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Il
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Degustazione verticale di "Madonna
del Piano" Brunello di Montalcino Docg Riserva dell'azienda
Valdicava
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Vincenzo Abruzzese, anno di nascita 1961, è il titolare dell'azienda
dal 1980, per avere acquistato i terreni e la cantina dal nonno materno
Bramante Martini, allevatore di manzo di razza chianina, importante
personaggio protagonista della svolta sociale e agricola di Montalcino.
Nel 1980 sono uscite le prime bottiglie di Brunello di Vincenzo Abruzzese.
Il primo anno di produzione della Riserva Madonna del Piano risale
al 1977, mentre quello del Brunello risale al 1967. Le annate prodotte
di Madonna dei Piano sono le seguenti: 1977, 1985, 1988, 1990, 1993,
1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2001, 2003 e 2004, poiché vengono
scelte solo le annate migliori. Gli ettari di proprietà sono
43 di cui 20 sono vitati a Sangiovese grosso, divisi in 10 vigneti.
Madonna del Piano è uno dei 10 “cru” riconosciuti
di Montalcino, ciò sta a significare che tutte le uve sono
di quel vigneto. I terreni sono argillosi, sabbiosi e galestrosi:
il vigneto Madonna del Piano è ad un'altitudine di 250 metri
s.l.m. La resa per ceppo è di 500, massimo 700 grammi. La
filosofia produttiva di Vincenzo Abruzzese è quella di rispettare
la tradizione, con nuova e più spiccata armonia, crede nella
vigna, ed il suo motto è che “il vino si fa in vigna
e non in cantina". Andrea Paoletti è l'agronomo, mentre
Attilio Pagli è il suo enologo sin dal 1986. Si tratta di
due personaggi di poche parole, semplici, modesti, con notevole preparazione
professionale e idee molto chiare. Nel corso dei nostro incontro,
Vincenzo Abruzzese ha dimostrato di essere una persona legatissima
alle sue radici e di credere fermamente nelle sue scelte di vita
e di conduzione della sua azienda. Il suo vino rispecchia pienamente
la sua personalità! Tutte le annate degustate hanno manifestato
affinità sia olfattive che gustative.
Si tratta di un vino con profumi tipici dei bel sangiovese grosso,
con possente corpo, ricco di alcol e di tannini ben strutturati. È impensabile
degustare al meglio questo vino quando è giovane, poiché ha
necessità di sostare in bottiglia per qualche anno, per meglio
potersi esprimere nel bicchiere. Le bottiglie annue prodotte, di
questa riserva, vanno da 6.000 a 15.000, mentre le magnum vanno da
600 a 1.200.
di Paolo Baracchino
Tenuta Valdicava
di Vincenzo Abruzzese
viticoltore in Montalcino
Montalcino (SI)
Tel. 0577 848261, fax 0577 848008
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 1990
   
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Bel rosso granato pieno. Profumi ampi ed eleganti che aprono con
note animali di pelle e poi menta, per proseguire poi con piacevoli
note di prugna secca, di pepe nero, di gibier, di caffè,
di fungo porcino, per finire con una lieve nuance di liquirizia.
In bocca è potente ma equilibrato, con giusta dose di
alcol e di freschezza che ben si armonizzano con i polialcoli
e con un tannino dolce, fine, rotondo e largo. Sorprendente è la
mineralità che si percepisce immediatamente. Persistente
con retrogusto finale di menta e di selvaggina.
Giudizio: Vino molto importante che ha bisogno di ossigenarsi
bene nel bicchiere per poter essere apprezzato appieno. Quest'annata è la
migliore di quelle degustate, anche se il 1999 è di grande
importanza.
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 1996
  
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Veste rosso rubino con lieve bordo granato. Al naso si porge chiuso,
per poi dopo un po' aprirsi con fatica ed elargire sentori
terziari di pelle, di polvere da sparo, di inchiostro (L.R.),
di pelliccia, per poi spostarsi su note di tabacco, di caramella
di orzo e di pepe nero. Al gusto evidenzia un alcol bilanciato
alla freschezza e che talvolta la supera, anche se di poco.
Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo. Corpo
medio. Bella sapidità e mineralità. Discreta
la persistenza aromatica intensa. Retrogusto di prugna secca.
Giudizio: Vino migliore al gusto che all'olfatto,
i profumi tardano un po' a farsi sentire, ma nell'insieme si tratta
di un vino piacevole.
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1997
   
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Bellissimo rosso rubino luminoso con lieve bordo granato. L'esame
olfattivo è caratterizzato da note animali di pelle,
di selvaggina (L.R.), di polvere da sparo, di terra, per poi
aprirsi ad un floreale di viola, un fruttato che ricorda il
cedro, per finire poi con nuance di tabacco. Esplode la fruttata
morbidezza in bocca, decisa, imponente e gustosa. Alcol ben
presente in egual misura alla freschezza, che si accompagna
ad un tannino finemente strutturato, elegante, dolce, vellutato
e largo quasi nella sua totalità. Corpo di buon spessore.
Lunga è la persistenza aromatica e intensa.
Giudizio: Siamo di fronte ad un vino con note
olfattive interessanti e varie che identificano pienamente l'uvaggio
sangiovese grosso.
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1999
   
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Vino dal grande impatto visivo, di colore rosso rubino intenso
con trama porpora. Al naso si porge con un bagaglio aromatico
variegato dove si distinguono dapprima note di pelle, di tabacco
trinciato, di carne, di polvere da sparo, di terra, per poi
aprirsi a note speziate di pepe nero e di erbe aromatiche (L.R.),
per terminare con sentori di confettura di mora e di ciliegia.
Alcol presente in giusta misura come pure la freschezza, che dona
un buon equilibrio e che si accompagna ad un tannino magistralmente
strutturato, elegante, setoso, e ben distribuito
Corpo di notevole spessore. Lunga persistenza, con retrogusto finale
di viola mammola.
Giudizio: Vino giovanissimo, interessante e piacevole
che sicuramente potrà migliorare sia sotto il profilo olfattivo
che sotto quello gustativo sostando ancora in bottiglia.
Le annate 1990 e 1999 sono quelle che hanno colpito la commissione
più delle altre.
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