 |
 |
Il
punteggio |
 |
|
 |
| 
Degustazione verticale del vino
Poggio ai Chiari
|
 |

Se non conoscete il proprietario dell’Azienda, Fabio Cenni, avete perso molto e quindi non vi resta che “correre” a conoscerlo. Fabio Cenni è persona di altri tempi, schietto, trasparente, pacato che non accetta compromessi di qualsiasi genere, ma che ambisce a fare un buon Sangiovese, con una piccola aggiunta di Colorino. È coadiuvato nella sua opera dal bravo agronomo Federico Curtaz mentre l’enologo che lo ha seguito nel suo cammino fino a poco tempo fa è stato Attilio Pagli, importante personaggio del mondo del vino.
Dal 1990 Fabio Cenni si è dedicato a tempo pieno all’attività di vignaiolo, riproducendo le piante migliori di Sangiovese e Colorino che erano presenti nei vecchi vigneti, credendo fermamente nella sequenza: ottima uva – ottimo vino.
Le rese sono bassissime, le maturazioni molto avanzate, i grappoli sono accuratamente scelti, le fermentazioni sono naturali con macerazioni lunghe; l’affinamento avviene in piccoli legni nuovi.
L’Azienda si trova a Chiusi, il vino prodotto è uno solo e le bottiglie ogni anno sono circa ventimila.
Il primo vino prodotto è stato nel 1992 e inizia proprio da qui la mia piacevole verticale che purtroppo non include il 2003. Quest’annata è stata assaggiata in modo sfuggevole dopo la verticale; sono rimasto colpito dall’equilibrio e dalla piacevolezza olfattiva e gustativa. Vino molto equilibrato con alcol in sottotono rispetto alla freschezza. Mi ha colpito sotto il profilo olfattivo l’intensissimo profumo di grafite che prevale su tutti gli altri.
Se questo vino fosse stato incluso nella verticale sarebbe stato sicuramente in assoluto il migliore (93/100).
Nell’ordine le annate preferite, a parte quanto scritto per il 2003, sono state le seguenti: 1993 – 1997 – 2001, 1998 – 2000, 2002, 1995, 1994 – 1999, 1992 e 1996.
di Paolo Baracchino
Azienda Agricola Colle Santa Mustiola
Via delle Torri n. 86/A
53043 Chiusi (Siena)
Tel. 0039 0578/20525
Fax 0039 0578/20525
www.poggioaichiari.it
info@poggioaichiari.it
|

1995
  
|
 |

(Alcol 15,42% vol.)
Rosso aranciato molto evoluto. Al naso appare un po’ chiuso, ma si apre dopo qualche minuto che è nel bicchiere con note di pelle, di ruggine di ferro (intense), di viola mammola e di intense note balsamiche di menta. Al gusto è ricco, saporito, sapido e minerale (intenso), avvolgente. Buono l’equilibrio tra sostanze dure e morbide, alcol e freschezza sono in buona sintonia, mentre il tannino è dolce. Bel retrogusto di viola mammola. Persistente.
Giudizio. Gustativamente superiore rispetto all’olfatto, anche se le gengive bruciano un po’. Dal 1992 è quello che ha il colore più evoluto.
|
 |

1998
  
|
 |

(Alcol 13,33% vol.)
Alla vista si presenta con un luminoso rosso rubino, con sfumature granate ed un’unghia color rosa cipolla. Piacevole ed articolato al naso, con sentori che richiamano il cuoio, la viola e la ciliegia, con note speziate di pepe nero, noce moscata e liquirizia. Alcol e freschezza sono ben dosate ed in equilibrio, mentre il tannino è dolce, abbastanza largo, vellutato e poi asciutto nel finale. Buona la persistenza.
Giudizio. Vino piacevole, migliore all’olfatto che al gusto, le gengive bruciano un po’ ma il vino ha un buon equilibrio gustativo, c’è una speziatura che fino a qui non si è mai sentita.
|
 |

2002
  
|
 |

(Alcol 13,50% vol.)
Appare con un bellissimo rosso rubino. All’olfatto regala profumi di pelle, di intensa viola mammola, di ciliegia, di menta e di lievi note speziate di pepe nero.
Al gusto esplode la viola mammola. Il corpo è medio ma un po’ sfuggevole. Buona dose di alcol e di freschezza, anche se non troppo equilibrate. Retrogusto di viola mammola. Non particolarmente lunga la persistenza aromatica.
Giudizio. All’olfatto, anche se è giovane, è già interessante, i profumi si devono sviluppare. Un po’ sfuggevole di corpo, nonostante la non buona annata, in generale, l’azienda ha ottenuto un vino piacevole.
|
 |
|
|
|