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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Dicembre 04-2005Consigli di Gola
La schedaLa Redazione  

Consigli di Gola


Di che pasta siamo fatti
I dolci sono l’oggetto per eccellenza dei peccati di gola, e quello natalizio è indubbiamente il periodo migliore per commettere peccati di questo gradevolissimo genere, ormai veniali agli occhi anche della morale più rigida. Per non dire poi che di dolce, almeno a livello di papille gustative, si sente davvero il bisogno in un mondo in cui non mancano le occasioni quotidiane per sentirsi l’amaro in bocca: un amaro metaforico, ma neppure troppo. E dunque via, alla ricerca di ciò che di meglio offrono pasticceri, cioccolatai e altri appassionati produttori.
Partiamo da Firenze, con due indirizzi magici: se per voi Natale significa pandoro, lasciate perdere Verona e non mancate il pandoro di Caponeri (Via F. Valori 4r; tel. 055 587534), un minuscolo laboratorio di pasticceria: è un sogno di burro, uova, lievito e farina, che si scioglie in bocca e rinfranca lo spirito. Da prenotare prima possibile, perché il mitico Fosco, maestro pasticcere, ha due mani sole e tanti clienti affezionati. Notevoli anche i suoi babà al rum, farciti con la panna montata oppure con una soave crema pasticcera, all’altezza della miglior tradizione napoletana, e i bignè alla panna e alla mousse di cioccolato. Piccola nota di colore: Caponeri è una delle poche pasticcerie in cui, entrando, si sente ancora il profumo del burro vero, e si viene serviti con la grazia antica e lievemente scorbutica degli artigiani autentici.
Se i dolci hanno potere consolatorio, il cioccolato è innegabilmente la consolazione incarnata, ed è bene ricordare che Firenze custodisce una delle migliori ricette di torte al cioccolato che sia dato di assaggiare: è la mitica torta Pistocchi, vanto dell’Antica Gastronomia (via degli Artisti 58r, angolo via Masaccio; tel. 055 578460): preparata senza farina, si fonde tra lingua e palato in una spirale di beatitudine. Da non dimenticare che l’Antica Gastronomia è anche un ottimo indirizzo per acquisti di specialità salate, formaggi e salumi in primis, per arricchire la tavola delle feste.
Spostiamoci a Prato, sempre sull’onda dei gusti di una volta, antichi e forse anche per questo rincuoranti: e quale migliore indirizzo dell’antica “Mattonella”, ovvero il Biscottificio Mattei (via Ricasoli 20; tel. 0574 25756), depositario della vera ricetta degli autentici biscotti di Prato con le mandorle, per un tuffo dei sapori di una volta, e soprattutto per tuffarsi, biscotti alla mano, in un bicchiere di ottimo vin santo, passito o malvasia che dir si voglia. Accanto ai biscotti di Prato, cavallo di battaglia di Mattei, di grande soddisfazione anche i brutti buoni, sottili gusci di pasta che nascondono un incantevole ripieno di mandorle tritate e zucchero. Ottimi per riempire la calza della Befana come una volta.
Facciamo un salto ad Arezzo per due indirizzi di sicuro interesse: la Pasticceria de’ Cenci (via de’ Cenci 17; tel. 0575 23102), a due passi dagli affreschi di Piero della Francesca, offre i migliori marron glacés della regione, accanto a panettoni freschissimi, rigorosamente da prenotare nel periodo natalizio, e a una serie di torte e lieviti di ottima qualità. Una piccola pasticceria artigianale, con laboratorio a vista, che in pochi anni ha saputo conquistare la città intera.
E sempre ad Arezzo spopola la boutique del cioccolato Vestri (via Romana 161; tel. 0575 907315, con un punto vendita e degustazione anche a Firenze, in borgo degli Albizi 11r; tel. 055 2340374): dal 1970 la famiglia Vestri coltiva la propria passione per il cioccolato lavorando materie prime di altissima qualità e producendo tavolette e cioccolatini per tutti i gusti. Da non perdere, per il loro potere quasi taumaturgico, le fette di arancia candita ricoperte per metà di cioccolato fondente, e le tavolette fondenti alla frutta secca. A Natale di rigore il panettone ricoperto di cioccolato e nocciole tritate.
Se panettoni e pandori sono imposizioni settentrionali del marketing postbellico, il Natale toscano filologicamente corretto non può che nutrirsi dei tipici dolci senesi quali panforte e panpepato, ricciarelli e cavallucci, che allietavano le frugali feste d’antan. La Pasticceria Le Campane (via delle Campane 9, Siena; tel. 0577 282290) è un ottimo indirizzo soprattutto per i ricciarelli, preparati con amore e sfornati quotidianamente. Per chi ancora non li conoscesse, vale la pena di ricordare che i ricciarelli artigianali, soprattutto se gustati appena sfornati, ancora caldi, sono proprio tutta un’altra cosa: una nuvola di pasta di mandorle (in cui si avverte anche la reminiscenza di qualche mandorla amara, a mitigarne la dolcezza) che si scioglie letteralmente in bocca. Provare per credere.
E come dimenticare una delle istituzioni di Siena, la Pasticceria Nannini (via Banchi di Sopra 24; tel. 0577 236009), marchio storico diffuso un po’ ovunque. La sede ai Banchi di Sopra è una delle più antiche pasticcerie della città, dove tutti i dolci della tradizione sono di produzione propria, e una confortevole saletta consente di fermarsi a godere della bontà di panforti e panpepati, serviti anche al taglio, volendo accompagnati da ottime miscele di caffè. Dolci e caffè possono essere acquistati sia a peso che in eleganti confezioni.
Per finire, un prodotto non strettamente natalizio, che però si accompagna molto bene con una delizia tipica della stagione fredda quale la cioccolata in tazza, e può fungere da delizioso rompidigiuno tra un festino e l’altro: si tratta delle tradizionali cialde rotonde di Montecatini della Pasticceria Bargilli (viale Grocco 2, Montecatini Terme; tel. 0572 79459), depositaria della ricetta originale, creata dal padre dell’attuale proprietario. Due sottili ostie fragranti, fatte di farina, zucchero, uova e latte e ripiene di mandorle tritate: il segreto è tutto nel dosaggio sapiente e nella manualità preziosa, che trasformano gli ingredienti in un miracolo di semplicità e di sapore. Ottime con la cioccolata, deliziose con la panna montata o con il vin santo; confezionate in eleganti scatole di latta, possono essere un’idea regalo inconsueta e raffinata.

