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 Dove sei? HomeLe degustazioniBenefizio - Doc Pomino
La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale di Benefizio - Doc Pomino

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Lascia sempre una forte emozione la visita a Pomino, piccola frazione del comune della Rufina, nella provincia di Firenze: sarà per il paesaggio, assolutamente inconsueto se pensato per il territorio toscano, con una tipologia di alberi più comuni alle zone del Nord. O anche per lo splendido isolamento nel quale si posiziona il castello della famiglia Frescobaldi, che ne fa un luogo raccolto, anche se caldo e ospitale. Il particolare microclima permette di coltivare vitigni non appartenenti alla tradizione toscana, come il pinot nero, il pinot bianco, il sauvignon o il merlot. Ed è soprattutto nei vini bianchi che si raggiungono inusitate somiglianze con prodotti di zone maggiormente vocate, come ad esempio il Friuli o l'Alto Adige. La degustazione effettuata mette in fila dodici annate del Pomino Benefizio, cru aziendale che prevede il passaggio del vino in barrique. Una piacevole sorpresa sulla tenuta di un bianco di razza, che mostra un'incredibile capacità di mantenere le caratteristiche organolettiche salienti nel corso degli anni.
Degustazione effettuata in azienda l'8 novembre 2001.

di Leonardo Romanelli (ha collaborato Paolo Baracchino)

Marchesi de' Frescobaldi, via S. Spirito 11, 50125 Firenze
tel. 055 27141 fax 055 280205


Bel colore ancora vivo, paglierino brillante con riflessi dorati. All'esame olfattivo mostra profumi intensi ma docili, non esplosivi, di lieve ossidazione, all'interno dei quali è possibile riconoscere uva passa e noce (S. B.), oltre a miele di castagna ed una gradevole sensazione iodata (P. B.). L'ingresso in bocca si dimostra soffice e levigato, dove l'acidità appare netta e vivace, inserita in un corpo appena magro. Il finale è di media persistenza, con note retrolfattive che ricordano la mandorla.

Giudizio. Un po' gli anni si fanno sentire, magari a livello di consistenza, ma al naso è accattivante e ancora in grado di sorprendere.


Alla vista si presenta di un bel colore dorato, molto carico, con venature quasi ambrate, cristallino nella sua nitida limpidezza. Al naso sorprende la complessità olfattiva, che si esprime senza eccessive pungenze, ma in forma variegata: si riconoscono le erbe aromatiche, l'anice (S. B.), il miele di castagna (P. B.) ed una buona base fruttata matura. L'ingresso in bocca appare morbido, confortato da una sensazione sapida netta, con vena acida ben presente ma non penalizzante. Nella parte finale appare saporito, dal gusto prolungato, in crescendo, con sentori di leggero affumicato che tornano a fare capolino.

Giudizio. Aumenta la complessità in bocca, compare il grasso e quindi l'avvolgenza. Divertente scoprire l'incredibile gamma olfattiva.


Il colore appare dorato intenso, di buona concentrazione, molto luminoso. L'esame olfattivo rivela aromi fini ed eleganti, complessi ma non smaccati, dove si riconoscono fiori bianchi, come il biancospino (P. B.), ingentiliti da note fresche di limoncella, che si immergono poi in una componente fruttata matura chiusa da sentori balsamici (S. B.) L'attacco in bocca è modulato, e si caratterizza per un buon equilibrio esistente tra la componente alcolica e la sapidità, rinfrancata da note acide in evidenza. Finale godibile, con bocca asciugata ma netta.

Giudizio. L'annata è considerata grande per i vini rossi, più che per i bianchi. Nel territorio di Pomino si assiste inoltre ad una ulteriore distinzione, dovuta al microclima. Tutto ciò si traduce in un prodotto interessante ma che non trascina.


L'esame visivo rivela un colore dorato, molto intenso, di ottima limpidezza. Il bagaglio aromatico si mostra quanto mai ricco e consistente: si passa da sentori di miele e resina, a note minerali ben riconoscibili (P. B.), fino a sorprendersi della decisa sensazione tostata (S. B.). All'esame gustativo mostra una buona polpa, succoso nell'ingresso, non estremamente vellutato, ma con un'acidità che rimane nei canoni. Il finale appare saporito ma non troppo prolungato.

Giudizio. La mancanza di "peso" lo penalizza nel punteggio poiché mette in risalto maggiormente le note dure, che lo rendono particolarmente asciutto. Comunque godibile.


