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Degustazione verticale di Brancaia
- Igt Rosso di Toscana

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1994
  

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1998
   

1999
   
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La Brancaia è una bellissima e moderna azienda vinicola di
proprietà della famiglia svizzera dei Widmer dal 1981. Si
compone di due poderi situati a cavallo tra i comuni di Radda e
Castellina in Chianti: l'omonimo Brancaia e quello di Poppi. In
questo luogo storicamente vocato alla viticoltura di qualità,
ad altitudini comprese fra i 230 ed i 400 metri, sorgono le vigne
da cui nascono etichette di grande classe, rinomate a livello internazionale.
Una di queste è l'Igt Brancaia, un uvaggio di Sangiovese
(55%), Merlot (40%) e Cabernet Sauvignon (5%), maturato per 18 mesi
in barrique e prodotto in 45mila esemplari che abbiamo degustato
in sette diverse annate. Fino alla vendemmia 1997, i vini di Brancaia
venivano realizzati nella cantina della famiglia Mazzei, proprietaria
del Castello di Fonterutoli. Dall'annata successiva, tutto il procedimento
avviene nei modernissimi locali di Poppi, sotto la regia di Barbara
Kronenberg-Widmer, figlia dei proprietari, a capo dell'azienda assieme
al marito Martin.
Degustazione effettuata in azienda il 31 gennaio 2002.
di Michele Franzan
La Brancaia Loc. Poppi, 42/B 53017 Radda in Chianti (SI)
tel. 0577 742007 fax 0577 742010
www.brancaia.it
brancaia@brancaia.it
Il colore è un rosso rubino non molto concentrato, limpido,
senza alcun segno di viraggio. Al naso si apre con discrezione,
mettendo in risalto delle note di frutta rossa giustamente matura,
nuances minerali, goudron e incenso. Di buon impatto la bocca, sapida,
con un tannino piuttosto vivace ed una vena acida che si esprime
senza remore. Il finale è lungo, e sprigiona un calore che
bilancia la freschezza espressa in precedenza.
Giudizio. Ancora perfettamente godibile, è giocato
attorno all'eleganza delle componenti dure. Ne esce fuori un insieme
aristocratico e pieno di charme.
Alla vista si presenta di colore rosso rubino di media concentrazione,
limpido, dai riflessi granati. L'impatto olfattivo è intenso
senza risultare pungente, e richiama sensazioni dolci e morbide.
Si riconoscono dei frutti rossi maturi come la fragola ed il lampone,
e poi neri come la prugna, impreziositi da una piacevole speziatura
di liquirizia e caffè (P. B.). Al palato si rivela abbastanza
concentrato, e possiede una bella spinta gustativa conferita dalla
sapidità del frutto. Gradevole il finale, che chiude con
una punta amarognola per una certa "stanchezza" dei tannini.
Giudizio. Cresce la dolcezza del frutto, anche se nel complesso
si avverte l'inizio della parabola discendente. Chi lo ha in cantina,
ne approfitti adesso.
Rosso rubino di discreta intensità, con qualche accenno granato.
Al naso regala un bouquet fine, elegante, anche se non molto profondo.
Si avvertono note fresche di sottobosco (S. B.), di erbe aromatiche
e accenni minerali. In sordina il frutto, che ricorda la fragola
e la ciliegia piuttosto mature. Di discreta consistenza la bocca,
con un ingresso piuttosto avvolgente mantenuto vivo da tannini sodi
e ben distribuiti. Di media lunghezza il finale, composto e piacevole
al palato.
Giudizio. Forse le aspettative erano eccessive. Tuttavia,
considerando l'annata, ci si attendeva una performance migliore.
La bevibilità è ottima, intendiamoci, ma il frutto
sembra giocare a nascondino.
Il colore è un bel rosso rubino carico, venato da riflessi
giovanili che ricordano il porpora. L'insieme olfattivo si rivela
intenso e complesso, regalando profumi che rimandano al mirtillo
maturo, alla confettura di ciliegia amarasca, alla viola appassita,
alla carruba (P. B.), al pepe nero. Di buona concentrazione il palato,
con un tannino un po' esuberante e una piacevole sapidità.
Alcol e acidità in equilibrio per un finale dolce, leggermente
asciutto.
Giudizio. Un insieme ancora in piena forma, ricco e vivace,
premiato da un bouquet davvero accattivante.
Bellissimo rubino pieno, profondo, dai riflessi nerastri. Il naso
è di grande impatto e complessità: una commistione
di frutti rossi e neri compatta, armonica e potente allo stesso
tempo. I riconoscimenti vanno dal lampone al mirtillo, passando
per la confettura di ciliegia amarasca, pepe nero e liquirizia.
In bocca mostra una grande eleganza: è pieno, sapido, con
tannini sodi ma nel contempo fitti e dolci. Potente e lungo anche
il finale, che acquisisce delle accattivanti note di cioccolato
amaro.
Giudizio. Con questa annata si entra a pieno titolo nell'eccellenza
vinicola. Materia, carattere ed eleganza sono le sue armi migliori.
Il colore è un rubino compatto, molto luminoso ai bordi,
nerastro al centro. L'insieme olfattivo ha un'impronta giovanile,
caratterizzata dall'apporto deciso del Merlot: è un bouquet
dolce, sferico, in cui si riconoscono il lampone, la fragola, le
spezie indiane, la vaniglia, il pepe. Ottima la consistenza in bocca,
aiutata un tannino levigato e fitto. Fra i punti di forza, la sapidità
del frutto, che si sublima in una complessità gustativa finale
con pochi eguali. Non ultimo, l'equilibrio fra le componenti dure
e morbide, a creare l'armonia propria dei fuoriclasse.
Giudizio. Nonostante la tenera età, si aggiudica la
palma del migliore. Una bellezza morbida e suadente, a cui non manca
il nerbo toscano.
Rubino intenso, a tratti impenetrabile, dalle sfumature violacee.
Ha un naso giovanissimo, vinoso, che presenta una componente vegetale
perfettamente integrata con il frutto dolce di fragola e lampone.
A chiudere, una bella speziatura di pepe nero, chiodi di garofano
e tabacco dolce. La bocca mostra fin da subito una grande morbidezza:
ad accentuare la sensazione vi è un tannino finissimo e una
concentrazione al di sopra della media. Complesso e lunghissimo
il finale, dominato da un piacevole retrogusto di cioccolato.
Giudizio. Fa intravedere quelle caratteristiche di eccellenza
che hanno premiato i fratelli maggiori, rivelando un potenziale
di crescita addirittura superiore.
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