 

 

 

 

 

 

 


 SOMMARIO
Le pentole del diavolo

Il diavolo in cucina
Sandro Bosticco
Dalla lingua alla gola, ecco cosa succede quando le fiamme dell’inferno riscaldano la tavola

Non di solo pane...
Massimiliano Frascino
Le tre grandi religioni monoteiste attribuiscono da sempre un profondo significato al cibo; e nel corso dei secoli hanno costruito mansionari di pratiche alimentari e codice comportamentali a volte molto corposi

La cucina delle streghe
Lara Fantoni
Son tornate, forse fanno meno paura e ricominciano nella vita di tutti i giorni, e perciò anche tra i fornelli, ad ammannire filtri e magie per migliorare i nostri giorni

Quando la fame è sacra
Paolo Pellegrini
Fra eccessi, stravaganze e precetti più o meno rigidi, la pratica del digiuno è un pilastro di tutte le religioni

Il cenone che verrà
Marco Ghelfi
L’abbuffata è di rito per Natale e le dolci tentazioni sono sempre quelle della tradizione


SPECIALE
Un altro vino è possibile
Si chiude un anno difficile e tormentato per il mondo del vino. Cosa ci attende nel futuro? Forse niente di nuovo, forse molte novità importanti. Golagioconda si schiera a favore di questa seconda ipotesi. E lancia un’idea per il 2006: il vino sostenibile

Olio nuovo, sapore antico
A cura della Redazione
Il sensibile calo della produzione non intacca la qualità dell’extravergine toscano

Un pieno di energia
A cura della Redazione
Appuntamento a Firenze con la Fiera del cioccolato artigianale

Locali per un giorno
A cura della Redazione

Dalla colazione alla cena, dal pranzo all’aperitivo, i locali che abbiamo provato e che vi consigliamo

Shopping
Olivia Chierighini
Una fame del diavolo: Sapori, aromi, tentazioni… Inferno e Paradiso vanno di scena in tavola

A cena... Staseranonesco
Luigi Pittalis
Alla riscoperta dei piatti “dimenticati” della cucina domestica, incontrando piccoli grandi “cuochi per una sera”, che ci fanno conoscere le loro ricette speciali

Cibo tra le righe
Silvia Vigiani
La cucina sugli scaffali della biblioteca: non solo libri di ricette, ma anche sulla storia dei cibi e sul costume, per combinare il piacere di leggere con quello di gustare i cibi

Slow Food Firenze
Chiara Tacconi
La condotta fiorentina ci accompagna alla scoperta delle proprie iniziative, fra biodiversità e attenzione alla cultura gastronomica…

Gola… Milano
Barbara Gabbrielli
Qui Milano: sennò poi passiamo da provinciali. Per gli amici milanesi o per i toscani in trasferta, una selezione di locali da non perdere

Gustati per voi
Marco Ghelfi
Fra antichi e nuovi sapori, viaggio alla scoperta dei ristoranti della nostra regione

In giro con Gola
A cura della redazione
Eventi, prodotti di eccellenza, curiosità che vengono da fuori Toscana

Winelovers
A cura della Redazione

Notizie e curiosità, tutte rigorosamente DOC

Bocche di fuoco
Sandro Bosticco
Abbiamo assaggiato per voi… Prodotti di qualità, non sempre ineccepibile, ma comunque esperienze da provare!

Consigli di Gola
La Redazione
Dall’insindacabile giudizio della nostra redazione, suggerimenti per esperienze gastronomiche e non solo: un soggiorno indimenticabile, un acquisto goloso e molto altro ancora

Le degustazioni
Leonardo Romanelli, Sandro Bosticco, Michele Franzan e Paolo Baracchino
Degustazioni di vini prestigiosi a cura dei nostri esperti

 
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