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Degustazione verticale di Fidenzio

1995
  

1996
  

1997
   

1998
  

1999
  
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Era il 1986 quando Annamaria Toni, figlia del ristoratore Fidenzio
Toni, da Piombino comincia a vendere, insieme al marito Elio Tolomei,
a Ornellaia le uve prodotte. Un fatidico giorno, però, Annamaria
arriva fuori orario a consegnare la vendemmia del 1995 che aveva
richiesto più tempo del previsto. I coniugi Tolomei decidono,
per non sciupare tutto, di vinificare e poi vendere il mosto. Si
trattò di un vero segno del destino perché la qualità
di quel mosto si rivelò superiore alle aspettative e il desiderio
fu non di venderlo, bensì di affrontare l'impresa di produrre
in proprio il vino, con il nome del padre. Così è
nato il Fidenzio. Solo 600 bottiglie nel '95, ma Annamaria Toni
è determinata a farne un vino d'eccezione. Il passo successivo
è stato affidarlo ad un grande nome dell'enologia internazionale,
Alberto Antonini. Tocco magico, un connubio perfetto di semplicità,
competenza e determinazione. Con il 1996 e le annate successive
continua l'ascesa qualitativa di questo vino. Dal 1995 al 1997 le
uve sono al 50% Cabernet sauvignon e Cabernet franc, e per il restante
50% Merlot. Mentre nel '98 l'uvaggio è 50% Cabernet sauvignon,
30% Cabernet franc e 20% Merlot. Con l'annata 1999 per la prima
volta non viene utilizzato il Merlot e la composizione è
80% Cabernet sauvignon e 20% Cabernet franc, per 6.500 bottiglie
prodotte, con la prospettiva di arrivare a 8.000.
Degustazione effettuata presso la trattoria Il tarlo a Riotorto
(Piombino), con l'assistenza di Claudio Nencioni l'11 giugno 2003.
di Paolo Baracchino
Azienda Podere San Luigi
Corso Vittorio Emanuele II, 75
57025 Piombino
Tel. e fax 0565 220578
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Rosso rubino con lievi riflessi granati. Intensamente fruttato
con toni di confettura di mora, confettura di cassis e di note balsamiche.
Il ventaglio di profumi prosegue con interessanti note di liquirizia,
di cuoio, di iodio, di terra, di sottobosco e di tabacco (s.b.).
Il permanere del vino nel bicchiere lascia spazio ai profumi di
caramella di rabarbaro, di goudron, di prugna secca, di prugna sotto
spirito (l.r.) e di caramella mou. Gusto abbastanza equilibrato
e finemente tannico, con tannini dolci e abbastanza larghi. Persistenza
discretamente lunga con sentori di distillato stagionato.
Giudizio. All'inizio il vino non è apparso subito
pulito all'olfatto, per poi invece aprirsi e dare i numerosi piacevoli
profumi che si sono susseguiti. Il vino è stato penalizzato
della presenza di un po' di alcol che ha sovrastato di poco la freschezza,
ma nell'insieme il vino si è presentato piacevole.
Rubino con bordo porpora. Profumo di intensità elevata con
note di cioccolata, animali, intese non in senso negativo e balsamiche.
Il quadro olfattivo prosegue con note di confettura di ciliegia
e di mora, di sottobosco, di amido, per poi completarsi con note
di cioccolata e menta (After eight), di foglia di fico, di ruggine
di ferro, di goudron (s.b.) e di prugna secca. Al gusto manifesta
una struttura tannica che sorprende per la sua dolcezza, per la
sua avvolgenza e per la sua piacevole setosità, mentre le
sue note di alcol e freschezza si equilibrano fra loro lasciando
spazio alla sua piacevolezza data dal tannino.
Il vino si presenta con un buon equilibrio ed una buona armonia.
La persistenza aromatica intensa è discretamente lunga, segnata
da un ricordo di prugna secca.
Giudizio. Sicuramente questa annata ha dato un vino più
