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 Dove sei? HomeLa rivistaArchivio Dicembre 04-2005Olio nuovo, sapore antico
La schedaLa redazione  

Olio nuovo, sapore antico


Mandata in archivio una delle stagioni più proficue, sia dal punto di vista qualitativo, sia quantitativo, il mondo toscano dell’olio può comunque sorridere. In ognuna delle aree di produzione si registra una sensibile diminuzione del prodotto, ma non mancano le note liete. L’olio prodotto quest’anno nelle terre del Consorzio del Chianti Classico, ad esempio, avrà una caratteristica molto particolare: rispecchierà alla lettera i dettami del disciplinare che gli vale la Dop. «Non è sempre scontato – evidenzia con soddisfazione Fiammetta Nizzigrifi, referente del Consorzio –. Quando uno o due prodotti tipici non allegano contemporaneamente sul territorio possono verificarsi scostamenti anche sensibili dal riferimento: quest’anno no, raggiungeremo quasi la perfezione». E così avremo il colore tipicamente verde dorato, l’aroma moderatamente piccante e quell’amaro «gambo di carciofo» che lo caratterizza nella sua purezza. Buone notizie dunque, a fronte di quelle meno rosee in fatto di produzione, anche se quel 40% di quantità in meno sbandierato dai più non sta di casa nelle terre del Consorzio. «Assolutamente no – afferma Nizzigrifi –. C’è una diminuzione fisiologica del prodotto che deriva da più fattori, che dovrebbe attestarsi attorno al 20-25%, non di più».
Qualche chilometro più a sud, nel territorio della Dop Terre di Siena, la situazione è anche migliore. «La quantità in tutto il territorio, che presenta una situazione a pelle di leopardo, è presumibile si attesti a circa il 25-30% rispetto all’anno scorso – spiega Gyanina Bursi del Consorzio –. Diverso il discorso per la quantità certificata che, grazie ad una sempre maggiore convinzione dei produttori, anche quest’anno supererà il proprio record precedente». Non male rispetto ad una stagione, il 2004, definita ineguagliabile. «Certamente l’annata 2004 è stata eccezionale per quantità e qualità – conferma Bursi –. Nel 2005 avremo oli molto buoni, dai profumi armonici, dal gusto poco piccante, piuttosto dolce, morbido ed avvolgente. Oli che saranno già gradevolissimi in immediata gioventù e che avranno uno spettro di utilizzazioni molto ampio. I produttori più avveduti, seguendo la loro sapienza e anche i suggerimenti del Consorzio, che hanno anticipato i tempi di raccolta saranno premiati da una qualità superiore alla media».
Nella più giovane delle Dop, l’Extravergine di Lucca, si attende con ansia il bilancio finale di quella che sarà la prima raccolta certificata. «Fare raffronti con il passato per noi non è semplice – spiega Fabio Tognetti, del Consorzio di Tutela della Dop lucchese –. Essendo il nostro primo anno come Dop questa sarà una stagione di riferimento». Nel complesso, tuttavia, anche nella Toscana di ponente il giudizio complessivo è molto buono. «Non sarà una stagione eccelsa – prosegue Tognetti –. D’altra parte tradisce il paragone con il 2004 quando qui a Lucca abbiamo registrato la più grande raccolta dell’ultimo decennio, ma sarà comunque buona. La piovosità estiva ha inciso in maniera positiva e il prodotto sarà morbido come nella migliore tradizione locale». E i prezzi? Nessuna impennata, ma qualche aumento è previsto. «Un rincaro dei prezzi è nell’ordine delle cose – conclude Gyanina Bursi del Consorzio Terre di Siena – ma dipende solo in parte dalla scarsa quantità. Soprattutto incidono i costi di produzione che nell’ultimo anno sono aumentati in modo preoccupante. Non saprei dire la misura del rincaro relativo agli oli extra vergini, per la DOP Terre di Siena ci attesteremo intorno ad un 10%».
Una stagione che si preannuncia dunque complessivamente positiva per l’oro verde toscano, nonostante il calo della produzione che comunque non va a discapito della qualità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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