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La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale del vino Corbaia


Il Castello di Bossi è ubicato nella parte meridionale del Chianti Classico, nel comune di Castelnuovo Berardenga, paradiso di diverse aziende che fanno ottimi vini. L’Azienda si estende su 650 ha di terreno di cui ben 124 coltivati a vigneto. I principali terreni sono il tufo, le argille gialle, le sabbie limose ed il sasso spezzato. Le uve principali sono il Sangiovese, il Cabernet Sauvignon ed il Merlot. L’altitudine media dei vigneti è di circa 350 metri sul livello del mare e l’esposizione dei vigneti ruota da sud-est a ovest. Il Castello dell’azienda è posizionato al centro della stessa: la prima torre fu costruita verso l’anno 1099. Proprietari dell’azienda sono i fratelli Marco e Maurizio Bacci, coadiuvati validamente da Jacopo, figlio di Marco. L’enologo già da qualche anno è Alberto Antonini, personaggio di fama mondiale che è riuscito a trasformare, con l’importante aiuto dei proprietari, dei normali vini in prodotti di alto livello. Marco e Maurizio Bacci hanno anche un’azienda a Montalcino che produce il rosso, il Brunello, il Re di Renieri (uvaggio bordolese) ed il Regina di Renieri, 100% Shyraz. La terza azienda è Terre di Talamo che si trova a sud di Grosseto e produce tra gli altri vini un piacevole Vermentino che si chiama “Vento”. Fino al 1993 l’assemblaggio era 60% di Sangiovese, 10% di Merlot e 30% di Cabernet Sauvignon, mentre successivamente è stato 70% di Sangiovese e 30% di Cabernet Sauvignon.

di Paolo Baracchino

Castello di Bossi
Bossi in Chianti
Castelnuovo Berardenga (SI)
Tel. 0577 359330
Fax 0577 359048
info@castellodibossi.it
www.castellodibossi.it

 



1985



Colore rosso granato con bordo e riflessi aranciati. I profumi affiorano fitti, con un ampio ventaglio di sensazioni dominate da piacevoli note terziarie di selvaggina, di foglie morte e di prugna secca. Il ventaglio si apre poi a sentori di fieno secco, di clorofilla, di menta e di eucalipto, di anice stellato, per terminare con delle note di carruba. All’ingresso in bocca si percepisce un po’ di stanchezza nel corpo, anche se il vino è abbastanza equilibrato con una freschezza che ben si accompagna all’alcol, tenendolo ben a distanza. Il tannino è dolce, abbastanza grasso e largo. Lunga la sua persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Vino che visivamente manifesta una certa maturità, con profumi ammalianti e piacevoli. Gustativamente è gradevole, anche se il corpo dimostra la stanchezza generale.

 



1988



Bel rosso granato luminoso. All’olfatto si presenta con un po’ di riduzione, con il passare di qualche minuto si apre con piacevoli note di prugna secca, di fieno secco e di clorofilla, per proseguire con note balsamiche di menta e di eucalipto, di buccia di arancia candita e di giuggiole mature. All’ingresso in bocca, il corpo non appare di notevole struttura. Si sentono delle note minerali. Al gusto l’ingresso è morbido con sensazione pseudo-calorica sufficientemente contrastata dalla freschezza. Il tannino è dolce ma non sufficientemente grasso, infatti la secchezza ha un po’ il sopravvento. sufficiente è la sua persistenza. Retrogusto di liquirizi.

Giudizio. Su questo vino la commissione si è trovata profondamente divisa e lo si capisce da quanto da me scritto rispetto al punteggio assegnato. I tannini del 1985 sono migliori rispetto al 1988.

 



1990



Alla vista si presenta di colore rosso granato con bordo rosso aranciato. Al naso si percepiscono piacevoli note animali di cuoio, un po’ disturbate da una lieve pungenza di alcol, accompagnata da note di anice stellato, di menta, di prugne secche, di clorofilla, di terra bagnata per terminare con note di carruba e di buccia di arancia candita. In bocca la componente alcolica, come pure la vena acida, è ben presente, anche se la prima fa capolino alterando un po’ l’equilibrio gustativo. Il tannino è inizialmente un po’ grasso per diventare dopo poco secco e centrale nella gengiva superiore. Abbastanza persistente.

Giudizio. Il vino ha un buon corpo, migliore di quello del 1988, anche se nonostante ciò l’alcol si fa un po’ sentire.

 



1993



Veste rosso rubino centrale con largo bordo granato. Al naso si porge con un iniziale sentore di zabaione, al quale subentrano sentori di liquirizia, di menta intensa, di prugna secca, di fieno secco, di clorofilla, per terminare con note di buccia di arancia candita. All’impatto gustativo si rimane colpiti dalla gradevole presenza di sapidità e di mineralità. Al gusto evidenzia una spalla acida in sottotono rispetto all’alcol, mentre il tannino si manifesta dolce, un po’ secco e abbastanza largo. Il corpo è medio. Buona è la sua persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Purtroppo quest’annata è un po’ penalizzata dalla mancanza di equilibrio gustativo, infatti in certi momenti la freschezza domina l’alcol, ma subito dopo si sente l’alcol che disturba la freschezza.

 



1994



Rosso rubino intenso con bordo granato. Al naso esprime profumi terziari, alcuni dei quali sentiti nelle annate precedenti, quali le note animali di selvaggina e di foglie morte. I profumi proseguono con note di menta, di cuoio, di confettura di cassis, di viola mammola per terminare con note di tabacco. Sapido e minerale, con alcol e freschezza non perfettamente in equilibrio tra loro, dove l’alcol disturba un po’ la freschezza. Il corpo tende un po’ a sparire. Il tannino è dolce, abbastanza largo, abbastanza grasso, per poi diventare un po’ secco nel finale. Buona è la sua persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Interessante sotto il profilo olfattivo e per l’impatto in bocca. Purtroppo il vino manca un po’ di equilibrio gustativo a causa dell’alcol che disturba.