Non fittamente colorato, mostra comunque bei riflessi dorati, su una base paglierina carica. La componente aromatica rivela un dominante sentore di miele, al quale si abbinano profumi di mela (L. R.), nobilitati da note di mandorla tostata (P. B.). Una volta in bocca, rivela la sua avvolgenza iniziale, data da una componente alcolica corposa, che poi si perde per sviluppare maggiormente la freschezza dell'acidità. Il finale è di media lunghezza, con un retrogusto appena amarognolo.

Giudizio. In questo caso si è maggiormente seguito l'andamento vendemmiale comune, uno dei più tragici negli ultimi vent'anni. È la concentrazione che appare carente, anche se non presenta alcun problema a livello olfattivo.


Dorato e luminoso, di buona concentrazione. Particolari i profumi, ad iniziare da una base fruttata molto dolce (S. B.) di albicocca, appena sollevata da una lieve pungenza data da sentori agrumati (L. R.) che confluiscono poi in una sensazione iodata. Ottima saporosità in bocca, non troppo complessa ma efficace e prolungata, completata da una componente alcolica che avvolge senza troppo invadere. Finale in crescendo gustativo, con una sapidità appetitosa che lo accompagna.

Giudizio. Pur mantenendo la solita variegata gamma di sensazioni olfattive, è in bocca che dà il meglio di sé, riappropriandosi di quella bevibilità che conosciamo.


Di buon impatto il colore, dorato brillante, con venature più chiare ben visibili nel riflesso. A livello olfattivo appare penetrante e fresco, con note vegetali dove si riconosce l'asparago (L. R.), e poi più dolci, con la presenza di frutta esotica (S. B.) e speziatura di pepe bianco (P. B.), in un insieme quanto mai fine e complesso. In bocca il valore aggiunto è conferito dall'equilibrio, con un corpo piuttosto voluminoso dove l'acidità svolge un ruolo di piacevole contrappunto. Il finale è prolungato, in crescendo gustativo, con buone sensazioni retrolfattive.

Giudizio. Si comincia a individuare la strada più moderna, con uno spessore maggiore che lo arricchisce e lo esalta notevolmente.


La base del colore rimane perfettamente dorata, con buona concentrazione di colore, messa in risalto dalla perfetta limpidezza. Al naso appare non perfettamente equilibrato; in maniera non continuativa appaiono i frutti di bosco, il peperone (S. B) e la mandorla (P. B.). In bocca colpisce l'acuta sensazione acidula, anche se supportata dalla componente alcolica che la accompagna sino al finale, non molto persistente.

Giudizio. Cambiano le proporzioni dell'uvaggio, e una lievissima prevalenza di sauvignon lascia il segno, soprattutto a livello olfattivo.


Vista colpita da una brillantezza decisa, che mette in risalto le nuances perfettamente dorate. L'insieme degli aromi si caratterizza per un sentore fruttato maturo, dove risulta dominante la frutta esotica come il mango (S. B.) incalzata dalla fragranza del miele, a sua volta stuzzicata piacevolmente da aromi speziati di pepe (P. B.). È ancora la sapidità ad essere messa ben in luce, malgrado un alcol imponente. Buona stoffa, densa e persistente, che anima un corpo solido, dove si staglia un'acidità decisamente percettibile. Il finale è asciutto e pieno.

Giudizio. Polposo e consistente, comincia ad affinarsi in maniera sempre più gradevole, con un corpo che nonostante lo spessore non arriva ad essere mai sopra le righe.


Domina la tonalità dorata, luminosa e cristallina, anche se non eccessivamente concentrata. Al naso, le sensazioni spaziano su di una gamma quanto mai vasta: si parte dal burro di nocciole (P. B.), per passare poi alla crosta di pane (S. B.) e a sentori vegetali che si trasformano in aromi speziati indefinibili, per far posto infine a note di tostato.

Giudizio. Riuscire a ricordare la consistenza godibile della crema è un merito per un bianco che vuole lasciare lo stesso ricordo di un rosso, almeno quanto a lunghezza gustativa.


