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La schedaSandro Bosticco  

Bocche di fuoco


Avvertenza: attenzione, non strofinate la carta di questa pagina, pericolo di incendio!




Whisky Glenmorangie Manager’s Choice 2001



Cask Strenght, Non chill-filtered (cioè non filtrato previo raffreddamento, un’espressione da far ingrullire i fans dell’extravergine); 57,2°.
Prodotto da Glenmorangie a Tain, Ross-shire, IV 19 IPZ (Northern Highlands).
Color ambra con riflessi ramati, spara nel naso sentori di frutta più o meno secca. Se si sopravvive all’ondata si può passare alla fase gustativa che in effetti regala una soffice consistenza con aromi dolci, ancora di frutta e malto. Lasciando passare la sensazione di caldo rimane un gradevole retrogusto di frutta secca e spezie.

Giudizio: Qui il Diavolo è in doppiopetto, subdolamente addolcito dall’affinamento in botti di Porto. La Glenmorangie, che vi segnalo come l’antesignana del genere cask strength, ha in listino anche whisky invecchiati in barrique dove avevano già sostato Sauternes, Sherry e – udite udite – persino Cote de Nuits. I distillato-dipendenti potranno invece godersi le partite conservate in barilotti da Rhum.

 



Diavolicchio della Zia Clementina



Olio di oliva aromatizzato non in commercio, assaggio effettuato a Castel Castagna (Teramo) presso la casa della zia.
Colore dorato con sospette venature rossastre; al naso ricorda un Cabernet Franc particolarmente immaturo, in più si avverte una punta di rancido dovuta all’olio non proprio vergine usato come base. Si tratta del tipico “olio del cognato”, deto anche “del frantoio di mio zio”, un genere sfortunatamente molto diffuso nella penisola. In bocca il Maligno colpisce con perfidia, perché a un’iniziale sensazione di dolce avvolgenza dovuta al grasso segue con progressione inesorabile l’ascesa del piccante, con l’aggravante che il grasso tende a rimanere in bocca. Finale fantozziano.

Giudizio: Tutti voi che pochi giorni fa vi godevate l’ olio novo ipertoscano con tutto il suo bagaglio di piccante impallidireste all’assaggio di questo aromatizzato della zia Clementina. Una leggenda-pettegolezzo riporta che il marito della zia, buonanima, ne facesse uso prima di entrare in camera da letto. Forse funzionava da placebo, fatto sta che il Diavolo un giorno glielo fece confondere con l’olio da motori, col risultato che il trattore dello zio prese fuoco alla partenza.

 



Centerba



Distilleria Casauria, Tocco di Casauria (Pescara).
Il verde nemmeno troppo artificiale lascia intendere il timbro dei profumi. Veicolati da un alcol poderoso invadono le narici con una forza che potete sfruttare in caso di raffreddore, con benessere immediato. Le erbe se non sono cento saranno comunque qualche decina, con prevalenza del mentolato. In bocca il Centerba entra con autorevolezza, secco allo spasimo (non c’è zucchero...) e al limite dell’ustionante. Persistenza aromatica notevole.

Giudizio: Ottimo in caso di raptus erotico: mettiamo che dopo una cenetta a base di aglio o cipolla la serata offra ulteriori, impreviste prospettive. Fate come il mio amico Beppino, che si porta sempre una fiala di Centerba nel taschino. Disinibisce come qualsiasi alcolico, con in più la funzione di salva-alito. Che volete di più? La casa madre, comunque, lo consiglia addirittura come ingrediente per risotti.

 



Harissa dei nomadi tunisini



Colore rosso opaco, consistenza di pasta grassa. Il profumo è erbaceo e complesso tendente al balsamico, ma piacerà poco a chi non sopporta le foglie di coriandolo (cilantro). In bocca il flavor di peperone fresco ben si combina con l’aglio e l’olio, e fin qui potrebbe far concorrenza alla bagna caoda. Senonché, subdola quanto inarresstabile, arriva la sciabolata di fuoco che invita alla bestemmia facendo così il gioco del Diavolo. Dopo diversi minuti, se nel frattempo non si ingurgita qualcos’altro per mitigare il piccante, riemergono aromi speziati ancora piacevoli (o è l’effetto del cessato-fuoco?).

Giudizio: Basta bilanciare la quantità e il gioco è fatto. Da provare sugli spaghetti come variante al nostrano “aglio, olio e peproncino”. Le versioni in commercio da noi sono roba da ragazzini rispetto a quella descritta, che è stata degustata tra le dune (dove un paio di membri della commissione di assaggio hanno fatto svariate capriole nella sabbia come effetto collaterale).

 



Salsa di cren dell’amico Fritz



Prodotto e imbottigliato dalla Farmacia Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella srl (Firenze)
35% “… su ricetta dettata da Frà Angiolo Marchissi nel 1612.
Ambra chiaro e fluido alla vista, delizia il naso con note amaricanti e un cenno di cacao. Caldo, asciutto e amaro: gli aromi persistono molto a lungo.

Giudizio: è un altro liquore per monaci forti, anche se la connessione con Edimburgo rimane oscura; e se vi aspettavate un liquore a base di whisky avete sbagliato tutto. Dopo le recenti conquiste di autonomia della Scozia è decisamente da evitare nella zuppa inglese per ragioni diplomatiche. Il ruttino, invece, è garantito.

 

 

 

 

 

 

 


 SOMMARIO
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SPECIALE
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Eventi, prodotti di eccellenza, curiosità che vengono da fuori Toscana

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Bocche di fuoco
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Consigli di Gola
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Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

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Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
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