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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Ottobre 03-2006Non ti ha detto niente la mamma?
La schedaOlivia Chierighini  

“Non ti ha detto niente la mamma?”


Che cos’è il galateo? È un codice di comportamento legato ad un luogo ed a una cultura e, come tale, si è modificato – e si modificherà ancora – enormemente nel corso dei secoli.
Il galateo legato alla tavola, quello che noi conosciamo e mettiamo in pratica, è la derivazione moderna di un immenso numero di regole che sono state codificate a partire dal secondo medioevo, nell’ambito della cucina di corte francese ed italiana, e che ha trovato definitiva diffusione con la grande cucina internazionale.
Al di là degli aspetti teorici, che coinvolgono più il lavoro di uno storico che quello di un’attenta padrona di casa, il galateo della tavola è un bel grattacapo, una materia sulla quale sarebbe meglio essere edotti fin dall’infanzia, per non dover ancora chiedersi, ad un’età più consona a domande sul senso della vita, se si debba apparecchiare posizionando il coltello a destra o a sinistra del piatto.
Le nozioni generali e le curiosità che seguono, per varietà ed astruseria, potrebbero essere utilizzate per una partita casalinga di Trivial Pursuit.

Istruzioni per l’uso
Come si apparecchia? Nelle occasioni formali è bene prevedere un sottopiatto, che rimane per tutta la durata del pasto, e sul quale si posiziona un piatto piano e la fondina. Nel caso di numerose portate, è bene avere a portata di mano un carrello o un piano d’appoggio per l’avvicendamento dei piatti. Le posate: il coltello alla destra del piatto, con la lama rivolta verso l’interno, affiancato dal cucchiaio; sulla sinistra le forchette, al massimo tre; in alto le posate da dessert, la forchettina con l’impugnatura a sinistra, il coltello o il cucchiaio con l’impugnatura a destra. Altre posate o posate speciali – come le forchette a due rebbi per le lumache o le pinze – possono essere portate il tavola un attimo prima di servire la pietanza per la quale sono indicate.
I bicchieri si trovano sopra le posate di destra e non devono essere più di 4, il più grande per l’acqua a sinistra e gli altri a scalare. Altri bicchieri possono essere portati in tavola solo se si rendono necessari, eliminando o sostituendo i superflui.
Sulla sinistra del piatto si può trovare anche la mezzaluna da insalata o il piattino per il pane.
Dove va messo il tovagliolo? Non al collo, anche se si ha paura di macchiare la cravatta celeste regalo della fidanzata. Il tovagliolo si trova alla sinistra del piatto o sopra di esso, e deve essere sempre posato sulle ginocchia, poi sul tavolo senza ripiegarlo a fine pasto.
Serve unicamente per forbire la bocca, utilizzando sempre la parte interna, e non per pulirsi gli occhiali, togliersi il rossetto o giocherellarci durante il pranzo.
Come si dispongono a tavola gli invitati? Il padrone di casa e la padrona di casa dovrebbero sedersi ai capi opposti della tavola; alla destra del padrone di casa si siederà la signora di maggior importanza mentre alla sua sinistra la signora al "secondo posto" come importanza; la stessa regola vale per gli ospiti di sesso maschile che affiancano la padrona di casa.
A tavola, l’anzianità merita sempre un posto d’onore.
Da che parte si servono gli ospiti? Le pietanze da sinistra e le bevande da destra, mentre al momento della sparecchiatura, i piatti si tolgono da sinistra e se ne mettono di puliti da destra.
Chi bisogna servire per primo? Vige la regola della persona più importante, generalmente la signora più anziana per poi scendere fino alla più giovane e chiudere con la padrona di casa. Nei casi di “parimerito”, si va per ordine di importanza, ricordandosi soprattutto che tutte le signore devono essere servite prima dei signori.
Prima di accettare un invito, mi posso informare sul menu?Assolutamente no! Dovrebbe essere cura della padrona di casa accertarsi che i propri ospiti non abbiano allergie fatali e concepire un menu che possa essere di gradimento generale.

