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 Dove sei? HomeLe degustazioni“Girolamo” del Castello di Bossi
La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale di “Girolamo” del Castello di Bossi


Salire al Castello di Bossi oggi significa immergersi in una natura incontaminata, di millenaria tradizione; significa camminare su terreni ricchi di giacimenti fossili e boschi di alberi secolari. Ma salire al Castello di Bossi oggi, significa anche percepire la mano, l’intuizione e il lavoro dell’uomo moderno. Se i produttori di vino infatti si dividono per lo più tra noblesse più o meno oblige, ed ex contadini illuminati, Marco Bacci è l’eccezione che conferma la regola. Ex industriale, Bacci si è interessato alla terra di Castelnuovo Berardenga da immobiliarista. Poi... cherchez le vin, è rimasto innamorato della passione per quel miracolo che il sole ci regala ogni anno dell’uva che si fa vino ma in modo abbastanza disincantato da applicargli una mentalità imprenditoriale. Poco importa dunque se quel vino non è il Chianti classico che tanto amiamo. A volte bisogna anche avere il coraggio di confrontarsi con il resto del mondo, sfidando gli altri produttori sul loro stesso terreno. In questo caso quello del Merlot dei Petrus e dei Masseto. Una battaglia meno donchisciottesca di quanto si possa pensare almeno dalle bottiglie di Girolamo assaggiate: 10/12 mila all’anno, in pratica poco più di 20 quintali d’uva per ettaro, dal 1997 al 2001 compreso.

 

di Aldo Fiordelli

Castello di Bossi
Località Bossi in CHianti
53033 Castelnuovo Berardenga (SI)
Tel. 0577 359330, fax 0577 359048
info@castellodibossi.it
www.castellodibossi.it



1997



Un’unghia brillante e un bel rosso rubino ancora vivace. Al naso questo vino è una successione di aromi floreali, di frutta matura, confettura di more ma anche accenni di cioccolato e qualche elemento minerale (L.R.). Un gusto solido, morbido, con tannini fini e una vena acida piacevole con il solo difetto di un piccolo cedimento a centro bocca ma comunque persistente.
Nel complesso un vino godibile, dal finale pulito, elegante e non di facilissimo approccio.

 



1998



Questo ’98 si presenta nel bicchiere meno limpido del suo predecessore con qualche sedimento, comunque di colore rubino. All’olfatto si riconoscono note verdi di erbe aromatiche (L.R.) che rinfrescano un fruttato abbastanza maturo e precedono sentori fungini, di cuoio. In bocca non è particolarmente intenso né concentrato e i tannini croccanti (L.R.) e un po’ ruvidi, un’acidità evidente e una persistenza solo discreta.
Nonostante un equilibrio tutto da trovare il vino lascia in bocca un finale di tabacco dolce piacevole anche se non lunghissimo.

 



1999



Il colore del merlot, rosso rubino impenetrabile con unghia porpora vivace anticipa profumi intensi, cupi ma dolci: violetta e gelsomino, ciliegia, cuoio, ma anche una speziatura di pepe nero e cannella (L.R.). In bocca il vino entra suadente, denso, pieno, rilassante ma non privo di un tannino ben amalgamato, una buona acidità e sapidità. Il finale è lungo, tostato e dolce.
Un vino con ancora un grande potenziale d’invecchiamento ma già assolutamente godibile e rilassante, in cui le componenti tutte molto ricche si fondono in una perfetta armonia.

 



2000



In questo millesimo la vista ci regala un colore cardinalizio impenetrabile. Il naso è intenso e balsamico con note di menta e pepe, visciola, lampone (L.R.), cuoio e cannella. Al gusto si apprezzano note di pienezza e cremosità con tannini in equilibrio con la componente alcolica ben percettibile. Il finale è forse meno dolce dei precedenti ma caldo e potente.
Una grande espressione di merlot anche se forse con una punta di acidità che manca e che gli potrebbe mancare in fase di invecchiamento.

 



2001



Già alla vista si nota la giovinezza di questo vino dalle sfumature porpora fittissime. Il naso è abbastanza elegante anche se ancora un po’ chiuso, lasciando comunque le narici con note di violetta, di rosa, di ribes e mirtillo (L.R.), e anche minerali e iodate. È la sua sapidità che ritorna al gusto insieme a solidità ed equilibrio (L.R.) con tannini soffici e solo un rapporto alcol acidità al momento in fase di evoluzione.
Il finale è lungo e persistente.
Nel complesso è un millesimo che sente tutta la sua giovane età per le proprie caratteristiche, da farsi. Meglio aspettare dunque ma la buona freschezza non stanca nemmeno ad aprirlo subito.

 



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