importante rispetto alla precedente. Sorprendono piacevolmente l'eleganza
e la setosità del tannino e la varietà dei profumi.
Il colore si presenta con un rosso rubino con riflessi granati.
Al naso esprime sentori fruttati di confettura di ciliegia, con
note di cuoio, e note animali (s.b.), di pepe nero, di clorofilla,
di caffè freddo, completati da sentori di caramella di rabarbaro
e di buccia di prugna fresca.
Il vino esprime al palato tutta la sua struttura con una sensazione
tannica dolce ed abbastanza possente anche se il tannino appare
sempre un po' duro. L'alcol e la freschezza sono in perfetta armonia
tra loro e lasciano spazio al tannino che si manifesta anche nella
sua quasi totale larghezza. La persistenza aromatica intensa (Pai)
è discretamente lunga, spicca decisamente un sentore di ciliegia
carnosa.
Giudizio. Il tannino si presenta dolce e piacevole anche
se non è setoso come il 1996. Quest'annata ha diviso un po'
la commissione, come è giusto che accada, perché c'è
chi ha preferito il tannino del 1996 rispetto a quello del 1997,
trovando quest'ultimo meno avvolgente del 1996 che invece è
apparso un po' duro, anche se piacevole.
Vista rosso rubino con riflessi porpora. Profumi di intensità
elevata che ricordano l'episperma (pellicina della castagna), il
dolce del legno, esattamente della vaniglia, la buccia di arancia,
che sono tutti profumi che riguardano l'affinamento del vino in
legno. Si deve completare il processo di fusione del legno con il
vino e sicuramente questo avverrà con una ulteriore sosta
in bottiglia. Il ventaglio dei profumi prosegue con un intenso profumo
di mora matura e di cassis, di ciliegia amarasca, di salsedine,
di iodio, di note minerali, per completarsi con la polvere di cacao,
il pepe nero, le note boisée, il caffè freddo, la
cera d'api ed il rabarbaro.
Al gusto è equilibrato con la freschezza e l'alcol che lasciano
il dominio ad un tannino ben presente ed ampio, dolce ed abbastanza
segoso, seppur con delle note di durezza.
La persistenza è lunga ed il retrogusto è di una piacevole
mora matura.
Giudizio.Il vino necessita di sostare ancora in bottiglia
per qualche mese per poter dare il meglio di se stesso permettendo
al legno di fondersi completamente con il vino.
Vino ricco e potente e concentrato che potrà dare una maggiore
piacevolezza e soddisfazione nei prossimi anni. Anche su questa
annata la commissione di degustazione ha avuto pareri un po' discordanti
nella valutazione.
Colore rosso porpora fittissimo, con tonalità blu-nero impenetrabile.
Profumo in cui esplodono immediatamente sentori di carne di vitella
fresca, di pelle, di spremitura di ciliegia matura, e di cassis.
La piacevolezza dei profumi continua con note speziate di pepe nero,
di cannella (l.r.), di chiodo di garofano (s.b.) per proseguire
poi con sentori di cioccolata, di scatola di sigari. Si chiude a
ventaglio con note boisée.
Il gusto è estremamente equilibrato; le componenti dure sollecitano
con vivace sapidità le papille intrise da una lunga persistenza
aromatica in cui la ciliegia amarasca, la polvere da sparo ed il
pepe nero esprimono la migliore rappresentazione. Il tannino è
dolce, largo e avvolgente domina sia la freschezza che l'alcol che
sono presenti, ma non invadenti.
Giudizio. Siamo sicuramente alla presenza di un grande vino,
il migliore di quelli degustati in questa verticale, dove il legno
è ben dosato.
Il vino è sicuramente giovane, ma nonostante questo si percepisce,
senza riserva, la sua grandezza ed importanza. La commissione di
degustazione è stata unanime nel suo giudizio.
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