Dubbi amletici
Dove sputo i nocciolini delle olive? Tutti i noccioli della frutta possono essere sputati nella mano chiusa e riportati con discrezione nel piatto.
È vero che la scarpetta non è reato, se fatta infilzando il pane con la forchetta? L’unico frangente in cui ci si può aiutare con il pane, è quando non sia stato messo il coltello del pesce per una pietanza che lo richiede oppure per mangiare i legumi aiutandosi a spingerli sulla forchetta.
Il pane deve essere portato in tavola sempre in quantità sufficiente, eventualmente già tagliato, e portato via prima del dolce e della frutta. Prima di portarlo alla bocca, se ne spezza un piccolo pezzo da poter mangiare in un solo boccone, senza addentarlo.
Burro, paté e formaggi si adagiano su un pezzettino di pane alla volta, senza spalmarne intere fette. Se non vi piace la mollica, potete scartarla ma non farci delle palline da cerbottana.
Dove appoggio il coltello sporco? Non sulla tovaglia! Il coltello andrebbe sempre posato quando non è utilizzato, ma all’interno del piatto (come del resto la forchetta) e mai sul bordo.
Posso mangiare il pollo con le mani? Solo se sono da solo a casa e non mi vede nessuno, nemmeno dalla finestra, ma anche in questo case si fa tenendo le ossa con una mano sola.
In compenso, si possono mangiare con le mani, o con il loro ausilio, i crostacei presentati in un piatto di frutti di mare.
Se mi scappa una lumachina sotto il tavolo, posso dire d’essermi ispirata a Pretty Woman? Se la lumachina scappa, è colpa della padrona di casa, perché non bisognerebbe mai mettere in imbarazzo gli ospiti con pietanze o strumenti ai quali non sono avvezzi; le lumache si possono benissimo cucinare anche senza guscio.
Se mangio una lisca, che faccio? Se possibile la estraggo con pollice e indice e la poso sul bordo del piatto, altrimenti scappo in bagno (ma con nonchalance) per dedicarmi a operazioni più delicate ed inguardabili. Per lo stesso motivo, e per nessun motivo, devo sognarmi di usare uno stuzzicadenti a tavola.
Posso usare quel pratico aspirabriciole elettrico che mi hanno regalato con i punti del supermercato? Purtroppo, no. Per rassettare la tavola prima di servire il dessert, bisogna utilizzare il buon vecchio metodo che prevede l’utilizzo di palettina e spazzola.
Si servono sempre il formaggio e l’ammazzacaffè, a fine pasto? Il formaggio precede il dolce solo nella seconda colazione e si serve una volta sola. L’ammazzacaffè, invece, è importante soprattutto chiamarlo liquore o superalcolico.
Infine, dopo il caffè, una bella sigaretta…Solo a fine pasto e con il permesso della padrona di casa! Il fumo a tavola è sempre sgradito, quindi è impensabile anche andare a nascondersi sul balcone tra una portata e l’altra.
Ho mangiato e bevuto così bene che adesso mi sento male…Già di per sé, eccedere è sintomo di una carenza di stile. Dovesse capitare, però, è meglio eclissarsi per non disturbare gli altri, senza alludere “all’indisposizione”.
Naturalmente, tutte le piccole regole che abbiamo elencato valgono in maniera assoluta durante i pranzi formali, ma sono facilmente allentate durante i pasti familiari o con persone che hanno la nostra confidenza. Sarebbe meglio ricordare, però, che buona parte del galateo della tavola riguarda la buona educazione, oltre che l’etichetta “ufficiale”, e che è molto difficile applicare in pubblico delle regole alle quali si è poco avvezzi in privato.
E dunque… non emettete gorgoglii mentre sorbite il brodo, anche se il nonno lo fa! (...) continua

 

 


 SOMMARIO
Fuori dal Cibo

Mens (in)sana…
Sandro Bosticco
Ovvero come associazioni mentali e stereotipi culturali influenzano il modo di percepire il “valore” di un cibo. Attenzione, questo articolo è un polpettone filosofico: difficile da digerire!

Il carrozzone
Leonardo Romanelli
Da chi lo fotografa a chi ne scrive, un viaggio nel variegato mondo di quelli che con il cibo fanno di tutto, fuorché mangiarlo

Fuori orario
Antonella Landi
Quando il gusto (non) è nell’attesa…

Mangiare per vivere, vivere per mangiare
Chiara Tacconi
Tre professionisti del mangiar bene raccontano vizi e virtù alimentari fuori dall’orario di lavoro

“Non ti ha detto niente la mamma?”
Olivia Chierighini
Tra foreste di calici, eserciti di posate, distese di tovaglioli, le elementari regole del galateo a tavola


SPECIALE
Simply Red?
L’osservatorio di Gola Gioconda continua la sua indagine sullo stato dei vini di Toscana. Ora che la crisi sembra allontanarsi quale lezione dobbiamo trarre? Forse la più semplice di tutti: che il legame con il territorio è indissolubile

Cibo tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con quello di gustare i cibi

A cena....Staseranonoesco
Luigi Pittalis

Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica, incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere le loro ricette speciali

Gola....Milano
Barbara Gabbrielli
Qui Milano: sennò poi passiamo da provinciali. Per gli amici milanesi o per i toscani in trasferta, una selezione di locali da non perdere

Gli itinerari di Gola
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Idee e suggerimenti per un viaggio in Sicilia

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Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo provato e che vi consigliamo

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Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della nostra regione

Gola cocktail
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Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

Slow Food Firenze
Cristiano Maestrini
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative, fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Appuntamenti con il gusto
Silvia Vigiani
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna della buona tavola

Winelovers
A cura della Redazione

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Le degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti

 
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