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 Dove sei? HomeLe degustazioniSan Martino di Villa Cafaggio
La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale del San Martino di Villa Cafaggio


Frutto, eleganza e longevità. È questo il Leitmotiv del Sangiovese di Villa Cafaggio. Tanto che se il Chianti fosse Bordeaux verrebbe da dire che Panzano è Margaux, e l’azienda toscana l’omonimo chateau. Un’assonanza instillata in un certo qual modo anche dalle etichette, dal rigore delle vigne, dalla morbidezza della Conca d’Oro, di cui realmente solo un poker di produttori può fregiarsi. Arrivando da Firenze, l’aria è tersa e sferzante. Gli ultimi rivolgimenti finanziari hanno trovato posto tra le carte bollate ma – per ora – non in cantina. Soprattutto stappando il passato di Villa Cafaggio, a pochi mesi dalla trentesima vendemmia dell’azienda. Un’età portata con disinvoltura, con 35 ettari di reimpianti che entreranno in produzione appieno dal 2007 e 400 mila bottiglie all’anno, salvo nel 2002: Chianti Classico, ovviamente; Chianti Classico Riserva, certo; ma anche una Igt di sangiovese in purezza: il San Martino. Un’ottima rappresentazione di quello che hanno fatto i millesimi degli anni Novanta e dell’inizio del millennio su queste uve a Panzano. Con un esperimento sul 1997: il tappo in silicone. Prova riuscita e vino bocciato, nel senso che tra le due bottiglie quella con il tappo in silicone erano meno vibrante e mostrava evidenti note di riduzione mentre quella tappata a sughero aveva svolto la propria evoluzione sviluppando i primi aromi terziari.

di Aldo Fiordelli

Villa Cafaggio
Via di San Martino in Cecione, 7
50020 Panzano in Chianti (FI)
Tel. 055 852949

 



San Martino 1993



Un colore granato, limpido e consistente nel bicchiere, con un’unghia fine. Al naso il vino ha sviluppato un intenso bouquet di rosa appassita, confettura di ciliegia e di prugna, caramella di rabarbaro e fondo di caffè, goudron e liquirizia (S.B.), non senza elementi anche balsamici (L.R.) e una nota minerale. Il gusto è solido, caldo e ancora di buona freschezza, con un tannino levigato e leggero e una lunga tenuta che lascia in bocca un ricordo di tabacco inglese.

Giudizio. Notevole bagaglio aromatico, per varietà e finezza, bocca ancora piena e finale persistente. 85-89

 



San Martino 1994



Un’unghia più spessa anticipa un colore ancora rubino ma già con evidente riflessi granati limpidi. L’impatto olfattivo non è troppo emozionante, tradendo note di riduzione e una certa chiusura. Il che non impedisce di riconoscere tra le altre note di visciola e di cuoio, di sottobosco e di carruba (S.B.). In bocca è abbastanza consistente, piacevole nell’ingresso, meno nel finale con un tannino piuttosto evoluto ma che rimane leggermente amarognolo e un’acidità ancora in evidenza.

Giudizio. Nell’insieme modesto, appena esile, non troppo armonico. 80-84

 



San Martino 1995



Una grande consistenza per questo millesimo che si presenta – a 10 anni dalla vendemmia – ancora di un bel rubino luminoso. Al naso è intenso e speziato, con riconoscimenti di confettura di ciliegia, ribes (L.R.), pepe nero, tabacco scuro, un leggero goudron (S.B.) e il ricordo della radice della vaniglia. Il gusto è pieno e morbido, con equilibrio fresco/caldo, un’acidità gradevole, tannini fitti e ben distesi, e un finale lungo di ottima rispondenza con le sensazioni olfattive.

Giudizio. Un vino armonico nella sua evoluzione, ben amalgamato e con un finale in crescendo, che può ancora attendere in cantina diversi anni. 90-94

 



San Martino 1996



Rosso rubino intenso, di buona limpidezza e non troppo concentrato, al naso esprime un ventaglio di profumi non particolarmente pulito con note di pastello, di legno (S.B.), di grafite (L.R.) che coprono un po’ il frutto ed elementi floreali. In bocca appare consistente ma non particolarmente equilibrato con un tannino ruvido, l’alcol ben evidente e un’acidità che si sente. Il finale, appena astringente, risulta piuttosto anonimo.

Giudizio. Gli elementi ci sono tutti, ma da comporre meglio. Godibile. 80-84

 



San Martino 1997



Un vino rosso rubino concentrato, consistente e con un’unghia finissima. Il naso è elegante nei suoi aromi floreali di rosa e di viola (S.B.), ciliegia nera sotto spirito, sottobosco (S.B.), pepe nero e cuoio, con sentori animali che poi si aprono anche a cioccolato e caffè (L.R.). Al gusto dimostra di possedere una buona polposità, con tannini fitti e distesi, leggermente asciugante (S.B.) e persistente dolce e tostato nel finale.

Giudizio. Un vino molto intenso, dove all’alta concentrazione non si abbina una sempre perfetta distribuzione delle componenti ma che risulta comunque armonico. 90-94

 



San Martino 1998



Questo rosso quasi cardinalizio, data l’intensità, ha un caratteristico sentore selvatico forse troppo marcato per l’età del vino. Ma al naso risulta comunque ricco e gradevole, con riconoscimenti di chiodo di garofano, di cuoio e di pelliccia (L.R.), di tabacco (S.B.), balsamici (L.R.). In bocca ritornano le sensazioni speziate con un gusto pieno ma appena ruvido, leggermente asciugante.

Giudizio. Nel complesso un vino che rimane un po’ verticale (S.B.) in cui la materia c’è, ma a parte la corrispondenza naso bocca manca di equilibrio. 80-84

 



San Martino 1999



Un colore cupo, molto intenso di un rubino con riflesso purpureo ma caldo. Al naso è molto fine ed elegante, con un frutto scuro, la visciola, il ribes (L.R.), il mirtillo (L.R.), ma anche tostato con note di caffè, cacao, crème brulée (S.B.) cioccolato e tabacco Virginia, per aprirsi anche a elementi balsamici e mentolati. La bocca è di buona succosità, calda e morbida, di buona freschezza e tannicità, fitta e integrata con finale lungo in cui tornano frutto e tabacco.

Giudizio. Un vino di struttura importante ma rilassante, vellutato, con stile riconoscibile e personalità. Un bel risultato armonico. 95-99

 



San Martino 2000



Un porpora fittissimo, impenetrabile, con un’unghia fine e consistenza. L’esame olfattivo dà note composte e abbastanza fini con riconoscimenti di ciliegia, frutti piccoli in confettura (L.R.), una speziatura dolce di cannella e chiodo di garofano, un ricordo di gomma americana. In bocca è potente, con un tannino fine e integrato, alcoli e polialcoli in equilibrio a dare cremosità, e un finale dolce che ricorda ancora il chiodo di garofano.

Giudizio. Ben costruito e gradevole già adesso, ma qualche anno ancora non potrà che giovargli. 85-89

 



San Martino 2001



Siamo in gioventù e si vede già dal colore porpora. Il naso comunque è ancora dolce e vanigliato (L.R.), con note di rosa, di ciliegia e con cenni speziati di cannella (L.R.), chiodo di garofano, ma anche caramella (S.B.) e lattici. Al gusto è grasso e morbido, con un tannino giovanile (S.B.) ma fine e non stancante. Torna in bocca il chiodo di garofano e si apre a un finale dolce e persistente.

Giudizio. Un vino giovane e aromatico ma già gradevole e gustoso, di grande dolcezza. 90-94

 



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