Anche se non troppo brillante, il colore dorato si staglia perfettamente all'interno di una limpidezza quasi accecante. A livello di profumi, convince la sua gradevole ampiezza, che spazia dai sentori fruttati, dove si riconoscono la frutta esotica (P. B.), l'albicocca (S. B.) e il cedro. Nel finale si inseriscono anche aromi di camomilla ed erbette di campo. Ottimo l'ingresso in bocca, subito largo e profondo, rotondo, di giusta cremosità, masticabile, che lascia poi scaturire una gradevole vena acida. Finale levigato, di bella persistenza.

Giudizio. Invitante, anche appetitoso, è il classico vino che non ti stancheresti mai di bere.


Colore paglierino, non eccessivamente carico, dai bei riflessi dorati-verdognoli. Quasi splendente nella sua limpidezza. Al naso i profumi arrivano dapprima più sfumati, con una prevalenza iniziale di banana e bon-bon (S. B.), poi miele di castagno (P. B.) e ancora vaniglia e frutti piccoli. L'attacco in bocca è quasi imponente, grasso e succoso, con un corpo avvolgente dal sapore deciso e prolungato. Finale morbido, rinfrancato dalla vena acida ben rilevabile.

Giudizio. Il suo unico peccato è forse la gioventù, ma basta un po' di tempo per superarlo!


 Le degustazioni del mese

I 40 anni del dipartimento vini
    della Christie’s

Vini della valle del Rodano
10 anni di Bosco

 Le altre degustazioni

“Sassicaia” della Tenuta
   San Guido
Tenuta di Trinoro
Poggio ai Chiari
Grüner Veltliner, austriaco

Corbaia
Degustazione "En primeur"
   dei vini di Bordeaux 2005

Cignale
Vin Santo di Coltibuono
Percarlo
Dieci anni di Opus One

Luce della Vite
Chianti Classico Riserva
   “Vigna Casi” e Fiore
D’Ovidio

“Girolamo” del Castello di Bossi
"Madonna del Piano" Brunello
    di Montalcino Docg Riserva
    dell'azienda Valdicava
“Don Tommaso” dell'azienda
    Fattoria Le Corti

Cabernet Franc "Vignamaggio"
Capatosta Poggio Argenteria
Nardo
Il Futuro
Annata 2004 anteprima
   a Bordeaux

Fattoria Selvapiana
Chianti Classico di Riserva
   Berardo Castello di Bossi
Vino San Martino
   di Villa Cafaggio
Vini scelti
   da Grand Jury Euroéen

Fontanalloro
Roccato Rosso Igt
Merano Winefestival 2004
Poggio Rosso
Flaccianello della pieve
ERRATA CORRIGE
Cerviolo Toscana Igt
Tignanello
La Regola Doc Motescudaio
   Rosso
Chāteau Pavie 2001
   Saint Emilion 1er Grand Cru
Château Lynch – Bages
   Pauillac Grand Cru
Château Lafon Rochet
   Saint – Estèphe
Château La Cabanne - Pomerol
Château La Pointe – Pomerol
Château Bastor
   Lamontagne – Sauternes
Château Nairac – Barsac
Château Climens 1er Cru
   Barsac
Château Lafaurie
   Peyraguey – Sauternes
Château Doisy Daëne’ Barsac
Wenzel Ruster Ausbruch
   An Fusse des Berges
Wenzel Ruster Ausbruch Saz
Feiler Artinger Beerenauslese
   Traminer

Fabrizio Bianchi Chardonnay
Badia a Coltibuono Riserva

Fidenzio

Summus
Excelsus Igt Toscana

Luenzo Igt Toscana
Giulio Ferrari Riserva del
   Fondatore
Poggio all'Oro

Villa di Capezzana
Le Pergole Torte Igt

Tassinaia Igt
Lamaione Igt
Giorgio Primo

Romitorio di Santedame
Ornellaia Bolgheri Superiore
Chardonnay Doc Terre di
   Franciacorta Bianco

Bruno di Rocca
Siepi
Brancaia

Benefizio Doc Pomino
Rosso Fiorentino

Vinsanto Riserva
Cerretalto

Asinone
Vigna del Sorbo
I Sodi di San Niccolò

Tempietto

Cervaro della Sala
Carmignano Riserva DOCG
   Piaggia

I vini di Pisa
Drappier
Riserva Ducale Ruffino
Sociando-Mallet, Haut-Medoc
   A.O.C.

Merlot e Syrah
Brunello di Montalcino, riserva
   Biondi-Santi
Nobile di Montepulciano 1998
Brunello 1995 riserva


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