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Degustazione verticale di Cerretalto
- Docg Brunello di Montalcino

1988
  

1990
  

1993
  

1995
  

1996
   
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Casanova di Neri fa parte dell'elite vinicola di Montalcino grazie
ad una serie di etichette che ogni anno manda in deliquio i palati
più esigenti. La sua storia inizia nel 1971 grazie all'opera
di Giovanni Neri, che acquista un podere nel comprensorio ilcinese
con la volontà di produrre un grande Brunello. E prosegue
negli anni fino a raggiungere i 36 ettari vitati, suddivisi in quattro
appezzamenti ben distinti: il "Pietradonice" a Castelnuovo
dell'Abate, "Le Cetine" a Sant'Angelo in Colle, il "Cerretalto"
e "Fiesole" nei pressi dell'omonimo casolare di fronte
a Montalcino. La nostra degustazione ha preso in esame il Brunello
denominato "Cerretalto", che nelle prime due annate di
questa serie figurava come Riserva. Proveniente da un vigneto di
36 anni situato su di un anfiteatro naturale che si affaccia sul
torrente Asso, viene prodotto solo in annate particolarmente favorevoli,
quando l'azienda ritiene che le uve abbiano raggiunto la massima
qualità. A renderlo così pregiato concorrono la grande
vocazione del cru ed il suo microclima, nonché la bassa resa
per pianta e l'estrema cura riposta nella vinificazione. Dall'annata
1995, viene affinato per 24-27 mesi in fusti di rovere francese
e per un minimo di due anni in bottiglia.
Degustazione effettuata in azienda il 17 settembre 2001.
di Leonardo Romanelli (ha collaborato Paolo Baracchino)
Casanova di Neri Loc. Casanova, 53028 Montalcino (Si)
tel. e fax 0577.834455
www.casanovadineri.com
Alla vista si presenta di colore granato carico con sfumature mattonate,
di buona limpidezza. I profumi che sprigiona sono potenti, intensi
ed ampi. I riconoscimenti vanno dalla confettura di prugna a sentori
prevalentemente terziari quali lo iodio, il goudron, la canfora
e la carruba (P. B.). L'ingresso in bocca è pieno, avvolgente,
soffice. La componente alcolica è in evidenza su di un corpo
ben sostenuto dal tannino a trama fitta ancora ben vivo. Chiude
con un finale dolce e piuttosto lungo.
Giudizio. Un'apertura degna della fama di questo grande Brunello.
Sfiora il fatidico tetto dei 90 punti solo per l'esuberanza di un
tannino a volte sopra le righe. Chi avrà la fortuna di degustarlo
fra qualche anno potrà trovare una bella sorpresa.
Il colore è un bel rosso "sangue di piccione",
molto luminoso, impreziosito da alcuni riflessi che virano al granato.
Il naso regala un insieme di impatto, che attacca con delle note
fresche di balsamo e menta proseguendo con la frutta rossa matura,
e sublimandosi in un complesso di odori che include il pepe nero,
il tabacco da pipa dolce, la grafite. L'ingresso in bocca è
sobrio, calibrato, e lascia spazio ad un tannino ancora croccante,
bilanciato da una componente alcolica di pari livello. Il finale
è pulito, netto e persistente, con un ritorno di frutto che
sfuma nelle erbe di campo.
Giudizio. Diciamo subito che nel valutare quest'annata siamo
stati "divisi". A rendere le cose complicate ci ha pensato
la vivacità del tannino, per alcuni segno della potenza ilcinese,
per altri un freno alla sua completa espressione. In ogni caso,
un prodotto di altissimo livello, complesso e godibile come un grande
Brunello sa essere.
Si presenta di colore rosso rubino intenso, vivo, con l'unghia leggermente
granata. Il complesso delle sensazioni olfattive è di buona
intensità, e si lascia apprezzare più per l'eleganza
che per la potenza. Si riconoscono delle note speziate dolci che
vanno dai chiodi di garofano al caffè, passando per la liquirizia,
il tabacco (S. B.), il pepe nero e la scorza di arancio (P. B.).
Il nucleo centrale mostra delle nuances di piccoli frutti rossi
e neri, sebbene non si esprima con completezza. L'attacco al palato
è avvolgente, dominato da una componente alcolica che lascia
spazio a dei tannini davvero potenti. Godibile il finale, che aggiunge
freschezza all'insieme rendendolo equilibrato.
Giudizio. Il più "debole" del gruppo, anche
se parlare di debolezza in questi casi può risultare un paradosso.
Diciamo che manca solo la completa espressione del frutto, preso
fra la potenza dell'alcol e dei tannini. A livello di piacevolezza
gustativa, comunque, niente da dire.
Di colore rosso rubino intenso, impenetrabile, con sfumature che
virano al porpora. Al naso si apre con eleganza, debuttando con
delle note di rabarbaro, vaniglia e chiodi di garofano per proseguire
con la tradizionale spremuta di frutti di bosco. A chiudere, degli
accenni di caffè e cioccolato. La bocca è piena, avvolgente,
composta per effetto di un tannino ben integrato. Altra nota di
merito per l'equilibrio fra l'alcol e l'acidità, davvero
esemplare. Termina con un finale lungo e ben distribuito nel palato,
che lo rende piacevole ed invitante alla beva.
Giudizio. In questo caso l'attribuzione di un punteggio di
eccellenza ci ha trovati in assoluto accordo. Potente, elegante
e ricco, questo 95 evolverà nel tempo migliorandosi ulteriormente
fino a completare il già ricco spettro olfattivo.
Il colore è un rosso rubino pieno, concentrato, impreziosito
da riflessi viola-bluastri. Il bouquet olfattivo, intenso ed ampio,
regala profumi di caffè tostato e di cioccolato, per proseguire
con dei frutti di bosco rossi e neri, la prugna, la grafite (P.
B.). L'attacco in bocca è caratterizzato da una morbidezza
di fondo che rende l'insieme cremoso, anche se rimane sostenuto
da un tannino potente e perfettamente bilanciato. A stupire è
la consistenza, data da un frutto polposo molto giovane, in grado
di acquistare complessità.
Giudizio. Da una vendemmia non eccelsa, un vino superbo.
Frutto del minor tempo di permanenza in legno (27 mesi) utilizzando
le piccole botti nuove, ma anche dell'innata vocazione di questo
pregiatissimo cru aziendale. Già godibile, ma con un grande
futuro davanti a sé.
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