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Degustazione verticale di OPUS ONE
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Opus One si trova a circa 100 chilometri a Nord di San Francisco,
nel centro della Napa Valley. L’azienda ha circa 42 ettari
vitati, coltivati a Cabernet Sauvignon per 34,80 ha, a Merlot
per 2,80 ha, a Cabernet Franc per 2,00 ha, a Malbec per 1,20
ha ed a Petit Verdot per 0,80 ha. La vinificazione avviene
in tino per 21/28 giorni circa, mentre la maturazione avviene
in barriques francesi con legno nuovo quasi al 100% e l’affinamento
in bottiglia dura per ulteriori 18 mesi. La produzione attuale è di
circa 300.000 bottiglie. Nel 1978 nasce la Joint venture tra
Robert Mondavi ed il Barone Philippe de Rothchild e la prima
vendemmia è quella del 1979. Negli anni successivi vengono
acquistati vari vigneti. L’area vitata è divisa
in tre vigneti principali: la vigna “Block Q”,
la River Parcel e la Ballestra. La densità per ettaro è di
circa 6.000 ceppi. L’Opus One nel corso degli anni ha
dimostrato di essere il simbolo dell’armonia e dell’equilibrio
tra vecchio e nuovo mondo.
Nel 2004 la Constellation Brands Inc. ha acquistato da Robert Mondavi
Corporation il 50% della proprietà di Opus One. Con il passaggio
di proprietà ci sono stati dei rivoluzionamenti sia per
quanto riguarda il management che per quanto riguarda la persona
dell’enologo. Lo Chief Executive Officer è il Sig.
David Pearson mentre l’enologo è il Sig. Michael Silacci.
La verticale ha riguardato le annate dal 1993 al 2002. Analizzando
le singole annate si ha realmente l’impressione di essere
di fronte ad un vino non tipico della Napa Valley. Normalmente
i vini della Napa Valley sono corposi, con netti sentori di confettura
di more, quasi troppo marmellatosi, stucchevoli, vini che si bevono
con piacevolezza un po’ limitata, in quanto “saziano”.
L’Opus One è un vino atipico, rispetto alla zona di
produzione con corpo non eccessivo, ma giustamente e piacevolmente
presente.
di Paolo Baracchino
OPUS ONE
P.O. Box 6
7900 St. Helena Highway
Oakville, California 94562 USA
Tel. 707 9482418
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 1993
  
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Si presenta con un bel rosso granato.
Il palcoscenico olfattivo è assai vario, con note di cuoio,
di menta intensa, di confettura di ciliegie e lievi cenni di confettura
di more, di cioccolata amara. Seguono delle note di radice di rabarbaro,
di cannella e di liquirizia. Nonostante che i profumi siano vari,
non tutti appaiono franchi, ossia pulitissimi. Al gusto si percepisce
nettamente una bella confettura di more e di ribes e una piacevole
dolcezza e morbidezza. La freschezza domina l’alcol, entrambi
si accompagnano ad un tannino dolce, abbastanza largo, inizialmente
setoso, per poi diventare un po’ secco e centrale nel finale.
Il corpo è medio leggero. Buono è il suo equilibrio
e lunga è la sua persistenza aromatica intensa.
Giudizio. Vino piacevole, un po’ penalizzato all’olfatto
da un po’ di riduzione, anche se però la varietà dei
profumi è presente.
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 1994
  
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Veste color rosso granato. L’esame olfattivo evidenzia sentori
di cacao, di confettura di ciliegia, di cuoio, di salsedine, di
iodio, di caramella di rabarbaro, di confettura di mora (con la
sosta del vino nel bicchiere, si sente sempre di più) e
di menta. All’ingresso in bocca si ha una piacevole esplosione
di frutta (confettura di ciliegia e di mora). Alcol e freschezza
sono in perfetto equilibrio tra loro, non eccede l’alcol,
come pure la freschezza, mentre il tannino è dolce, vellutato
e non troppo largo. Il corpo è medio leggero. Abbastanza
persistente. Nel finale si percepisce un po’ di amarognolo.
Giudizio. Vino nell’insieme abbastanza piacevole anche
se è disturbato sia all’olfatto che al gusto da note
un po’ amarognole.
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 1995
   
