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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Ottobre 03-2006Mangiare per vivere, vivere per...
La schedaChiara Tacconi  

Mangiare per vivere, vivere per mangiare


Quando noi mangiamo, loro lavorano. Quel che al nostro palato sembra straordinario, per loro è lavoro ordinario. C’è una ristretta minoranza di persone che con il cibo di qualità, quello che noi assaporiamo ogni tanto, ci lavora quotidianamente: per tutto il giorno selezionano, inventano, mescolano, cucinano, assaggiano, perché gli altri possano gustare un cibo eccellente. Eppure dovranno mangiare anche loro. Ma come fa uno che da mattina a sera, sei giorni su sette, ha tutti e cinque i sensi  impegnati a lavorare con gli alimenti, come fa a “staccare” e concedersi un pasto senza avere un briciolo di stanchezza o assuefazione? Qual è la sua percezione del cibo-relax e del mangiar bene al di fuori del cibo-mestiere? Lo abbiamo chiesto a  professionisti del gusto, che lavorano con materie ad alto tasso di golosità e di impegno gusto-olfattivo.

Fuori dal ristorante la “stella” di Firenze mangia thai
Andrea Accordi, chef del ristorante Onice, Firenze

Trent’anni e non li dimostra se non fosse per quella stella Michelin che ha portato a  casa dopo un anno che guidava Onice. Onice è il ristorante dello stralussuoso albergo fiorentino Villa La Vedetta, al piazzale Michelangelo; ristorante con piscina e mega jacuzzi per una ventina di persone, cose così. Il ristorante è aperto “anche ai residenti”, come si dice in gergo, e ha sfatato la diceria per cui in Italia negli alberghi si mangia malino. Andrea lavora sei giorni la settimana, dalla mattina presto fino a tarda, tardissima sera. «La mia cucina è italiana e internazionale – racconta – legata ai sapori del territorio ma con un tocco personale che nasce dalle mie esperienze in giro per il mondo». Una full immersion quotidiana di cibi, assaggi, pentole, piatti come tutti gli chef, e ai comuni mortali può sembrare un lavoro bellissimo ma duro. Cosa mangia un cuoco, e quando mangia? E qual è il suo rapporto con il cibo nel (poco) tempo libero che gli resta, cioè a casa e in vacanza? «Il mio rapporto con il cibo? Impossibile staccare! Durante il giorno assaggio di continuo le cose che prepariamo, ma cerco comunque di fare dei pasti, anche se molto leggeri. E questo modo di alimentarmi non mi pesa. Non ho mai fatto una dieta, non sono grasso (è vero che ha solo trent’anni ma è da sedici che lavora nelle cucine n.d.r.) anche se un po’ di pancetta c’è, sennò che cuoco sarei? Il poco, pochissimo tempo libero che ho lo dedico alla mia famiglia, ho un bambino di cinque anni. A casa cucina mia moglie che è tailandese, e quando ci sono è difficile che decidiamo di passare una serata insieme andando a mangiare fuori. Magari posso cucinare anche io, mio figlio adora gli spaghetti con il pesce che gli preparo, semplici semplici. Però devo confessare che negli unici dieci giorni di vacanza che abbiamo fatto, a giro per il nord Italia, sono andato a cena fuori tutte le sere, è più forte di me...». Voglia di confrontarsi con i colleghi? Riesci a gustarti i piatti preparati dagli altri o scatta subito il palato critico dello chef? «No, mi piace sapere cosa cucinano gli altri per confrontarmi, ma prima ancora mi piace mangiare bene!».

