
Degustazione verticale di Badia a Coltibuono Riserva

1946
Senza voto

1959
  

1962
  

1966
 

1968
 

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1986
 

1988
  

1990
   

1993
  
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L’ azienda capitanata da Emanuela Stucchi Prinet- ti è un
nome storico del Chianti Classico, e come tale conserva bottiglie
antiche, sopravvissute alle guerre, malgrado i saccheggi di cui
fu preda la Badia di Coltibuono.
Il viaggio che abbiamo fatto è affascinante, perché ci
ha permesso di ripercorrere gli usi e costumi enologici del passato,
fino ad arrivare ad un presente che rappresenta una continuità con
l’esperienza degli anni trascorsi. Basta guardare la nuova
cantina per capire come l’approccio attuale con il vino è senz’altro
moderno, ma nel bicchiere non si assiste ad uno stravolgimento
del prodotto. La moderna tecnica diventa così al servizio
del vino senza sopravanzarlo.
La degustazione è stata effettuata l’11 luglio 2003.
Erano presenti Paolo Baracchino, Michele Franzan e Sandro Bosticco.
di Leonardo Romanelli
Badia a Coltibuono, 53013 Gaiole in Chianti - Siena
tel. 0577 74481 fax 0577 749235
www.coltibuono.com
info@coltibuono.com
Un colore granato di media intensità, più scuro
al centro ed aranciato al bordo, ricorda la ruggine(s.b.). Il naso è dolce,
composto, intenso. Si avvertono note di cioccolato (m.f.), tabacco
e cuoio, anche menta (s.b.) e scorza di arancia candita. Anche
marmellata di prugne e sottobosco, senza eccessive pungenze. Nella
bocca si nota la mancanza di spessore; il tannino è austero
e le sensazioni retrolfattive sono di fumo. Piccoli cenni di tamarindo.
Buon retrogusto che ricorda gli aromi del naso (s.b.). Finale corto.
Giudizio. Come tutte le persone anziane, rimane senza giudizio.
Aranciato, non molto intenso. Profumi di caramella mou (m.f.),
meno variegati del precedente, l’insieme appare più confuso,
carruba e fichi secchi (s.b.) emergono insieme alla carruba (p.b.).
La bocca offre sensazioni retrolfattive gradevoli, se pur vetuste.
Magro, conserva bella spina acida, senza che il tannino ecceda.
Persistente.
Giudizio. Più affascinante di giovani senza maturità…
Granato di media intensità, con bordo aranciato. Note di
rovere vecchio, frutta secca (m.f.), sottobosco, fiori secchi,
anche frutti in confettura, sebbene non in primo piano e liquirizia
(p.b.). Poi tostato poco netto. La bocca è asciutta ma offre
una sapidità che regala al vino ottima piacevolezza di beva.
Il finale è di buona lunghezza, con residuo di buoni tannini
(s.b.).
Giudizio. Sorprende con piacevoli note finali. Invitante
e sincero.
Granato, non molto intenso, virato quasi interamente all’arancio.
Profumi non molto netti, di balsamico, fico secco e dattero, (p.b.)
ginger, poca frutta. Si trovano anche liquirizia e leggero tostato
(s.b.). La bocca è coperta dalle sensazioni dure, sebbene
vi sia una buona sapidità di fondo. Media lunghezza il finale.
Giudizio. La sua vita è stata intensa e felice e
il tempo è passato più velocemente rispetto ad altri.
Granato non molto intenso, bordo ambrato. Profumi non espressi,
note di legno e canfora in evidenza e poi ruggine e polvere (s.b.),
ma anche frutta candita e fico secco (p.b.). Bocca piuttosto
magra, non sgradevole la sensazione retrolfattiva finale, equilibrio
ed asciuttezza senza asperità (s.b.).
Giudizio. È solo la consistenza a mancare per dare