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Bel rosso rubino centrale con largo bordo granato. Nel ventaglio
olfattivo emergono in modo evidente delle piacevoli note di
menta, accompagnate da note di cuoio, di ciliegia, di noce
moscata, di confettura di more, di liquirizia. Il legno non
si è perfettamente fuso al vino. Il gusto rimane piacevolmente
accarezzato da una bella esplosione di frutta. L’alcol
e la freschezza sono ben presenti entrambi, ma la vena acida
ha il sopravvento, dando al vino, grazie anche ad un tannino
dolce, vellutato ed abbastanza largo, un buon equilibrio. Il
corpo anche in questa annata è medio, piacevolmente
presente. I polialcoli rendono il vino dotato di una dosata
morbidezza. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.
Lungo retrogusto di cassis.
Giudizio. Vino piacevole sia olfattivamente che al gusto,
anche se la presenza del legno un po’ si percepisce nonostante
che il vino abbia 10 anni.
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 1997
   
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Fa mostra di sé con uno spavaldo colore rosso granato limpido.
Il naso è giocato sull’eleganza, fruttato con confettura
di ciliegia, cacao, cuoio, menta, caramella di rabarbaro, ribes
e nel finale confettura di mora, ma ben dosata. Bocca di grande
impatto e di grande eleganza. Il corpo è leggero ma godibile,
vino morbido, di buona freschezza che riesce a dominare l’alcol.
Il tannino è dolce, setoso, largo, rotondo ed elegante.
Lunga è la persistenza aromatica intensa.
Giudizio. Vino sensuale, ammaliante, che dimostra che il
corpo non è tutto e che non è sinonimo di longevità e
piacevolezza. Siamo di fronte ad un vino che, se degustato alla
cieca, sarebbe difficile identificare come proveniente dalla Napa
Valley.
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 1999
   
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Bel colore rosso rubino centrale con bordo granato. L’impatto
olfattivo è intenso di confettura di mora, di cuoio, di
confettura di ribes, di menta, accompagnato da cenni di smalto.
Sorprende la maturità del frutto. Bocca di grande impatto,
di struttura muscolare ben tenuta, vino equilibrato con alcol e
freschezza che vanno a braccetto ad un tannino dolce, vellutato
(non setoso) e largo. La polpa, integra e succosa, sorprende per
l’intensità. Retrogusto di confettura di mora e di
cassis. Il corpo è più strutturato rispetto a tutte
le annate della verticale, più tipicamente della Napa Valley.
Giudizio. Bel vino che ricorda per la sua struttura certi
vini toscani importanti a base di Cabernet. Questa annata mostra
bene i propri muscoli.
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 2001
   
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Splendido rosso rubino con bordo cipolla chiaro. Al naso si apre
con una stupenda ciliegia, note di cuoio, accompagnati da lievi
cenni di menta e di lieve confettura di mora. In bocca il piacere
continua, con il rilievo della stoffa pregiata, la trama dei
tannini fitta e la freschezza bilanciata a regolare l’insieme.
I tannini sono setosi, morbidi ed avvolgenti. Il corpo è come
di consueto medio leggero, costantemente presente. Lunga è la
persistenza aromatica intensa.
Giudizio. Il vino appare abbastanza chiuso sotto il profilo
olfattivo, ma sicuramente nell’invecchiare sarà più generoso
olfattivamente, tenuto conto che questi vini da giovani sono come
un’ostrica che per difendersi non mostra la perla. La commissione
di degustazione ha voluto riconoscere a questo vino, anche in prospettiva
futura, la migliore valutazione della verticale.
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