
Sei personaggi in cerca di… sapore |
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Carta d’identità e ultime notizie dei protagonisti del gusto
Marzia Morganti
Professionista con il sorriso
Vive e lavora a Prato, anche se non ci sta quanto e come vorrebbe, perché, occupandosi di comunicazione nel mondo del vino e dell’enogastronomia, collaborando con testate e televisioni italiane ed estere, scrivendo libri e guide enogastronomiche, è spesso in giro. Si cruccia anche con gli uffici stampa, svolge consulenze per aziende del settore enogastronomico, del turismo e dell’artigianato, è spesso relatrice in convegni e docente nei corsi dedicati alla promozione dei prodotti tipici, dell’agriturismo, della ristorazione e all’organizzazione e promozione di eventi. È docente di Turismo Enogastronomico presso il corso di laurea in Scienze Enogastronomiche dell’Università di Parma; è tante altre cose, ad esempio membro dell’associazione Donne del Vino, ma soprattutto è una donna competente, colta, raffinata, gentile, sempre pronta con un sorriso sincero a stemperare le tensioni tipiche del mondo che frequenta.
Enrico Pierazzuoli
Piccolo territorio, grande impegno
Tre aziende di famiglia; una grande voglia di innovazione, forte di antichi legami con la terra e la tradizione; e inoltre la guida di un Consorzio, quello di Carmignano, che, seppur piccolo per dimensioni di territorio, è molto attivo nella promozione e nell’aggregazione dei produttori. Il suo motto potrebbe essere “piccolo è bello”; ma quello che lo spinge di più a impegnarsi nel suo ruolo è la convinzione che l’eccellenza nasca dalla qualità; e che la qualità debba poggiare su basi solide, frutto di lavoro e coraggio. Se quello che non c’è non si può inventare, allora Carmignano ha le carte in regola per diventare ancora più grande partendo dalla sua storia.
Andrea Bianchini
Cioccolatiere per passione
Film, libri, menu a tema, fiere, feste, artigiani veri e falsi: non si può non dire che il cioccolato viva una stagione di sovraesposizione mediatica. Niente di male, se tutto questo contribuisce a far apprezzare meglio e con consapevolezza un prodotto; poco bene se alimenta solo confusione. Andrea, cioccolatiere in Firenze, prepara nella sua bottega di via de’ Macci (e ora anche in via Gioberti) praline, torte, spalmabili, cioccolatini con gli ingredienti migliori e il cioccolato più squisito; ricerca insoliti abbinamenti, riesce a arricchire di esperienza l’arte di creare.
Benedetta Vitali
Chef di cuore
“Cucinare è una delle attività che richiede la messa in atto di tutte le attività sensoriali: gusto, vista, olfatto, tatto, udito… che rumore fa il pane fresco quando lo schiacciate con le mani? E come scrocchia uno zucchino fresco quando lo rompete? Il soffritto: fa un rumore specifico e riconoscibile quando è pronto”. Così scrive Benedetta nell’introduzione alla sua ultima fatica editoriale, La Cucina degli affetti, in cui si è divertita con passione a presentare 124 ricette per chi fa da mangiare con amore: e allora le cene per due, il magiare in compagnia, il desinare della domenica, il cibo veloce ma buono. Benedetta è cuoca, gestisce il ristorante Lo Zibibbo, ha partecipato in prima persona ad altre avventure in campo enogastronomico; negli ultimi tempi ha intensificato l’attività di docente di corsi di cucina, da questa parte e dall’altra dell’Atlantico.
Andrea Gori
Sommelier multitasking
Si definisce un sommelier informatico e ci sono vari indizi che sembrano far intravedere quanto sia felice. Sa cosa vuole fare da grande: occuparsi di pc, internet e applicazioni multimediali; e bere buon vino, possibilmente insieme a buon cibo. Ha avuto prima la fortuna di nascere in una famiglia di ristoratori da 4 generazioni, quella che gestisce la mitica trattoria da Burde nella periferia nord-ovest di Firenze, dove tra l’altro organizza il venerdì serate a tema con degustazioni; poi quella di incontrare una programmatrice tedesca di database con la quale ha messo al mondo un paio di pargoli che, ovviamente, subito dopo la loro nascita, ha annusato per far sedimentare e memorizzare la gioia della paternità, provando anche a descriverne gli aromi e i sentori. Nei ritagli di tempo, ha conseguito una laurea in biologia sull’ingegneria genetica vegetale e, recentemente, ha vinto le selezioni nazionali per rappresentare l’Italia ai prossimi campionati europei di sommelier, che si terranno a Londra nel mese di gennaio.
John Dickie
L’italianista prestato alla gastronomia
Dopo essersi occupato di mafia, l’italianista John Dickie, serio studioso di vicende italiane, sceglie la gastronomia per raccontare il nostro Paese. Laterza traduce e pubblica il suo saggio, lo intitola Con gusto, storia degli italiani a tavola. Lui pensa che in nessun altro posto al mondo come in Italia si mangi bene e si dia tanta importanza al mangiar bene, perché mangiare arricchisce il nostro senso di provenienza e di appartenenza, insomma contribuisce a delineare la nostra identità nazionale, piuttosto giovane (appena centocinquanta anni) e spesso bistrattata (un paio di guerre mondiali, una dittatura, una guerra civile). Insomma divisioni, contrapposizioni che solo il cibo ha potuto sanare. Dickie ha ragione? Intanto per scrivere il libro ha girato, assaggiato, provato… ed è ingrassato.
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