 



1995



Veste rosso rubino con riflessi granati. All’olfatto offre un ventaglio di profumi di cuoio, di menta, di pepe nero e di buccia di arancia ammuffita (non è una nota negativa ma è un profumo che può dare il legno). Successivamente, entra prepotentemente nella gamma olfattiva un sentore piacevole di viola mammola.

Il corpo è medio. Il vino è abbastanza equilibrato con alcol e freschezza che si alternano e che non sembrano avere trovato uno stato di quiete e di accordo tra di loro. Sapido e minerale al gusto. Il tannino è dolce e grasso, inizialmente, per poi diventare secco nel finale. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Retrogusto di viola mammola.

Giudizio. Vino piuttosto piacevole, anche se con profumi non troppo espressi e franchi, disturbati anche da una lieve presenza alcolica. Gradevole è la sua sapidità e mineralità, indice di longevità.

 



1996



Alla vista si presenta rosso rubino intenso con bordo cipolla rosa. Al naso si evidenziano piacevoli sentori di liquirizia, di pepe nero, di cassis, di prugna secca, di fieno secco e di clorofilla. In bocca la componente alcolica supera la ben presente componente acida mentre il tannino è dolce e largo, inizialmente lievemente grasso, per diventare un po’ secco e bruciante nella gengiva superiore. Piacevoli sono la sapidità e la mineralità. Retrogusto di viola mammola. Abbastanza persistente.

Giudizio. È il vino meno equilibrato rispetto alle precedenti annate degustate. L’alcol ha un po’ disturbato sia l’olfatto che il gusto. Piacevole il retrogusto di viola mammola.

 



1997



Si presenta con un bel rosso rubino intenso con trame granate. All’esame olfattivo è un po’ chiuso, ma una volta aperto elargisce intense note di menta e di cuoio, accompagnate da note di viola, di mirtillo, di iodio, di ruggine di ferro e di ciliegia. L’impatto gustativo è buono e sufficientemente complesso: il vino si manifesta abbastanza equilibrato e pieno, con tannini dolci e abbastanza larghi, anche se nel finale diventano un po’ secchi. Acidità ancora radiosa e viva. Piacevoli sono la sapidità e la mineralità. Buona è la persistenza aromatica intensa. Retrogusto di viola mammola.

Giudizio. Il vino è un po’ penalizzato all’olfatto. Al gusto il vino è piacevole e abbastanza equilibrato.

 



1999



Colore rosso rubino intenso con bordo melanzana rosa-viola. Potente ed elegante al naso, apre con lievissimi sentori di tostatura del rovere, per poi proseguire con note speziate di pepe nero e di cannella, con intensi sbuffi di menta e di eucalipto, di viola mammola e di cioccolata. Note finali intense di ciliegia marasca che prende il sopravvento. L’impatto gustativo è abbastanza buono e sufficientemente complesso: il vino dimostra di possedere una abbondanza di alcol e di freschezza che si alternano l’una sull’altra, ma il dominio rimane all’alcol, nonostante che il corpo sia ben presente. Il tannino è dolce, grasso ed abbastanza largo. Lunga è la persistenza aromatica intensa. Retrogusto di viola mammola.

Giudizio. Vino interessante sia olfattivamente che gustativamente. Peccato per l’alcol che è un po’ in abbondanza dando la sensazione di pepe sulla lingua. La commissione su questo vino si è divisa.

 



2000



Appare di grande concentrazione cromatica, un rosso rubino intenso, quasi nero, orlato dall’unghia cipolla rosa. La sua impalcatura aromatica è ampia e piacevolmente elegante nelle tonalità fruttate di uva fragola, di ciliegia e di prugna, ben condite da un leggero speziato di pepe nero, di fumè e di viola mammola. Elegante e compatto al gusto, è avvolgente con un bel corpo. Alcol e freschezza sono presenti in buona quantità, si alternano l’una con l’altra, come prevalenza, anche se alla fine l’alcol, nonostante il possente corpo del vino, ha un po’ il sopravvento. Il tannino è dolce e largo inizialmente, vellutato per poi nel finale diventare un po’ secco. Lunga è la persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Quest’annata risente del clima, il caldo ha concentrato di più l’uva. Comunque rispetto alle annate precedenti è la migliore.

 



2001



Rosso rubino intenso con unghia melanzana rosa. Fin dall’esame olfattivo denota giovinezza e vivacità. Apre con lievissimi sentori di tostatura del rovere, per poi proseguire con note floreali di viola mammola, di pelle, di menta, di eucalipto, di prugna e di ciliegia. In bocca è praticamente perfetto nell’equilibrio, denso e abbastanza corposo, raffinato nell’abbraccio tannico e nell’avvolgente tenore alcolico a sostegno dalla dosata freschezza. Il tannino è dolce, largo, vellutato e grasso per poi asciugarsi un po’ nel finale. Sapido e minerale. Esplosione di prugna in bocca. Lunga è la persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Vino giovanissimo che migliorerà olfattivamente con il passare del tempo. Finalmente un vino ben equilibrato, in cui la freschezza domina bene l’alcol. Piacevole è l’esplosione di frutta in bocca. Quest’annata è la migliore degustata.

 



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Wenzel Ruster Ausbruch Saz
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