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 Dove sei? HomeLe degustazioniBruno di Rocca - Igt Colli Toscana Centrale
La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale di Bruno di Rocca - Igt Colli Toscana Centrale

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Degustare tutte le annate prodotte di un vino è sempre una grande occasione, perché significa scoprirne ogni segreto: i punti di forza, le debolezze, la storia e persino il futuro.
Se questo vino, oltretutto, è un pilastro dell'enologia toscana, l'evento si rivela davvero unico.
Il Bruno di Rocca, prodotto da Roccaldo Acuti nella tenuta Vecchie Terre di Montefili in quel di Panzano in Chianti, è uno dei protagonisti dell'arcinoto "Rinascimento" vitivinicolo italiano, iniziato negli anni Ottanta e ancora attivo. È un blend di Cabernet Sauvignon e Sangiovese maturato in barrique, che in questa degustazione verticale ha mostrato le migliori caratteristiche dei vitigni dai quali è ottenuto: buona capacità di invecchiamento, eleganza, forza e carattere. Dalle 3mila bottiglie dell'annata di debutto, il 1983, è passato alle 15mila attuali, mantenendosi sempre agli altissimi standard di qualità che ne hanno decretato il successo internazionale.
Degustazione effettuata in azienda il 24 gennaio 2002.

di Michele Franzan

Vecchie Terre di Montefili Via S. Cresci, 45 50022 Greve in Chianti (FI)
tel. 055 853739 fax 055 8544684


Sorprendente il colore, fra il rubino e il granato, intenso e luminoso. Il naso è un insieme armonioso, sferico, in cui il frutto è ancora protagonista. I sentori che si susseguono nel calice ricordano i fiori secchi, il cioccolato, la menta, la confettura di mora, la prugna essiccata, il caffè. Lungo, ampio e gradevolissimo il palato, ancora fresco e perfettamente integro. Presenta dei tannini dolci, a trama molto sottile, una componente alcolica sostenuta e una vena acida ancora presente. Nel finale, molto persistente, si assiste ad un imperioso ritorno del frutto.

Giudizio. Il primo Bruno di Rocca della storia, stupisce per longevità, forza, eleganza e carattere. Arriva nell'Olimpo dei sensi, dove regna il piacere assoluto.


Si presenta di colore granata, compatto, aranciato sull'unghia. L'impatto al naso ricorda l'estratto di carne, le spezie orientali, il cuoio e la prugna secca, lo iodio ed il tabacco; un po' in sordina il frutto, che qui rimanda alla confettura di prugne. La bocca appare consistente, ricca, molto matura, con un tannino ancora vivace e la componente acida perfettamente integrata. Lungo e compatto il finale, che presenta una punta lievemente amarognola.

Giudizio. Chi ha la fortuna di possederne una bottiglia, sappia che è giunto il momento di far saltare il tappo. Per godere di un grande, vero, rosso di Toscana.


Di colore granata, intenso e limpido. Presenta un naso di-screto ed elegante anche se non molto profondo. Dopo la lieve nota erbacea iniziale, incontriamo la confettura di mora, il caffè e l'eucalipto. Interessante l'esame gustativo, che ci mette di fronte ad un frutto ricco e dolce mantenuto in forze dall'acidità. Nel finale, ampio e fresco, si assiste a un ritorno in pompa magna della sensazione balsamica.

Giudizio. Accusa il passare del tempo in maggior misura rispetto ai suoi fratelli più maturi, mantenendo comunque una buona bevibilità.


Granato di media concentrazione, limpido e luminoso. Il naso regala un bouquet molto intenso, caldo ed evoluto, in cui è possibile effettuare una illimitata serie di riconoscimenti. Inizialmente compaiono i sentori animali di pelliccia e cuoio, seguiti da note di goudron, funghi secchi, estratto di carne, caffè, marmellata di ciliegia. L'attacco al palato è vellutato e lascia spazio ad un insieme armonico e sapido, elegante. Caldo, ma ancora vivo per la presenza della vena acida, chiude con un finale ricco e gradevole.

Giudizio. Per gli amanti dei profumi terziari. Che dispongono del tempo necessario a catalogare l'infinita gamma di sentori contenuti nel bouquet.


Fra il rubino ed il granato, non molto concentrato, limpido. Esordisce con alcune note erbacee e vegetali, proseguendo con dei tipici sentori fruttati che rimandano alla confettura di ciliegia, fino ad arrivare alle caratteristiche note del cuoio e del tabacco. La bocca presenta una consistenza media ed è giocata sulla freschezza conferita dall'acidità. Terziario e molto gradevole il finale.

Giudizio. Mantiene alto il nome della famiglia, nonostante con lui la natura non fosse stata particolarmente benevola.


Rubino dai riflessi aranciati, di media concentrazione e molto luminoso. Il naso si apre pian piano, acquistando nettezza col passare del tempo. Ai fiori appassiti, al goudron e al pepe nero, si aggiunge un fruttato che ricorda la confettura di mora e la prugna essiccata. Il palato risulta ampio e fresco, un insieme in cui la sapidità del frutto fa da contrappunto a un tannino fine e ben distribuito. Il finale è caldo e balsamico, dolce, di buona persistenza.

Giudizio. Da un'annata pluridecorata, un "Bruno" all'altezza delle aspettative. Ancora godibile per un paio di anni.


Il colore è un rubino di media intensità, dai riflessi granati. Le sensazioni olfattive che sprigiona iniziano con alcuni sentori animali (pelliccia e cuoio), proseguendo con la confettura di mora e prugna per chiudersi con una speziatura di cannella e pepe. Il palato mantiene una struttura di tutto rispetto, incentrata sulle sostanze dure. A nobilitare l'insieme vi è una polpa fruttata, sapida e consistente, che riesce a spingere di non poco il finale.