Fuori dalla fabbrica di cioccolato, spaghetti cacio e pepe (ma anche nutella!)
Claudio Pistocchi, chef nell’azienda che gestisce con la famiglia
Claudio Pistocchi è l’uomo che vive nella fabbrica di cioccolato. Se non avete assaggiato la tortapistocchi (tutto attaccato con la erre piccina  in alto perché è un marchio registrato) è inutile ragionare. Può dare effetti di dipendenza come la nutella. È un disco di cioccolata cosparso di cacao, una mattonella bassa fatta “solo” con cioccolato fondente lavorato con la panna; niente zucchero e farina, così non ti stucca e ne mangi di più, una consistenza burrosa da non credere alle proprie papille. Ecco, come fa uno che lavora così tutti i giorni, che scioglie enormi pentoloni di cioccolato e lavora e confeziona ogni giorno fino a duecento chili di torte, come fa uno così quando stacca ad andare a cena fuori? O anche, semplicemente, ad arrivare a casa e mettersi a tavola? Prima di essere un artigiano del cioccolato, Claudio è da sempre un appassionato del cibo. A tredici anni già faceva la gavetta nei ristoranti; ha fatto la scuola alberghiera ed è stato forse il più giovane chef fiorentino a capo di un ristorante. Fu allora che inventò la torta di cioccolato. Come spesso succede, una ricetta azzeccatissima nata da pochi ingredienti, molta qualità delle materie e prime e moltissimo mestiere.  Ed ecco la sua giornata tipo di lavoro. «La mattina è tutta dedicata alla produzione della torta, e si comincia con il temperare il cioccolato (che significa fonderlo portandolo a una determinata temperatura), e vi assicuro che il profumo si sparge ovunque, anche fuori dal laboratorio. Io però dopo tanti anni non lo sento più. Comunque, se sto lontano dal laboratorio per un po’ di giorni, appena rientro sento di nuovo il profumo del cioccolato. Spesso sono in giro per partecipare a mostre enogastronomiche, ed è una fortuna perché significa frequentare produttori di alto livello e tornare sempre con la saccoccia piena di prelibatezze alimentari». Nauseato dal cioccolato? «Niente affatto, se mi invitano gli amici devo portare per forza la mia torta e ce la mangiamo insieme. Per fare questo mestiere bisogna esser prima di tutto dei golosi, io amo la cioccolata e la assaggio ben volentieri anche al di fuori della mia professione... soprattutto quella al latte, anche se sembra un’eresia, e la Nutella, proprio a cucchiaiate. Poi mi piace provare le torte degli altri, ma non sono ipercritico, me le gusto ed avendo il palato “educato” al cioccolato so apprezzare sfumature e differenze». Il girovita ne risente? «Per forza, ma nonostante la mia golosità, quando arrivo a casa mi mangio volentieri una cosa semplice, un piatto di spaghetti cacio e pepe. Se la roba è buona ne basta poca, non c’è bisogno di abbuffarsi. Io comunque riesco anche a mangiarne anche tre etti...». (...) continua

 

 


 SOMMARIO
Fuori dal Cibo

Mens (in)sana…
Sandro Bosticco
Ovvero come associazioni mentali e stereotipi culturali influenzano il modo di percepire il “valore” di un cibo. Attenzione, questo articolo è un polpettone filosofico: difficile da digerire!

Il carrozzone
Leonardo Romanelli
Da chi lo fotografa a chi ne scrive, un viaggio nel variegato mondo di quelli che con il cibo fanno di tutto, fuorché mangiarlo

Fuori orario
Antonella Landi
Quando il gusto (non) è nell’attesa…

Mangiare per vivere, vivere per mangiare
Chiara Tacconi
Tre professionisti del mangiar bene raccontano vizi e virtù alimentari fuori dall’orario di lavoro

“Non ti ha detto niente la mamma?”
Olivia Chierighini
Tra foreste di calici, eserciti di posate, distese di tovaglioli, le elementari regole del galateo a tavola


SPECIALE
Simply Red?
L’osservatorio di Gola Gioconda continua la sua indagine sullo stato dei vini di Toscana. Ora che la crisi sembra allontanarsi quale lezione dobbiamo trarre? Forse la più semplice di tutti: che il legame con il territorio è indissolubile

Cibo tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con quello di gustare i cibi

A cena....Staseranonoesco
Luigi Pittalis

Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica, incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere le loro ricette speciali

Gola....Milano
Barbara Gabbrielli
Qui Milano: sennò poi passiamo da provinciali. Per gli amici milanesi o per i toscani in trasferta, una selezione di locali da non perdere

Gli itinerari di Gola
La Redazione
Idee e suggerimenti per un viaggio in Sicilia

Locali per un giorno
La Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo provato e che vi consigliamo

Gustati per voi
Marco Ghelfi
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della nostra regione

Gola cocktail
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

Slow Food Firenze
Cristiano Maestrini
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative, fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Appuntamenti con il gusto
Silvia Vigiani
Occasioni di degustazione, mostre, convegni, fiere e rassegne, tutti all’insegna della buona tavola

Winelovers
A cura della Redazione

Notizie e curiosità, tutte rigorosamente DOC

Le degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti

 
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