona un sistema di recupero merci nei punti vendita Coop, con il coinvolgimento degli enti locali e delle parrocchie. L’esperienza non è isolata; è stata addirittura studiata, codificata e promossa dall’università di Bologna, da un gruppo di studenti e studiosi capitanati dal professor Andrea Segré. Come spiega in Lo spreco utile – il libro del cibo solidale, Segré – docente di politica agraria – è partito dall’analisi dello spreco nei suoi aspetti economici, sociali e ambientali, per creare il Last minute market, “un mercato un po’ particolare dove per favorire gli indigenti, gli ultimi appunto, non bisogna sprecare nemmeno un minuto e neanche un prodotto” (…continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 SOMMARIO
Cibo di montagna, montagne di cibo

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Montagne di cibo da riciclare
Chiara Tacconi
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Fra gli eremi e i conventi di montagna, un paradiso di elisir, amari e liquori


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Chiara Tacconi
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Degustazioni di spiriti spirituali
Sandro Bosticco
Abbiamo assaggiato per voi… Prodotti di qualità, e non troppo difficili da reperire. La nuova rubrica di Gola gioconda

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