Giudizio. Ormai sul viale del tramonto, mostra i segni di un passato fiero e nobile.


Si presenta di colore rosso rubino molto intenso, dai riflessi leggermente granati. L'esame olfattivo palesa un insieme maturo e complesso, in cui si esaltano in pieno gli aromi terziari. Si inizia con dei sentori eterei, per proseguire con la liquirizia, i fiori secchi, il pepe bianco. Il centro del bouquet è costituito da profumi che ricordano la confettura di frutti di bosco. Ma la vera sorpresa la offre il palato. Equilibrato e polposo, sfoggia un tannino dolce e una vena acida perfettamente integrata nell'insieme. Largo e persistente, chiude con un finale caldo in cui si scoprono note di cioccolato amaro e menta.

Giudizio. La maturità è la virtù principale di questo vino, godibile adesso come non mai.


Il colore è un rosso rubino perfettamente integro, compatto e profondo. Il naso rivela una prevalenza olfattiva del Cabernet Sauvignon, con i tipici sentori erbacei, vegetali e minerali che frenano l'espressione del fruttato. La bocca risulta bilanciata, consistente e sapida. Termina con un finale di grande potenza, rivelando una longevità non comune.

Giudizio. È il Cabernet a prevalere. In questo caso lo fa con una forza tutta chiantigiana, e il risultato è ancora una volta apprezzabile.


Di colore rubino compatto e luminoso, dall'unghia granata. Regala profumi netti e composti, che vanno dalla viola appassita alla confettura di mora, passando per sensazioni tostate e di tabacco dolce. Il palato risulta molto consistente, quasi cremoso, frutto di un perfetto equilibrio fra le componenti dure e morbide. Chiude con un finale ben solido, persistente, in cui si fanno largo dei piacevoli sentori minerali.

Giudizio. Un altro risultato di ottimo livello, ottenuto in un'annata "minore". A caratterizzare il vino è una cremosità piacevole e inaspettata.


Alla vista si presenta di colore rosso rubino intenso, limpido, scuro al centro del bicchiere e leggermente virato sul bordo. Presenta un bellissimo bouquet che si esprime con delle note di sottobosco, mora e mirtillo maturi, cioccolato, tabacco da pipa. La bocca, elegante e ricca al tempo stesso, presenta un tannino perfettamente integrato e un'acidità in ottimo equilibrio con la morbidezza dell'alcol. Opulento il finale, arricchito dalla progressione gustativa del frutto e dalla presenza di sentori che ricordano il tabacco e il cioccolato amaro.

Giudizio. Il "giro di boa" degli anni Novanta rappresenta sempre un test importante per i grandi vini di Toscana. Qui la prova è superata con lode.


Rubino compatto impreziosito da sfumature nerastre, senza alcun accenno di viraggio. Il primo impatto al naso regala profumi che ricordano l'erba falciata, seguiti da un cuore dolce di confettura di mora, prugna e amarena; a chiudere il bouquet, alcuni accenni di vaniglia, caffè e pepe nero. L'esame gustativo ci mette di fronte a un insieme ricco, consistente, polposo, in cui la vena acida è mitigata e in perfetto equilibrio con la componente alcolica. Lungo e sapido il finale, in cui escono dei sentori balsamici davvero gradevoli.

Giudizio. È ancora il Cabernet a dominare, imprimendo il suo marchio su di un Bruno di Rocca più "internazionale" ma sempre piacevolissimo.


Il colore è un rosso rubino intenso, di bella profondità. Le sensazioni olfattive che sprigiona sono completamente sferiche, così opulente da richiedere del tempo per esprimersi a fondo. I riconoscimenti vanno dalla viola mammola ai frutti neri piuttosto maturi, passando per alcuni accenni di ceralacca e di spezie dolci. Il palato è elegante, giocato attorno alla freschezza della vena acida e alla vivacità dei tannini. Termina con un finale di buona persistenza, aristocratico.

Giudizio. Ricco, potente e concentrato. A tal punto da richiedere ancora del tempo per esprimere il meglio di sé.


Si presenta di colore rosso rubino molto carico, limpido, dai riflessi violacei. Al naso esordisce con una carica boisé piuttosto marcata, cui fanno seguito delle note minerali e degli accenni di sottobosco. Il nucleo olfattivo è rappresentato da un fruttato dolce di ribes, amarena e mora di giusta maturità, e si chiude con un netto sentore di pepe bianco. L'ingresso in bocca è morbido, vellutato e compatto, sostenuto da un tannino fine e ben distribuito. L'insieme dimostra una bella ampiezza gustativa che si sublima in un finale lungo, a cavallo fra la freschezza della vena acida e il calore conferito dall'alcol. Chiude con una sensazione balsamica ricca e accattivante.

Giudizio. Ancora giovanissimo, sta acquisendo quella complessità che lo renderà un fuoriclasse.


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“Girolamo” del Castello di Bossi
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    Fattoria Le Corti

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Annata 2004 anteprima
   a Bordeaux

Fattoria Selvapiana
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Fontanalloro
Roccato Rosso Igt
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Cerviolo Toscana Igt
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Château Lynch – Bages
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Château Lafon Rochet
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Château Doisy Daëne’ Barsac
Wenzel Ruster Ausbruch
   An Fusse des Berges
Wenzel Ruster Ausbruch Saz
Feiler Artinger Beerenauslese
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Fabrizio Bianchi Chardonnay
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Fidenzio

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Excelsus Igt Toscana

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Poggio all'Oro

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Vigna del Sorbo
I Sodi di San Niccolò

Tempietto

Cervaro della Sala
Carmignano Riserva DOCG
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Drappier
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