
Consigli di Gola
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Di che pasta siamo fatti
I dolci sono l’oggetto per eccellenza dei peccati di gola,
e quello natalizio è indubbiamente il periodo migliore per
commettere peccati di questo gradevolissimo genere, ormai veniali
agli occhi anche della morale più rigida. Per non dire poi
che di dolce, almeno a livello di papille gustative, si sente davvero
il bisogno in un mondo in cui non mancano le occasioni quotidiane
per sentirsi l’amaro in bocca: un amaro metaforico, ma neppure
troppo. E dunque via, alla ricerca di ciò che di meglio
offrono pasticceri, cioccolatai e altri appassionati produttori.
Partiamo da Firenze, con due indirizzi magici: se per voi Natale
significa pandoro, lasciate perdere Verona e non mancate il pandoro
di Caponeri (Via F. Valori 4r; tel. 055 587534), un minuscolo laboratorio
di pasticceria: è un sogno di burro, uova, lievito e farina,
che si scioglie in bocca e rinfranca lo spirito. Da prenotare prima
possibile, perché il mitico Fosco, maestro pasticcere, ha
due mani sole e tanti clienti affezionati. Notevoli anche i suoi
babà al rum, farciti con la panna montata oppure con una
soave crema pasticcera, all’altezza della miglior tradizione
napoletana, e i bignè alla panna e alla mousse di cioccolato.
Piccola nota di colore: Caponeri è una delle poche pasticcerie
in cui, entrando, si sente ancora il profumo del burro vero, e
si viene serviti con la grazia antica e lievemente scorbutica degli
artigiani autentici.
Se i dolci hanno potere consolatorio, il cioccolato è innegabilmente
la consolazione incarnata, ed è bene ricordare che Firenze
custodisce una delle migliori ricette di torte al cioccolato che
sia dato di assaggiare: è la mitica torta Pistocchi, vanto
dell’Antica Gastronomia (via degli Artisti 58r, angolo via
Masaccio; tel. 055 578460): preparata senza farina, si fonde tra
lingua e palato in una spirale di beatitudine. Da non dimenticare
che l’Antica Gastronomia è anche un ottimo indirizzo
per acquisti di specialità salate, formaggi e salumi in
primis, per arricchire la tavola delle feste.
Spostiamoci a Prato, sempre sull’onda dei gusti di una volta,
antichi e forse anche per questo rincuoranti: e quale migliore
indirizzo dell’antica “Mattonella”, ovvero il
Biscottificio Mattei (via Ricasoli 20; tel. 0574 25756), depositario
della vera ricetta degli autentici biscotti di Prato con le mandorle,
per un tuffo dei sapori di una volta, e soprattutto per tuffarsi,
biscotti alla mano, in un bicchiere di ottimo vin santo, passito
o malvasia che dir si voglia. Accanto ai biscotti di Prato, cavallo
di battaglia di Mattei, di grande soddisfazione anche i brutti
buoni, sottili gusci di pasta che nascondono un incantevole ripieno
di mandorle tritate e zucchero. Ottimi per riempire la calza della
Befana come una volta.
Facciamo un salto ad Arezzo per due indirizzi di sicuro interesse:
la Pasticceria de’ Cenci (via de’ Cenci 17; tel. 0575
23102), a due passi dagli affreschi di Piero della Francesca, offre
i migliori marron glacés della regione, accanto a panettoni
freschissimi, rigorosamente da prenotare nel periodo natalizio,
e a una serie di torte e lieviti di ottima qualità. Una
piccola pasticceria artigianale, con laboratorio a vista, che in
pochi anni ha saputo conquistare la città intera.
E sempre ad Arezzo spopola la boutique del cioccolato Vestri (via
Romana 161; tel. 0575 907315, con un punto vendita e degustazione
anche a Firenze, in borgo degli Albizi 11r; tel. 055 2340374):
dal 1970 la famiglia Vestri coltiva la propria passione per il
cioccolato lavorando materie prime di altissima qualità e
producendo tavolette e cioccolatini per tutti i gusti. Da non perdere,
per il loro potere quasi taumaturgico, le fette di arancia candita
ricoperte per metà di cioccolato fondente, e le tavolette
fondenti alla frutta secca. A Natale di rigore il panettone ricoperto
di cioccolato e nocciole tritate.
Se panettoni e pandori sono imposizioni settentrionali del marketing
postbellico, il Natale toscano filologicamente corretto non può che
nutrirsi dei tipici dolci senesi quali panforte e panpepato, ricciarelli
e cavallucci, che allietavano le frugali feste d’antan. La
Pasticceria Le Campane (via delle Campane 9, Siena; tel. 0577 282290) è un
ottimo indirizzo soprattutto per i ricciarelli, preparati con amore
e sfornati quotidianamente. Per chi ancora non li conoscesse, vale
la pena di ricordare che i ricciarelli artigianali, soprattutto
se gustati appena sfornati, ancora caldi, sono proprio tutta un’altra
cosa: una nuvola di pasta di mandorle (in cui si avverte anche
la reminiscenza di qualche mandorla amara, a mitigarne la dolcezza)
che si scioglie letteralmente in bocca. Provare per credere.
E come dimenticare una delle istituzioni di Siena, la Pasticceria
Nannini (via Banchi di Sopra 24; tel. 0577 236009), marchio storico
diffuso un po’ ovunque. La sede ai Banchi di Sopra è una
delle più antiche pasticcerie della città, dove tutti
i dolci della tradizione sono di produzione propria, e una confortevole
saletta consente di fermarsi a godere della bontà di panforti
e panpepati, serviti anche al taglio, volendo accompagnati da ottime
miscele di caffè. Dolci e caffè possono essere acquistati
sia a peso che in eleganti confezioni.
Per finire, un prodotto non strettamente natalizio, che però si
accompagna molto bene con una delizia tipica della stagione fredda
quale la cioccolata in tazza, e può fungere da delizioso
rompidigiuno tra un festino e l’altro: si tratta delle tradizionali
cialde rotonde di Montecatini della Pasticceria Bargilli (viale
Grocco 2, Montecatini Terme; tel. 0572 79459), depositaria della
ricetta originale, creata dal padre dell’attuale proprietario.
Due sottili ostie fragranti, fatte di farina, zucchero, uova e
latte e ripiene di mandorle tritate: il segreto è tutto
nel dosaggio sapiente e nella manualità preziosa, che trasformano
gli ingredienti in un miracolo di semplicità e di sapore.
Ottime con la cioccolata, deliziose con la panna montata o con
il vin santo; confezionate in eleganti scatole di latta, possono
essere un’idea regalo inconsueta e raffinata.
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