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Luigi
Pittalis |
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A cena... Staseranonesco |
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Una sera attorno al foghér
Il simbolo della coppia che vi vogliamo
presentare questa volta si trova a pochi passi dall’ingresso
di casa loro. Semplice e ben disegnato, attrae e si fa volentieri
circondare dalle persone che spesso ampliano la già numerosa
famiglia di Walter e Rosanna, di Sarmede (Tv).
Certo non è un elemento esclusivo delle case di campagna
venete, ma in questa regione la centralità che così spesso
il calore del fuoco riesce a conquistare, ipnotizzando quasi, nel
caso del foghér è cercata e sottolineata.
Una zona continuamente curata, pulita e controllata da nonna Maria.
Attorno al foghér si chiacchiera, si scherza, spesso si
beve qualcosa e volentieri si cucina.
Noi quella sera ci abbiamo visto stendere una delle più incredibili
polente che ci sia capitato di assaggiare ma, soprattutto, di vedere.
Quella sera abbiamo imparato che per fare certe cose non basta
avere una buona cucina (e non intendiamo davvero uno di quei modelli
ultramoderni con elettrodomestici ad incasso: in questo caso il
tutto si è svolto grazie ad una robusta cucina economica,
di quelle che ci si mette la legna dentro, alla quale Rosanna si
appoggiava a stringere un rapporto quasi simbiotico) ma occorre
anche una buone dose di coraggio: incastrata nei cerchi della piastra,
la pentola dove è stata messa a cuocere la farina sembrava
il fumaiolo di una locomotiva a vapore. L’aria di tutta la
cucina era satura dei suoi aromi, ma quando per noi sembrava giunto
il momento di dare tregua alla gialla mistura, i nostri ospiti
non esitarono a dire che eravamo solo all’inizio!
La naturalezza con cui eseguono gesti antichi, portati come in
questo caso a meravigliose, estreme conseguenze, ha fatto di Walter
e Rosanna una coppia di riferimento nel mondo di Staseranonesco.
In questo viaggio tra le nebbie venete, quello che abbiamo trovato è l’autentico
piacere di star insieme senza aspettarsi niente in cambio.
Buffo pensare al senso dell’ospitalità quando apprendiamo
il nome della primo piatto “riscoperto” assieme ai
nostri amici: la Sopa coada. Una somiglianza a questo punto non
inspiegabile con quella Zuppa quata che si fa in Sardegna, regione
dalla quale più d’uno sostiene che provenga la base
della ricetta che qui pubblichiamo e che per l’ospitalità è ben
nota.
Per la cronaca: mentre quata in sardo può anche significare
nascosto, l’interpretazione “veneta” dell’aggettivo
propende per una zuppa “covata” in considerazione del
lungo tempo di cottura.
Preparazione per 6 persone della “Sopa coada”
2 piccioni
carota, sedano, cipolla
Pane raffermo tagliato a fette
Brodo
Parmigiano
I piccioni vanno preparati in umido con le verdure. Dopodiché vanno
disossati e sfilettati. Le ossa vanno fatte bollire nel brodo.
Successivamente si prendono le fette di pane tostate e si inzuppano
nel brodo. In una teglia capiente, si fa uno strato di pane, lo
si spolvera con abbondante parmigiano e poi si ricopre con uno
strato di carne sfilettata; si deve procedere così fino
a mettere tutta la carne. Si chiude con pane raffermo e parmigiano.
Se risultasse troppo asciutto, basterà aggiungere un po’ di
brodo. Si mette a cuocere in forno ad una temperatura di 120° C
per tre ore.
Meglio se avete tempo a disposizione, perché più lunga è la
cottura e meglio si amalgamano i sapori. In quel caso però abbassate
la temperatura (100° per 5 ore).
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SOMMARIO |
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SPECIALE
Un
altro vino è possibile
Si chiude un anno difficile e tormentato per il mondo del vino. Cosa ci
attende nel futuro? Forse niente di nuovo, forse molte novità importanti.
Golagioconda si schiera a favore di questa seconda ipotesi. E lancia un’idea
per il 2006: il vino sostenibile

Olio
nuovo, sapore antico
A cura della Redazione
Il sensibile calo della produzione non intacca la qualità dell’extravergine
toscano

Un
pieno di energia
A cura della Redazione
Appuntamento a Firenze con la Fiera del cioccolato artigianale

Locali
per un giorno
A cura della Redazione
Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che
abbiamo provato e che vi consigliamo

Shopping
Olivia Chierighini
Una fame del diavolo: Sapori, aromi, tentazioni… Inferno e Paradiso
vanno di scena in tavola

A
cena... Staseranonesco
Luigi Pittalis
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica,
incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno
conoscere le loro ricette speciali

Cibo
tra le righe
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La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma
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leggere con quello di gustare i cibi

Slow
Food Firenze
Chiara Tacconi
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative,
fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Gola… Milano
Barbara Gabbrielli
Qui Milano: sennò poi passiamo da provinciali. Per gli amici milanesi
o per i toscani in trasferta, una selezione di locali da non perdere

Gustati
per voi
Marco Ghelfi
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della
nostra regione

In
giro con Gola
A cura della redazione
Eventi, prodotti di eccellenza, curiosità che vengono da fuori Toscana

Winelovers
A cura della Redazione
Notizie e curiosità, tutte rigorosamente DOC

Bocche
di fuoco
Sandro Bosticco
Abbiamo assaggiato per voi… Prodotti di qualità, non sempre
ineccepibile, ma comunque esperienze da provare!

Consigli
di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti
per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile,
un acquisto goloso e molto altro ancora

Le
degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti
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