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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Dicembre 04-2004
L'editorialeEditoriale CuriositàNumeri pubblicati


Il cibo è senz’altro pensato anche in termini estetici.
Del resto i cibi in scatola, quelli surgelati o in generale i prodotti dell’industria alimentare, nel corso degli anni, sono diventati sempre più belli, attraenti, con una immagine forte che, coinvolgendo tutto il packaging o semplicemente l’etichetta, parte o arriva con la pubblicità, patinata, lucida, splendente, colora di un bel rosso la carne in scatola, dà forma perfetta alla cotoletta di pollo impanata, magari addizionata di spinaci, fa bellissimi i rigatoni col pomodoro. E poco importa che tutto questo vada per strade che poco hanno a che fare con la qualità; è migliore quindi un vino perfettamente limpido, addirittura brillante, confezionato in cartone e privo di profumi; o quello non filtrato, lasciato in bottiglia, che magari tanto trasparente non è ma regala emozioni?

Una maggiore consapevolezza del senso del bello e della gradevolezza estetica ha prodotto risultati positivi, in termini di attenzione e cura in quanto viene preparato; però quando prevale la mera attenzione all’esteriorità a discapito della piacevolezza alimentare, dovrebbe risuonare nella pancia del buongustaio, vero luogo delle emozioni, un campanello d’allarme. Negli anni ’80, quelli dell’edonismo reaganiano e degli yuppies, scartabellando le riviste di enogastronomia sembrava di imbattersi in pubblicazioni per architetti o designer, tale era la cura nel proporre piatti che parevano costruzioni perfette.

Si era dimenticato che il cibo era ingrediente e non materiale per edificare: ma era il momento dell’effimero, della vacuità che diventa protagonista, e non c’era da stupirsi nel leggere nei menu piatti come la “graticola di tagliatelle multicolori adagiata su crema di piselli” insieme ad una zuppa di foglie di ravanelli. Sul sapore nessuno si pronunciava, quasi fosse un elemento inutile. Oggi si assiste invece alla teoria dell’elevazione, cioè del piatto che si costruisce in altezza e non più in larghezza, in cui quindi la sovrapposizione prende il posto della mescolanza, affinché la parte cromatica prevalga su altri aspetti visivi del cibo.
Quanto sia veramente importante tutto ciò non è facile stabilirlo.

Magari è difficile considerare bello un piatto di cotiche e fagioli, ma con la fame o più semplicemente con il piacere di gustarlo diventa addirittura paradisiaco.

Leonardo Romanelli


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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 SOMMARIO
Mangiare con gli occhi

Brutti ma buoni
Leonardo Romanelli
L’aspetto poco invitante o le origini poco nobili non riescono ad appannare il successo di molti cibi gustosi, spesso legati alla tradizione

Occhio al naso
Sandro Bosticco
Ovvero come l’aspetto di un vino influenza la nostra percezione e anche i giudizi di degustatori al di sopra di ogni sospetto

Il bello è servito
Franza Hahn
Non solo bravi chef in cucina, ma anche abili progettisti per definire spazi, scegliere colori e forme, creare suggestioni: ecco come si pensa e si realizza un locale

Ai confini del (buon) gusto
Chiara Tacconi
I designer lavorano con il cibo. I cuochi insegnano al politecnico. I cioccolatai sono alle sfilate di moda. Gli artisti presentano nei musei di arte contemporanea il cibo pret-a-porter. Cosa non si fa per abbellire il cibo

Dulcis in fundo
Jacopo Chiostri
Se è scontato che “anche l’occhio vuole la sua parte”, quanto conta davvero l’estetica in pasticceria? Proviamo a rispondere attraverso i pareri di maestri pasticcieri di rango

L’estetica del cibo
Cristiano Maestrini
Intervista a Sergio Givone, professore di Estetica all’Università di Firenze


SPECIALE
Grandi vini classici e non solo
Il Chianti Classico oggi: proiettato verso il futuro, radicato nella tradizione

Locali per un giorno
A cura della Redazione

Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo provato e che vi consigliamo

A cena... Staseranonesco
Marina Matteini
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica, incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere le loro ricette speciali

Shopping
Olivia Chierighini
Delizie e bontà belle di natura o agghindate per l’occasione, ma sempre buone, anzi buonissime

Cibo tra le righe
Barbara Gabbrielli
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con quello di gustare i cibi

I sapori del mondo a Torino
Luigi Pittalis
Biodiversità, rispetto della terra, giustizia sociale: i grandi temi al meeting planetario delle Comunità del cibo

Consigli di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

Le degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti

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