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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Dicembre 04-2004L’estetica del cibo
La schedaCristiano Maestrini  

L’estetica del cibo


Esiste un approccio estetico al cibo? Lo chiediamo a Sergio Givone, professore di Estetica all’Università di Firenze.
Certamente. Anzi, direi che non c'è rapporto con il cibo che non sia estetico. L'estetica è la teoria non solo dell'arte e del bello, ma anche della sensibilità. E il cibo è anzitutto questione di sensibilità, in tutti i sensi, e grazie alla cooperazione di tutti i sensi.

Nella nostra epoca - dominata dall'immagine e dall'apparenza - quale valore comunicativo ha 'bel cibo'?
M'insospettisce molto la dissociazione tutta moderna fra bel cibo e buon cibo. Anche l'antichità conosceva questa dissociazione: vedi la preparazione di banchetti allo scopo di stupire e surclassare l'ospite piuttosto che nutrirlo in modo adeguato. Ma si trattava di eventi eccezionali. Oggi invece questa sta diventando la regola. Anche perché il bello serve a nascondere il cattivo o il mediocre, com'è inevitabile in un mondo in cui il cibo non ha quasi più rapporto con l'ambiente da cui proviene e può essere conservato praticamente senza limiti di tempo.

Come veniva invece approcciato il cibo nell'epoca classica?
Nell'epoca classica, a differenza che nella nostra, il bello e il buono erano percepiti come una cosa sola. I Greci avevano addirittura una sola parola per dirlo, kagathon, che appunto stava a significare il bello e il buono insieme. Il fattore decisivo era che il cibo era tutt'uno con la terra e con il lavoro dell'uomo. Oggi invece il fattore decisivo è la sua commercializzazione.

Quali sono i filosofi che si sono maggiormente interessati al cibo nelle loro opere?
Ricorderei Hegel, e la sua idea del cibo come mediazione culturale e simbolica. Ma anche Schelling, che evidentemente amava stare a tavola nella migliore disposizione di spirito, se è vero che diceva: Bei Tisch kein Philosophieren, a tavola non si fa filosofia. Invece facevano filosofia a tavola i Greci (Platone vi ha dedicato una delle sue opere maggiori, il Simposio) e anche Lutero, il quale ha intitolato Discorsi a tavola uno dei suoi scritti più belli. (continua…)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 SOMMARIO
Mangiare con gli occhi

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Occhio al naso
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Non solo bravi chef in cucina, ma anche abili progettisti per definire spazi, scegliere colori e forme, creare suggestioni: ecco come si pensa e si realizza un locale

Ai confini del (buon) gusto
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I designer lavorano con il cibo. I cuochi insegnano al politecnico. I cioccolatai sono alle sfilate di moda. Gli artisti presentano nei musei di arte contemporanea il cibo pret-a-porter. Cosa non si fa per abbellire il cibo

Dulcis in fundo
Jacopo Chiostri
Se è scontato che “anche l’occhio vuole la sua parte”, quanto conta davvero l’estetica in pasticceria? Proviamo a rispondere attraverso i pareri di maestri pasticcieri di rango

L’estetica del cibo
Cristiano Maestrini
Intervista a Sergio Givone, professore di Estetica all’Università di Firenze


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Grandi vini classici e non solo
Il Chianti Classico oggi: proiettato verso il futuro, radicato nella tradizione

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I sapori del mondo a Torino
Luigi Pittalis
Biodiversità, rispetto della terra, giustizia sociale: i grandi temi al meeting planetario delle Comunità del cibo

Consigli di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

Le degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti

 
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