grande soddisfazione ma la beva rimane piacevole.
Granato, non molto intenso, scuro al centro. Bel bouquet ampio
e completo. Profumi terziari ma anche confettura di ciliegie
e poi iodio e anice (s.b.), anche dattero secco e menta (p.b.).
Attacco morbido. Bella bocca elegantissima e sapida, equilibrata,
lunga, forse un po’ carente nella polpa.
Giudizio. Apprezzabile il rigore strutturale, meno la parte
olfattiva. Risulta intrigante e complesso.
Granato dai riflessi aranciati, non molto intensi. Profumi non
ben definiti, un po’ confusi di sottobosco, cuoio, tamarindo
e ciliegia sotto spirito, ma emerge chiaro il ribes (s.b.). Carruba,
alloro e clorofilla (p.b.). Bello, lineare ed elegante in bocca,
buono spessore al centro del palato.
Giudizio. Un grande esempio di come è inutile abbondare
se il prodotto è già grande.
Granato, molto scuro al centro, di buona intensità. Naso
non molto brillante, ricorda sensazioni “dolci” come
la crème caramel, sigaro toscano e prugna secca (p.b.).
La bocca presenta un frutto piuttosto dolce, anche se la presenza
del tannino si fa sentire un po’ troppo. Finale di buona
persistenza.
Giudizio. La commissione si è spaccata sulla reale
qualità del vino.
Granato, scuro al centro. Buona pienezza di bouquet, anche se si
avvertono bene le note di fiori secchi e goudron e poi selvaggina,
note balsamiche e caffè (p.b.). Bella tessitura in bocca,
e buona pienezza di frutto, discreta polpa. Lungo e gradevole
il finale.
Giudizio. Quando meno te l’aspetti, un’annata
che si comporta meglio di quanto potesse essere lecito pensare.
Granato, scuro al centro, non completamente limpido. Naso pieno
ed intenso, grande concentrazione di frutta nera e rossa e note
di catrame evidenti e poi prugna secca, caffè e clorofilla
(p.b.). Bocca ricca e piena, perfettamente integra, con tannino
ancora esuberante; forse un po’ sopra le righe, ma gradevolissimo.
Giudizio. Annata eccezionale, con una longevità che
sorprende in positivo.
Granato, scuro al centro. Poco definito al naso. Fumo, confettura
di prugne, tabacco ed anche note di camomilla (s.b.) e prugna
secca (p.b.). Buona dolcezza di frutto ed equilibrio generale.
Poca grinta, fresco ma semplice (s.b.).
Giudizio. Un po’ evoluto ma comunque ancora in grado
di offrire soddisfazioni.
Fra il rubino e il granato, intenso. Ampio ed elegante, ancora
il frutto in primo piano, prugna e rabarbaro (p.b.) anche goudron
(s.b.). Ingresso in bocca molto fresco, aiutato da acidità.
Setoso l’insieme e ricco di frutto, tannini asciuganti
(s.b.). Finale lungo e suadente.
Giudizio. Commissione divisa nel giudicare un vino che risente
sicuramente in positivo della bontà dell’annata.
Rubino, molto intenso. Bouquet largo e complesso, di frutti rossi
e neri maturi, fiori pestati (m.f.), spezie fini compreso il
pepe fresco (p.b.) e note balsamiche. Potente e ricchissimo il
palato, lungo, tannino fine, bilanciato. Finale in crescendo,
con sentori di cioccolato e peperoncino setoso e consistente
(s.b.).
Giudizio. Il migliore della serie.
Rubino intenso. Profumi ampi e freschi, di frutta rossa, note balsamiche
(m.f.), lievi accenni vegetali, iodio e caramella di rabarbaro
(p.b.). Frutto dolce ed avvolgente in bocca, bilanciata la componente
tannica presente. Finale lungo e gradevole, grande eleganza e
persistenza.
Giudizio. Sorprende nel suo equilibrio e nell’interessante
tenuta a livello di struttura.
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