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Novità dal Casato prime Donne
Il “Premio Casato Prime Donne”, ideato e promosso da
Donatella Cinelli Colombini, è destinato ogni anno ad un
personaggio femminile per il particolare impegno speso nel proprio
campo d’azione. Per il 2005 è stato assegnato alle
suore cabriniane, che operano anche in aree a rischio, come l’Etiopia
e lo Swaziland, con missioni a favore dei diseredati in 16 nazioni.
E fra le tante iniziative di Donatella Cinelli Colombini è da
segnalare anche il suo nuovo vino, "Il Drago e le 7 colombe":
si apre senza cavatappi, grazie alla capsula hi-tech (detta "twister").
Prodotto con uve Sangiovese, Alicante, e Merlot, è affinato
per un anno e mezzo in botticelle di rovere francese da 5 hl nei
sotterranei. Un vino potente ed elegante, ma molto morbido. Per
finire, un percorso fra i vigneti di Brunello dove i punti di sosta
contengono installazioni di arte contemporanea – la prima, “Vacca
Ardita” di Marco Pignattai, già installata-, pannelli
esplicativi su ciò che si vede intorno e dediche importanti.
Le frasi sono dettate dalle vincitrici del premio “Casato
Prime Donne”.
Il Nobile di Montepulciano e la cucina bavarese
Il vino Nobile Salcheto sposa la cucina bavarese. Il celebre chef
del ristorante “Tantris” di Monaco, Hans Hass, si è messo
ai fornelli insieme a Michele Mannelli dell’azienda Salcheto
di Montepulciano per preparare un pranzo a base di piatti tipici
della tradizione gastronomica bavarese, studiati in abbinamento
al vino Nobile e quindi al Sangiovese di Montepulciano o Prugnolo
gentile.
Testa di vitello, spalla di cervo, knodel di sanguinaccio in crosta
di patate e funghi, piedini di maiale ripieni si sono susseguiti
accompagnati da etichette quali il Nobile 2001 e 1997, il Salco
Evoluzione 1999 e Nobile Riserva 1993. È già da un
po’ che Michele Mannelli pensava di sperimentare il Vino
Nobile Salcheto con la gastronomia locale ed estera e così «l’idea
di mettere alla prova i miei vini - ha raccontato lui stesso -
con la cucina del sud della Germania, mi ha subito intrigato»,
se poi dietro c’è l’arte di un maestro come
Hans Haas... l’esperimento si fa più interessante.
La vocazione alla ricerca della Fattoria dei Barbi
La storica azienda produttrice dal 1870 di Brunello di Montalcino,
Fattoria dei Barbi, ha aderito al progetto di Macerazione prefermentativa
a freddo delle uve, consistente nel raffreddamento con ghiaccio
secco prima della fermentazione che permette di ottenere un crash
cellulare favorendo così la cessione delle sostanze coloranti
e degli aromi. Questo metodo, già applicato in Australia
e a Bordeaux, costituisce un’importante alternativa per l’estrazione
dei polifenoli e delle sostanze aromatiche del sangiovese, evitando
sia la commistione con i vitigni esteri per garantire un prodotto
tutto nostrano, sia l’intervento con mezzi meccanici che
comprometterebbero le proprietà del vitigno aumentando quindi
la durezza del sangiovese con un eccessivo ingresso di tannini.
Inoltre l’utilizzo di anidride carbonica liquida è un
rimedio al progressivo aumento delle temperature stagionali dovute
al cambiamento del clima che causa la sovramaturazione dei vitigni
intaccando il gusto.
Stefano Cinelli Colombini, proprietario della Fattoria dei Barbi
ha annunciato che nel 2006 sarà in commercio l’annata
2001, la prima in vendita lavorata con il metodo della Macerazione,
prevedendo inoltre che il 2005, caratterizzato dall’alternarsi
di sole e pioggia, potrebbe essere un’annata storica per
il Brunello.
Bottiglie da collezione
Dopo sei anni di lavoro è in bottiglia Nectar Dei, l’Igt
Maremma della Fattoria Nittardi, a Castellina in Chianti, in vendita
a partire da questo autunno. Nectar Dei è opera dell’enologo
Carlo Ferrini, unione di cabernet sauvignon, merlot, syrah e un
vitigno coltivato proprio per il Nectar Dei. Diciotto mesi di affinamento
in barrique di Allier prima di essere collocato come Super Premium
della fattoria del Chianti classico. Verrà aperta anche
la sottoscrizione per le 5000 bottiglie di Nectar Dei da distribuire
in tutti i paesi amanti del vino.
L’etichetta del primo Igt Maremma è stata realizzata
da Caterina de Renzis Sonnino. Continua così il legame di
Nittardi con l’arte. Da oltre vent’anni, infatti, un
numero limitato di bottiglie del Casanuova di Nittardi viene etichettato
e avvolto in una carta seta, realizzata, ogni anno, da grandi firme
dell’arte contemporanea e tra questi compare, per l’etichetta
Casanuova Nittardi 2003, anche il francese Robert Combas.
Arioso 2004: la brezza marina di Bolgheri
A partire da questa estate un nuovo vino dell’azienda vitivinicola
di Knauf a Bolgheri, Campo alla Sughera, è andato ad affiancare
le prime etichette aziendali, Arnione, Achenio e Adèo. Arioso
2004, questo il nome dell’Igt Toscana bianco, è frutto
delle uve sauvignon blanc e viognier, dopo un affinamento per tre
mesi in serbatoi di acciaio e una maturazione di un mese in bottiglia.
Il nome Arioso è ispirato all’aria e alla brezza marina
estiva di Bolgheri, e si addice bene a questo vino bianco dalle
caratteristiche diverse rispetto a quelle di Achenio, dal quale
si distingue per la ricchezza in aromi primari e fermentativi,
per la vibrante acidità, dovuta essenzialmente all’assenza
di svolgimento della fermentazione malolattica, e per una sapidità,
ottima come abbinamento alla cucina di pesce della zona.
La cultura del territorio per Donnafugata
Dal cuore della Sicilia parte un segnale importante di sfida della
qualità tutta italiana da competere e misurarsi con il mercato
internazionale. Nella tenuta di Donnafugata, a Contessa Entellina,
si sono tenuti gli “Incontri di Anteo”, promossi da
Symbola, la Fondazione per le qualità italiane nata su progetto
(citando solo alcuni nomi dei vari promotori) del parlamentare
Ermete Realacci, Alessandro Profumo, Domenico De Masi, Diego Della
Valle, Carlo De Benedetti, Waler Veltroni e Josè Rallo di
Donnafugata. Esperienze come quelle di Donnafugata e di altre aziende
che hanno puntato all’eccellenza qualitativa del prodotto
e allo stretto rapporto con il proprio territorio sono state oggetto
di discussione della tavola rotonda “Dalla terra al territorio:
qualità, eccellenza e identità per uno sviluppo sano
e duraturo”.
In tema di promozione di iniziative volte a valorizzare l’identità del
territorio si è svolto poi il Premio letterario “Giuseppe
Tomasi di Lampedusa”, che annovera tra i promotori Donnafugata,
conferito quest’anno a Claudio Magris, autore del romanzo
Alla cieca. «Un premio - sottolinea José Rallo - per
affermare i valori del dialogo e della tolleranza».
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